Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Politica

Sinistra e violenti, è ora di alzare la voce contro le menzogne e gli insulti del governo Meloni

Lunedì 9 febbraio 2026 ore 16:08 Fonte: Strisciarossa
Sinistra e violenti, è ora di alzare la voce contro le menzogne e gli insulti del governo Meloni
Strisciarossa

Accompagnata dalla grancassa del Tg1, che ancora ieri rilanciava l’allarme sulla violenza e sul terrorismo, prosegue senza sosta la campagna della destra contro la sinistra che strizzerebbe l’occhio ai violenti e che sarebbe in preda a una involuzione democratica, a una deriva illiberale, coprendo con i suoi comportamenti quelli che attentano alla sicurezza dello Stato e dei cittadini, di fatto complice di chi prende a martellate i poliziotti e mette a ferro e fuoco le città. L’obiettivo è chiaro: delegittimare la sinistra e l’opposizione, dipingerla come responsabile delle violenze ma anche di tutti i mali che l’Italia purtroppo si porta dietro, quasi che il nostro Paese sia stato retto, dal dopoguerra fino a qualche anno fa, da una lunga serie di governi comunisti.

Violenti in azione a Torino Chi si è battuto contro il terrorismo in difesa della democrazia Credo che, di fronte a questa insostenibile e violenta campagna di odio, sia arrivato il momento di battere i pugni sul tavolo. Basta con le risposte difensive e con le giustificazioni.

Bisogna, invece, alzarsi in piedi e dire con forza la verità, senza stare al gioco sporco di chi vuole infangare una storia, un pensiero politico, una lunga tradizione democratica. La sinistra italiana, quella che passa dal Pci e si alimenta con il socialismo e la difesa della democrazia, quella che si nutre dell’antifascismo e della Resistenza, quella che ha contribuito a scrivere la Costituzione e crede, a differenza di altri che l’hanno avversata, che non sia un pezzo di carta, non c’entra assolutamente nulla – ma proprio nulla nulla – con la violenza e con il terrorismo.

Non c’entra nulla con chi prende a martellate un poliziotto, con chi spacca le vetrine e incendia i cassonetti, con chi sfila con il volto coperto. Giorgia Meloni e la sua cerchia devono smetterla di insultare, di insinuare, di screditare.

È ora di dire basta. Bisogna alzarsi in piedi ed urlarla questa storia.

Perché non va bene che Elly Schlein e gli altri esponenti dem ogni volta che il Pd viene accusato di coprire i violenti cerchino di spiegare, quasi difendendosi, che il partito ha preso le distanze, ha criticato, ha condannato ecc. ecc… Non basta, non serve. Occorre indignarsi, arrabbiarsi.

Sì, occorre alzare la voce nei tg e nei talk show: ma come vi permettete di sostenere queste vergognose accuse, come vi permettete di far credere agli italiani che la violenza abita nella sinistra o che la sinistra copre i violenti, come vi permettete di diffamare e screditare… Bisogna alzarsi in piedi ed urlarla questa verità. Che durante gli anni di piombo la sinistra italiana non stava in mezzo tra le Br e lo Stato, ma stava dalla parte delle istituzioni democratiche.

Che se il terrorismo è stato sconfitto è anche grazie al ruolo svolto in quei drammatici momenti dal partito guidato da Enrico Berlinguer che non ha mai avuto dubbi da che parte stare. Che un comunista, Guido Rossa, ha pagato con la vita la sua battaglia contro le infiltrazioni terroristiche in fabbrica e insieme con lui tanti altri caddero per difendere la democrazia sancita dalla Costituzione.

Che in piazza contro il terrorismo c’erano le bandiere rosse con la falce e martello insieme a quelle della Dc, del Psi e dei partiti democratici. Che se allora questa sinistra non avesse sostenuto con energia il sistema democratico esso sarebbe crollato sotto i colpi violenti degli attacchi terroristici, rossi e neri. 1978, manifestazione Pci contro il terrorismo (foto di Angelo Palma)   E chi non ha il coraggio di definire fasciste le stragi fasciste Bisogna alzarsi in piedi ed urlarla questa vergogna.

Che mentre la sinistra combatteva e combatte contro chi tentava e tenta di minare la democrazia, gli amici di Giorgia Meloni evitavano ed evitano tuttora di chiamare con il loro nome – fascista – le stragi nere che hanno violentato l’Italia e lasciato per terra centinaia di morti: da piazza Fontana alla stazione di Bologna a piazza della Loggia all’Italicus per citare i più eclatanti atti terroristici fascisti. Che il presidente del Senato, seconda carica dello Stato, perfino oggi ha il coraggio di sostenere che la strage di Bologna – che Mattarella ha giustamente definito frutto di una “spietata strategia eversiva neofascista” – è un “vile attentato che le sentenze hanno attribuito a una matrice neofascista”.

Che la presidente del consiglio perfino sei mesi fa ha avuto la spudoratezza di non chiamare fascista quella strage parlando invece genericamente di terrorismo e di pagina buia. Che chi è oggi al governo viene dalla storia del Movimento sociale di Giorgio Almirante, fucilatore di partigiani e servo dei nazisti (come scrisse l’Unità nel 1971 vincendo la causa per diffamazione intentata dal segretario missino) e da quella galassia vennero fuori molti dei violenti picchiatori e dei terroristi neri che insanguinarono il nostro Paese.

Che ancora oggi chi è al governo guarda con simpatia, senza alcuna presa di distanza, chi vive tra i simboli del passato fascista e manifesta con le braccia tese nelle piazze delle nostre città mentre un capogruppo parlamentare del partito della premier si fa fotografare indossando una divisa nazista delle Ss e la seconda carica dello Stato si trastulla con il busto di Mussolini. Bisogna alzarsi in piedi, battere i pugni sul tavolo e urlarli questi fatti.

Nessuno può permettersi di costruire una contro-verità, una narrazione piena di falsità e di menzogne sul ruolo che la sinistra ha svolto nel nostro Paese. Nessuno può permettersi di riscrivere la storia e dentro quella storia oltraggiare la battaglia democratica di milioni e milioni di italiani, molti dei quali hanno rischiato la vita per evitare il collasso di quella repubblica nata dalla guerra di Liberazione che ha anche consentito a Giorgia Meloni di andare a Palazzo Chigi.

Ci sono momenti in cui non si può tacere, né si può sopportare oltre. Ci sono momenti in cui bisogna avere la forza, il coraggio e la determinazione di incazzarsi.

E questo è il momento di farlo. L'articolo Sinistra e violenti, è ora di alzare la voce contro le menzogne e gli insulti del governo Meloni proviene da Strisciarossa.

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