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Storia

Ritrovata ad Alessandria una barca cerimoniale di oltre duemila anni

Giovedì 11 dicembre 2025 ore 06:00 Fonte: Storica National Geographic
Ritrovata ad Alessandria una barca cerimoniale di oltre duemila anni
Storica National Geographic

Uno spettacolare ritrovamento sottomarino è stato realizzato nelle acque dell'antico porto di Alessandria (Portus Magnus). Gli archeologi hanno scoperto un reperto che sembra uscito dalle cronache di Strabone o dalle leggende su Cleopatra VII: una lussuosa imbarcazione cerimoniale, risalente a oltre duemila anni fa, testimonianza del lusso, della religione e del potere politico delle élite egizio-romane.

La nave è in uno stato di conservazione eccezionale. Si tratta di un thalamagos, unico nel suo genere, poiché è la prima volta che se ne trova uno fisicamente (rappresentato nell'arte antica, come il famoso mosaico del Nilo di Palestrina).

La scoperta, guidata dal celebre archeologo subacqueo Franck Goddio e dal suo team dell'Institut Européen d'Archéologie Sous-Marine (IEASM), è stata definita straordinaria. Una nave degna di una regina Il Thalamegos – panfilo reale – scoperto in queste acque poco profonde misura circa 35 metri di lunghezza per 7 metri di larghezza e presenta una chiglia piatta, ideale per navigare in acque calme e poco profonde come i canali di Alessandria d'Egitto.

Era progettato per ospitare una cabina centrale di generose dimensioni e sontuosamente decorata. Secondo gli specialisti, la sua propulsione era esclusivamente a remi, il che implicherebbe un equipaggio di almeno venti rematori.

Alcuni archeologi ed esperti di storia egizia non hanno esitato a definire la nave come il “superyacht” delle élite alessandrine. Infatti, per le sue dimensioni e il suo contesto, potrebbe essere la chiave materiale che spiega le descrizioni leggendarie dell'imponente barca di Cleopatra, quella che, secondo la tradizione, utilizzò per impressionare Giulio Cesare e, più tardi, Marco Antonio, il grande amore di Cleopatra.

Una regina egizia e un generale romano che avrebbero vissuto una leggendaria storia d'amore, potere e morte. Un naufragio con una storia La nave è stata trovata a pochi metri dal tempio sommerso di Iside, sull'isola di Antirrodos (nota anche come Iseum), l'ultimo tempio di Cleopatra VII e un enclave che affondò a causa di terremoti e tsunami avvenuti intorno al 50 d.C., secondo quanto raccontano diverse fonti storiche e geologiche.

Grazie al fatto che alcuni resti caddero in acqua durante il terremoto, parte del tempio rimase intatto in attesa di essere scoperto. Per quanto riguarda l'imbarcazione, data la sua posizione e datazione, il team dell'IEASM propone due ipotesi principali sulla sua funzione e sul suo affondamento: che si trattasse di un'imbarcazione festiva o da diporto legata alla corte romana o all'aristocrazia locale, oppure che facesse parte dei rituali religiosi del tempio di Iside, in particolare del Navigium Isidis (Nave di Iside), una processione annuale in cui una chiatta rappresentava la barca solare della dea, trasportando la sua immagine da Alessandria al santuario di Osiride a Canopo.

Iside, la dea egizia che attraversò il Mediterraneo Il fatto che siano stati trovati graffiti in greco antico sulla chiglia centrale della nave rafforza questa seconda ipotesi. Inoltre, le proporzioni e il design corrispondono perfettamente alle descrizioni di come doveva essere un Navigium. «Potremmo suggerire un uso rituale per questa chiatta: potrebbe essere appartenuta al santuario e aver fatto parte della cerimonia navale della navigatio Iside, quando una processione che celebrava Iside incontrò una barca riccamente decorata, il Navigium, che rappresentava la barca solare di Iside, signora del mare», chiarisce Goddio.

Una scoperta senza precedenti La scoperta di questo spettacolare relitto è stata possibile grazie a una serie di campagne di scavo che si svolgono dal 1990 nel Portus Magnus. Secondo Goddio, è la prima volta che viene scoperto un relitto di questo tipo in Egitto, poiché fino ad ora si disponeva solo di riferimenti scritti o rappresentazioni artistiche.

Questa è la prima imbarcazione reale. Curiosamente, era sepolta sotto solo 1,5 metri di sedimenti, a circa 7 metri di profondità.

Grazie alle moderne tecniche di fotogrammetria 3D, il team è stato in grado di ricostruire digitalmente la struttura senza doverla estrarre, rispettando le norme di conservazione dell'UNESCO che raccomandano di preservare i resti in situ per evitare che si deteriorino. Questo thalamagos è una conferma che le descrizioni dello storico e geografo greco del I secolo Strabone erano reali e che, in una città multiculturale come Alessandria, fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C. e diventata metropoli del Mediterraneo, il lusso, la religione e la politica si intrecciavano in ogni aspetto della vita, anche se solo per una minoranza privilegiata.

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