Cultura
Quando il corpo racconta una storia diversa: viaggio nella medicina di genere
C’è un momento, nella vita di chi studia la medicina, in cui si scopre qualcosa di sorprendente: non esiste un “corpo umano” universale. Ne esistono almeno due versioni, diverse nel modo di ammalarsi, reagire, guarire.
È una differenza che inizia sottovoce, nelle cellule, e finisce per emergere nelle corsie degli ospedali. Il fegato che ascolta gli estrogeni Prendiamo il fegato, quell’instancabile laboratorio che regola energia, zuccheri, grassi, infiammazione.
Per anni lo abbiamo immaginato uguale in tutti, e invece no: esprime recettori per gli estrogeni, e quei recettori non funzionano nello stesso modo in maschi e femmine. È come se lo stesso segnale ormonale venisse tradotto con due lingue diverse.
Capire davvero queste differenze potrebbe cambiare tutto: dai farmaci del futuro alle diete personalizzate, fino alla capacità di prevenire patologie metaboliche. Non più “taglia unica”, ma su misura, per ciascuno.
Il sistema immunitario, quel vecchio cavaliere imparziale (ma non troppo) Il sistema immunitario è forse l’ambito in cui il sesso biologico racconta la storia più potente. Le donne, con i loro linfociti più attivi e la modulazione degli estrogeni, hanno un’arma in più: rispondono meglio ai vaccini, neutralizzano più rapidamente molti virus.
Per questa ragione potrebbero fare solo mezza dose di vaccino rispetto agli uomini. Ma ogni vantaggio ha un prezzo.
E infatti le malattie autoimmuni – lupus, artrite reumatoide, tiroiditi – bussano più spesso alla loro porta. Il paradosso è affascinante: nelle infezioni virali, gli uomini si ammalano di forme più gravi, ma sono le donne a presentare più diagnosi.
È un equilibrio antico, quasi evolutivo. Polmoni, ormoni e quella “disanapsi” che nessuno conosce Le differenze compaiono anche dove non te l’aspetti: nell’aria che respiriamo.
Nei primi mesi di vita i maschi si ammalano più di bronchiolite. Poi arriva la pubertà ed ecco l’inversione: l’asma diventa un affare femminile.
E durante la fase luteale del ciclo, quando estrogeni e progesterone raggiungono i loro picchi, molte donne avvertono un peggioramento dei sintomi. Un fenomeno così noto che ha un nome: mid-luteal worsening.
La fisiologia ha le sue stranezze. Una di queste è la disanapsi: vie aeree e polmoni che crescono a velocità diverse.
È normale, certo, ma non uguale per tutti. Per disanapsi si intendelo sviluppo sproporzionato ma fisiologico delle vie aeree, nei maschi e nelle femmine, in particolar modo: i maschi hanno i polmoni più grandi ma non hanno contestualmente vie aeree più grandi, e questo può causare dei problemi e delle differenze di genere.
Nel tempo questa crescita differenziale parenchima-via aeree si inverte, e questo potrebbe essere uno dei motivi per cui l’asma cambia, sia come prevalenza che come gravità, dopo la pubertà nel cosiddetto switch di genere puberale. Il cuore delle donne non batte come quello degli uomini Nel mondo delle malattie cardiovascolari, la differenza di genere non è una sfumatura: è una frattura.
Il fumo, ad esempio, è un avversario molto più aggressivo per le donne: aumenta il rischio cardiovascolare fino a cinque volte. Il diabete, poi, è uno spartiacque crudele: nelle donne triplica la possibilità di morire per complicanze cardiache.
E quando una giovane donna ha un infarto, spesso non somiglia all’infarto “da manuale”: può essere dovuto a una dissezione spontanea, a microvasculopatia, o può arrivare dopo giorni di sintomi sottovalutati. Il cuore femminile manda segnali diversi.
Troppe volte, purtroppo, non viene ascoltato. Gravidanza: l’immunologia in equilibrio sulla corda La gravidanza è un gioco di equilibri sottili.
Lo si vede bene nelle malattie autoimmuni: l’artrite reumatoide spesso si attenua, mentre il lupus tende a riacutizzarsi. Quando in una futura mamma sono presenti anticorpi anti-Ro/SS-A, non si tratta solo di un dettaglio di laboratorio: è un’informazione preziosa per prevenire un rischio raro ma grave, il blocco cardiaco congenito del feto.
E poi c’è un dato curioso: il peso dopo il parto. Se un anno dopo la gravidanza persiste un sovrappeso significativo, rappresenta un fattore emergente di rischio cardiovascolare per gli anni a venire.
Fratture, tossici ambientali e rischi silenziosi Gli uomini, dopo una frattura dell’anca, rischiano la vita più delle donne. Eppure si misurano la densità ossea molto meno spesso.
Le donne, invece, assorbono più facilmente il cadmio, un metallo tossico che circola nel sangue in concentrazioni più alte, complice la ferritina generalmente più bassa. Ci sono rischi ambientali che non sono mai neutri.
Identità, ormoni e scelte che meritano tempo La medicina di genere include anche il percorso delle persone con disforia di genere. In questi casi, l’utilizzo di analoghi del GnRH permette di sospendere la pubertà e lasciare spazio per capire, con serenità, quale direzione prendere.
Non per spingere verso una scelta, ma per permettere di farla con consapevolezza. Una conclusione semplice: ascoltare il corpo, non un modello astratto.
La medicina di genere non è una nicchia, non è un rivolo specialistico: è il modo più realistico, e più umano, di guardare alla salute. Significa riconoscere che il corpo femminile e quello maschile non sono variazioni dello stesso modello, ma sistemi complessi con traiettorie diverse.
Significa trattare le differenze come risorse, non come eccezioni. E significa, soprattutto, imparare a non ignorare ciò che il corpo racconta – in qualunque forma lo racconti. per approfondire Dalla medicina di genere alla medicina di precisione.
Percorsi evolutivi e sinergie di competenze. Documenti istituzionali WHO – Gender and Health https://www.who.int/health-topics/gender Istituto Superiore di Sanità – Medicina di Genere https://www.iss.it/medicina-di-genere The post Quando il corpo racconta una storia diversa: viaggio nella medicina di genere appeared first on ReWriters.