Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Politica

Quanto piacciono alla destra le liste di proscrizione

Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:00 Fonte: Strisciarossa
Quanto piacciono alla destra le liste di proscrizione
Strisciarossa

In principio fu Valditara. Era l’inizio di gennaio quando il ministro dell’istruzione (meglio se umiliante) provvedeva con apposita circolare dal tono perentorio a richiedere a “tutte le scuole del regno” di segnalare di alunni/studenti palestinesi.

Lo scopo del “censimento” è rimasto avvolto nel mistero, risultando insufficienti ed ai limiti del patetico le equiparazioni con l’identica indagine che sarebbe stata effettuata sui ragazzi ucraini dopo l’esilio seguito all’invasione russa. A fine mese è stata la volta di Azione Studentesca, le giovanili di FDI, che ha diffuso nelle scuole un questionario atto a raccogliere nomi e presunte manifestazioni ideologiche degli insegnanti di sinistra.

Pochi giorni fa sono stati i medici dell’Ospedale di Ravenna a finire in lista per presunti falsi certificati rilasciati ad immigrati al fine di evitare il loro rimpatrio. Il caso della richiesta dei sostenitori del Comitato per il No al referendum Ora arriva la richiesta della factotum del Ministero della Giustizia, la signora Giusy Bartolozzi (colei che gestì in prima persona il caso Al Masri, lasciando poi che fosse il suo goffo titolare a tentare l’imitazione di John Belushi davanti alle Camere) all’Associazione Nazionale Magistrati di fornire i nomi di coloro che hanno versato contributi al Comitato “Giusto dire No” che si oppone alla riforma costituzionale oggetto del voto referendario del 22-23 marzo prossimi.

La destra si sta appassionando alle liste; un po’ vecchia abitudine, un po’ fedeltà alla linea. Infatti non si può non notare che proprio dal modello MAGA, confermato di recente come ispiratore dei valori dell’esecutivo, venga questa volontà di provvedere a schedare le persone con particolare attenzione verso chi dissente.

Con una inquietante coincidenza di tempi proprio da fine 2025 inizio 2026 l’amministrazione Trump ha cominciato a chiedere alle autorità statali di consegnare le liste complete degli elettori, inclusi dati sensibili, con l’obiettivo non dichiarato di prendere il controllo della gestione delle elezioni, di norma di competenza dei singoli Stati. Lo scopo, quello dichiarato, ovvero verificare l’accuratezza delle liste elettorali (in un paese dove per votare bisogna andare ad iscriversi) è talmente infondato che nemmeno ci insistono più di tanto.

Ancora più recentemente i guardiani del potere americano hanno richiesto agli amici tecnocrati di ricercare e consegnare tutti i commenti in rete di chi ha criticato le azioni assassine dell’ICE a Minneapolis. Ne faranno la lista dei nemici da mettere alla gogna.

Il ministro Carlo Nordio (Stefano Carofei / agenzia Fotogramma)   Trasparenza? Analoga richiesta non è stata inviata al Comitato per il Sì al referendum Ma torniamo alle vicende di casa nostra.

Facile capire le ragioni per le quali il ministero ha effettuato la richiesta direttamente all’ANM: sono i nemici del momento, Quelli che si ostinano a voler preservare i principi di separazione dei poteri ed autonomia dell’ordine giurisdizionale. Peccato intanto che l’obiettivo sia sbagliato.

L’ ANM è solo tra i promotori, insieme ad altri, del “Comitato per il NO” che è un soggetto giuridico autonomo. I contributi vanno al Comitato e non al’’ANM, dunque semmai era al Comitato che andava rivolta la richiesta.

Ma soprattutto: a che scopo? Trasparenza dice il Ministero.

Allora identica richiesta dovrebbe essere fatta al “Comitato per il Si”, altrettanto legittimamente costituitosi a sostegno della riforma; epperò non risulta niente di tutto questo. Lì la trasparenza è ontologicamente data per acquisita?

E allora? Posto che non penso che chi ha versato contributi a favore di chi si oppone alla destrutturazione della Magistratura abbia qualche problema a rendere noto il proprio sostegno, ci sarebbe comunque in vigore una legge sulla privacy, la stessa che infinite volte è stata opposta da destra come scudo per certe vergogne più o meno raccontabili.

Sembra di vedere plasticamente realizzato quanto scritto da Nadia Urbinati. “Laddove chi governa e chi è governato non hanno la stessa possibilità e la stessa capacità effettiva di essere visti e trattati egualmente dalla legge, si entra in un tunnel castale e di arbitrio, in cui chi ha potere, sociale e/o politico, ha maggiori garanzie e può restare impunito con maggiore facilità”.

Si può aggiungere che la richiesta (si può dire irrituale o qualcuno se n’adombra?), lungi dal favorire una serena discussione sul tema referendario, finisce con l’alimentare ed alzare ulteriormente il livello della polemica e ad infittire la nebbia ideologica dietro alla quale si nasconde l’autentica intenzione del legislatore. Questa vicenda, per molti versi preoccupante, può però anche essere funzionale.

Non sapevo che si poteva versare un contributo al “Comitato per il No”. L’ho fatto.

Sia mai che non mi trovino nella lista…. L'articolo Quanto piacciono alla destra le liste di proscrizione proviene da Strisciarossa.

Articoli simili