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Politica

Caro Manconi, ma quale sinistra ama i dittatori e odia la democrazia?

Martedì 6 gennaio 2026 ore 14:01 Fonte: Strisciarossa
Caro Manconi, ma quale sinistra ama i dittatori e odia la democrazia?
Strisciarossa

“Mentre i venezuelani festeggiano la caduta del tiranno la sinistra italiana è come sempre contro la libertà e contro l’Occidente libero”. “Fa sorridere che a chiedere il rispetto del diritto internazionale in Venezuela siano i rappresentanti di quella sinistra rosso-verde che mai hanno condannato, anzi, un regime criminale come quello di Nicolas Maduro”.

“La sinistra invece che schierarsi incondizionatamente dalla parte della legalità internazionale e dei diritti politici, civili e sociali dei venezuelani, sceglie di stare dalla parte dell’autocrate Nicolás Maduro”. La prima frase è del capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan.

La seconda del capodelegazione, sempre di Fratelli d’Italia, al Parlamento europeo, Carlo Fidanza. E fin qui, tutto scontato e molto prevedibile.

Ma la terza frase, inaspettatamente e sorprendentemente, è di Luigi Manconi che la scrive in un articolo pubblicato in prima pagina su Repubblica con il titolo “La sinistra italiana e i dittatori”. Da non crederci.

Fare di tutta l’erba un fascio, questo è il problema Ma quale rapporto ci può essere tra Manconi e gli esponenti più agguerriti della destra italiana? Ovviamente nessuno, assolutamente.

Ed è per questo che l’articolo in questione suscita una reazione di profonda incredulità. Soprattutto per il fatto che Manconi – per anni collaboratore dell’Unità e protagonista di importanti battaglie civili – si produce in una intemerata contro la sinistra facendo di tutta l’erba un fascio.

Senza fare nomi e cognomi. Senza produrre una dichiarazione, un fatto, una presa di posizione.

Quali sono le accuse pesanti che muove a tutta la sinistra? Eccole.

Per lui la sinistra (la sinistra in senso generico e generale) è quella che non solo “sta dalla parte dei dittatori”, ma che “manifesta una presa di distanza o comunque di sospetto nei confronti del sistema democratico, dei suoi valori fondativi e delle sue regole”, che è indotta persino “ad amare il dittatore” a causa della “sindrome dell’arcinemico” che determina “il trionfo dell’assioma il nemico del mio nemico è mio amico”, un “motto che ha giustificato le peggiori nefandezze”. E che, addirittura, “è arrivata tardi e male alla fiducia piena nel diritto internazionale”.

Capi di imputazione pesanti come macigni. Non è chiaro, tuttavia, quale sinistra abbia in mente Manconi quando scrive questa requisitoria.

Di certo un articolo che viene collocato in quella posizione importante in prima pagina non sembra nato dal desiderio di criticare qualche piccola minoranza di nostalgici. Dunque, sul banco degli imputati si presume sia tutta la sinistra indistintamente, Pd compreso.

Ma l’accusa, pesante, viene lanciata dimenticando la storia, i passaggi della storia, le prese di posizioni, la cultura politica che attorno al Pci e alla sinistra è stata elaborata in Italia negli ultimi cinquant’anni e più. Basti ricordare l’immagine di Enrico Berlinguer che proprio nel tempio del comunismo pronuncia quella frase nella sorpresa generale dell’uditorio moscovita: la democrazia è un valore universale.

Lo fece perché guidava un partito che ebbe un ruolo centrale sia nella guerra di Liberazione contro il fascismo sia nella costruzione della repubblica democratica e nell’elaborazione della Costituzione. E su questo spero non ci siano dubbi.

Inoltre, quel partito ebbe un ruolo centrale anche nella lotta contro il terrorismo e a difesa della democrazia negli anni bui dell’Italia, mentre altri, è doveroso ricordarlo, si baloccavano con l’insulso slogan né con lo Stato né con le Br o mantenevano incerti i confini tra sé stessi e i brigatisti che sparavano e uccidevano. L’evoluzione di quella sinistra ha avuto negli ulti decenni un approdo che con i dittatori e il disprezzo per la democrazia, per le regole e per la legalità internazionale non c’entra assolutamente nulla.

E questo credo sia sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere piuttosto che riempirsi la bocca di pura propaganda di quart’ordine. Maduro tra i militari americani (sales@theimagedirect.com Please byline:TheImageDirect.com)   Chi difende la legalità internazionale e la democrazia?

Per tutti questi motivi non è chiara l’operazione politica che si vuole compiere con quell’articolo. Sia da parte di Manconi, sia da parte del giornale che ha deciso di pubblicarlo in bella evidenza in prima pagina dandogli quindi il crisma di una presa di posizione rilevante.

In ogni caso noi che ci sentiamo pienamente di sinistra, che veniamo dalla storia dei comunisti italiani e abbiamo persino lavorato per moltissimi anni all’Unità, che consideriamo la democrazia e i suoi istituti un valore imprescindibile, noi non abbiamo nulla a che spartire con i dittatori e gli autocrati (si chiamino Putin, Maduro o anche Milei e Netanyahu, sia chiaro) e crediamo, a differenza della destra mondiale con in testa Donald Trump e il sostegno di Giorgia Meloni, nel diritto internazionale e negli organismi sovranazionali deputati a regolare le controversie tra Stati a cominciare dall’Onu. Istituzioni e regole che di questi tempi, come si sa, vengono calpestate ogni giorno, e non dalla sinistra, nel disprezzo non solo della democrazia ma della vita umana di migliaia di donne, di uomini e di bambini.

È contro questo disastro internazionale che bisognerebbe schierarsi perché è a causa di esso che il mondo rischia di finire nel baratro di una guerra permanente. L'articolo Caro Manconi, ma quale sinistra ama i dittatori e odia la democrazia? proviene da Strisciarossa.

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