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Cultura

Delfina Rocha: riscrivere la memoria del femminile in Brasile

Giovedì 18 dicembre 2025 ore 23:03 Fonte: ReWriters
Delfina Rocha: riscrivere la memoria del femminile in Brasile
ReWriters

Il lavoro di Delfina Rocha non è una mera documentazione, ma un atto deliberato di scavo nel non-detto storico, un'operazione di "archeologia poetica" che conferisce visibilità a ciò che è stato intenzionalmente rimosso o cancellato. La fotografa, recentemente premiata al Med Photo Fest 2025, porta alla luce una tesi fondamentale: la storia non è un archivio statico da consultare, ma un corpo vivo, complesso e lacunoso che richiede la fabulazione e la ricostruzione emotiva per essere compreso e riscritto nel presente.

Delfina Rocha Caltagirone Med Photo Fest 2025 Foto Ljdia Musso Delfina Rocha, l'archeologia poetica «Ho sentito il bisogno di sviluppare il progetto, dove potevo recuperare e onorare le mie antenate». In un’epoca dominata dall’immagine letterale e dalla superficie, la fotografa Delfina Rocha ci interroga: cosa succede quando l'obiettivo smette di essere un semplice registratore del reale e diventa uno strumento di scavo?

Il suo lavoro, definito una vera e propria "archeologia poetica", si muove nel punto esatto in cui l'intimità incontra la storia, e la traccia del sé si fa eco di una sofferenza, una resistenza, una forza che travalica il tempo. Non si tratta solo di guardare indietro, ma di riscrivere il presente attraverso gli strati invisibili del passato, perché, come afferma l’artista, «La “breccia” emerge precisamente da questo incontro tra il visibile e l'invisibile, dove l'immagine cessa di essere letterale e comincia ad aprire spazio ad altre percezioni e domande».

È in questo spazio di ambiguità e profondità che l'arte si assume la responsabilità politica di dare voce a chi è stato silenziato. Matrilineare Delfina Rocha L'Ancoraggio Emotivo:

La Filosofia del Vedere Delfina Rocha Caltagirone Med Photo Fest 2025 Foto Ljdia Musso L'identità di Delfina Rocha come artista poggia sulla sua formazione filosofica, che le ha insegnato a diffidare dell'oggettività della macchina fotografica, trasformando l'obiettivo da semplice occhio meccanico a strumento di introspezione critica e sensibile. L'indagine sulle sue radici, dunque, parte da una messa in discussione del proprio sguardo.    «I miei studi accademici hanno influenzato profondamente la mia fotografia d'autrice.

La filosofia mi ha aiutato a riflettere, a mettere in discussione e a non fidarmi del mio stesso sguardo...». Il cammino di Rocha affonda le radici non solo nella tecnica trentennale , ma in un profondo lavoro intellettuale e introspettivo.

L'ancoraggio emotivo del suo lavoro non è casuale, ma nasce da una consapevole e quasi scientifica messa in discussione di ciò che si crede di sapere. È un processo che parte da una scoperta intima, quella di un'ascendenza sefardita, per trasformare la fotografia in uno "spazio di esperienza".

L'esperienza soggettiva diventa così la prima e più necessaria indagine sul campo. «Questo progetto è nato da un’importante scoperta che ho fatto nel 2019: quella di avere un’ascendenza ebraica sefardita, segnata dalla fuga dal Portogallo e dall’arrivo in Brasile durante il periodo della colonizzazione» , una rivelazione che ha innescato una ricerca che non è mai solo genealogica, ma esistenziale. Memoria e Post-Femminismo:

Il Ponte tra l'Io e il Noi La sua storia individuale non è mai isolata, ma si configura come una complessa mappa intersezionale che collega traumi e resilienze in un'unica catena generazionale. In questo senso, l'approccio di Matrilineare abbraccia una prospettiva post-femminista, riconoscendo la ricchezza e la stratificazione delle diverse esperienze femminili.

Matrilineare Delfina Rocha «Io faccio parte di molte donne che sono venute prima di me; io sono il risultato di intersezioni di gioie, sofferenze, mescolanze, religiosità, persecuzioni, lotte e morti su morti, affinché io potessi arrivare qui». La memoria nel progetto Matrilineare non è statica, non è solo un documento.

È una forza dinamica che lega in modo indissolubile l'individuo alla catena delle generazioni. La storia personale dell'autrice, con le sue precise traiettorie di migrazione e persecuzione, si rivela essere una lente potentissima per affrontare temi universali.

Il punto di partenza è l’ascendenza, ma il punto di arrivo è la risonanza collettiva. «Sebbene il punto di partenza sia la mia storia personale, i temi che attraversano il mio lavoro riguardano molte donne come la cancellazione, la migrazione, la violenza storica...» , trasformando la "cartografia dell'intimità" in una mappa per chiunque abbia dovuto lottare per la propria presenza. Il Femminile:

Resistenza e Rifondazione (Il Gesto Politico) L'omissione dei nomi femminili dagli archivi storici non è un incidente, ma un atto politico di cancellazione. Il lavoro di Rocha risponde a questa violenza con un "gesto politico" di rifondazione: utilizzare l'immagine per rivelare la forza e la sopravvivenza delle donne, operando in diretto contrasto con il racconto patriarcale.

