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32 Deputati sospesi per aver impedito un raduno nazifascista a Montecitorio

Martedì 7 aprile 2026 ore 05:00 Fonte: Menti in fuga
32 Deputati sospesi per aver impedito un raduno nazifascista a Montecitorio
Menti in fuga

Nei giorni scorsi l’Ufficio di Presidenza della Camera, a maggioranza, ha deciso di sanzionare 32 deputati dell’opposizione (PD, M5S, AVS) per aver impedito lo svolgimento di una conferenza stampa alla Camera alla quale avrebbero partecipato esponenti di gruppi neofascisti e neonazisti. Il 30 gennaio 2026, nella sala stampa di Montecitorio, era prevista una conferenza sulla cosiddetta “remigrazione”, organizzata dal deputato leghista Domenico Furgiuele.

All’evento avrebbero partecipato esponenti di CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti e altre realtà dell’estrema destra. Il gruppo di deputati dell’opposizione che oggi è sanzionato, di fonte al permesso della Presidenza della Camera allo svolgimento del raduno neofascista, ha occupato fisicamente la sala stampa, impedendo così l’inizio della conferenza.

Alcuni deputati si sono seduti al banco degli oratori, altri nelle postazioni della stampa, tutti cantando Bella Ciao e mostrando copie della Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza. L’Ufficio di Presidenza ha deciso la più estesa raffica di sanzioni disciplinari mai vista nella storia repubblicana: 5 giorni di sospensione dai lavori parlamentari a 22 deputati ritenuti «materialmente e direttamente impeditivi» dell’avvio della conferenza.

Tra gli altri Laura Boldrini, Gianni Cuperlo, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Roberto Morassut, Arturo Scotto, Riccardo Ricciardi, Gilda Sportiello. 4 giorni di sospensione ad altri 10 deputati che avrebbero «contribuito volontariamente a saturare i posti disponibili». Una scelta gravissima ma che non sorprende.

Siamo, infatti, in un Paese nel quale il principale partito di governo mantiene una fiamma nel proprio simbolo come chiaro riferimento storico post fascista e nel quale Camera e Senato sono presieduti da esponenti politici che nel recente passato hanno chiesto l’abolizione della legge Mancino o che a casa sfoggiano busti di Mussolini. «Puniti per aver difeso la Costituzione da neofascisti», hanno dichiarato i parlamentari denunciando una « deriva pericolosa» e persino di una condanna per « reato di antifascismo». Tutti hanno   rivendicato il gesto compiuto come volto ad impedire che il Parlamento della Repubblica nata dalla Resistenza potesse essere reso sede di un evento in cui non soltanto proporre politiche che ai valori costituzionali si contrappongono frontalmente; ma che, addirittura, a presentare queste bestemmie costituzionali fossero esponenti di una galassia che non nasconde il proprio credo nazifascista e che ha avuto  i propri dirigenti, più volte condannati per violenze e per apologia del fascismo, del regime hitleriano e delle loro politiche genocidarie.

Una scelta che ringalluzzisce i neofascisti La decisione dell’Ufficio di Presidenza è non soltanto gravissima in sé, ma lo è soprattutto perché fa capire agli epigoni del nazifascismo nostrano che ci possa essere, per loro e per le tesi dichiaratamente neofasciste e razziste e dell’ideologia che le ispira,  la possibilità di conquistare, alla luce del sole, uno spazio nel cuore stesso delle Istituzioni Repubblicane. Ed infatti quegli stessi figuri che, grazie alla scelta antifascista dei deputati oggi sospesi, non hanno potuto svolgere la loro iniziativa, ora – ringalluzziti dalla sanzione con cui tale scelta è stata punita – annunciano che torneranno presto a Montecitorio, per parlare di Remigrazione e riconquista.

Di fronte alla possibilità di ulteriori forme di acquiescenza dei massimi Organi di Presidenza delle Istituzioni nei confronti delle iniziative neofasciste e delle coperture che ad esse potrebbero essere fornite da qualche Parlamentare che pure ha giurato fedeltà alle Istituzioni Repubblicane, si è levata la voce di Gianni Cuperlo, per chiedere che, ove fosse necessario tornare a mobilitarsi, non siano solo i deputati, ma il popolo antifascista romano ad impedire che la profanazione possa aver luogo e che   questi personaggi possano  trasformare – anche solo nel loro immaginario – il Parlamento in «un bivacco di manipoli». L’appello di Gianni Cuperlo, lanciato dalla sua pagina social, è che con un “girotondo democratico” messo in opera da cittadini e cittadine della Capitale, si costruisca un vero e proprio cordone umano per tenere lontano questi tristi figuri, ribadendo, in modo pacifico, che l’antifascismo è un valore fondante della nostra Repubblica, ancora vivo e necessario.

Mauro Sarrecchia The post 32 Deputati sospesi per aver impedito un raduno nazifascista a Montecitorio appeared first on Mentinfuga.

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