Matrilineare Delfina Rocha «...rivelando gli strati di ciò che intendo per femminile: forza, resistenza, resilienza e sopravvivenza, all’interno di una società patriarcale che ha cancellato la loro presenza per secoli». Il tema del femminile non è trattato come mero soggetto, ma come punto di vista specifico che si fa universale.

In un contesto storico che ha sistematicamente omesso il nome della donna dai registri familiari , la fotografia di Rocha compie un "gesto politico": quello di rimettere al centro ciò che è stato intenzionalmente rimosso. L'artista non si affida solo agli archivi ufficiali, spesso incompleti o falsati.

È qui che interviene la "fabulazione critica" per recuperare ciò che è vivo nella memoria affettiva e corporale. «Ficcionalizzando questa narrativa, seguo tracce che non erano negli archivi ufficiali, ma che permangono nella memoria affettiva, nei silenzi e nei corpi...». Il femminile diviene così non solo un argomento, ma una "forza di continuità, invenzione e presenza"  che si auto-organizza, inventando sentieri di sopravvivenza al di fuori delle strutture limitanti.

Tecnologia e Artigianalità: La Mano che Guida l'Algoritmo L'integrazione di strumenti avanzati, inclusa l'Intelligenza Artificiale, non è un'adesione passiva al progresso, ma una scelta pragmatica: la tecnica è un veicolo, mai il fine, della narrazione intima e concettuale.

L'uso dell'AI, per Delfina Rocha, diventa un mezzo per compiere l'atto di ricostruzione dei volti invisibili, fornendo una verosimiglianza poetica alla memoria perduta. Matrilineare Delfina Rocha «Ho seguito anche le trasformazioni tecniche che hanno avuto ripercussioni su questi concetti: l’arrivo della fotografia digitale, l’uso sempre più frequente di Photoshop nell’editing e ora la presenza dell’Intelligenza Artificiale».

Il lavoro di Delfina Rocha è un esempio di come l'artista contemporaneo possa abbracciare le sfide tecnologiche senza soccombere alla loro autoreferenzialità. L'uso di strumenti moderni come l'AI o Photoshop, combinato con processi manuali e manipolazioni analogiche, non è un fine, ma un mezzo.

Non c'è paura verso l'evoluzione digitale; al contrario, c'è una costante ricerca di sperimentazione. «Per me, la tecnica è sempre al servizio della narrativa». È l'emozione, il "collegamento finale" , a guidare la mano, che sia questa la mano che sviluppa in camera oscura o quella che interagisce con un algoritmo generativo.

La soggettività del fotografo rimane l'elemento critico , l'anima che determina la direzione in cui la luce, o il codice, si deve manifestare. Memoria Circolare:

Guardare Indietro per Andare Avanti L'atto di tornare al passato non è un esercizio di nostalgia, ma un movimento proiettivo essenziale per creare nuovi modi di esistere nel presente. La vera potenza delle radici è nella loro capacità di informare il futuro, rendendo il tempo non lineare ma circolare.    «Forse la domanda che nessuno mi ha mai chiesto è: ‘Perché continui a tornare al passato?’».

La risposta a questa domanda è l'essenza stessa del suo operato. L'atto di tornare alle radici non è un esercizio di nostalgia sterile, ma un imperativo per la costruzione del presente.

L'arte, in questo senso, diventa uno strumento salvifico, un ponte tra culture e tra epoche. La ricerca di Rocha ci lascia con un potente invito all'introspezione, a rallentare la corsa e ad ascoltare le risonanze che le nostre storie portano con sé.

E in una chiusura che è più un’apertura, l’artista ci ricorda che la vera portata della memoria è proiettiva. «A volte quella che chiamiamo memoria è anche una forma di futuro. Il tempo si fa circolare, e ogni vita porta con sé strati che stanno ancora aspettando di essere narrati».

La missione è chiara: non smettere mai di scavare, perché ciò che è stato è ciò che sta per essere. Bibliografia Consigliata e Risorse per Approfondimento Per comprendere appieno la poetica di Delfina Rocha, si suggerisce di esplorare i seguenti concetti chiave che risuonano con il suo lavoro.

Approfondimenti Riferimenti Teorici e Filosofici (Concetti Chiave) Roland Barthes: La Camera Chiara.

Nota sulla fotografia. (Per il concetto di punctum e la relazione tra fotografia, tempo e assenza). Walter Benjamin:

L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica. (Per una riflessione sulla trasformazione dell'arte e della tecnica). Aby Warburg:

Mnemosyne (Per il concetto di archivio, immagini e memoria collettiva). Georges Didi-Huberman:

Storia dell’arte e anacronismo delle immagini (Per l'uso di sovrapposizioni e la riattivazione del passato). Link all'Artista e al Progetto https://www.mediterraneum4.it/delfina-rocha-premio-mediterraneum-2025/ https://en.delfinarocha.com.br/autorais The post Delfina Rocha: riscrivere la memoria del femminile in Brasile appeared first on ReWriters.

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