Cultura
ARTEVENTO Cervia 2026: quando l’aquilone diventa arte, memoria e libertà
C’è qualcosa di profondamente libero nell’aquilone. Forse perché appartiene al cielo ma non lo possiede, forse perché sale soltanto se qualcuno, da terra, ha la pazienza di affidarlo al vento.
È un oggetto leggero e insieme potentissimo: porta con sé il gioco dell’infanzia, la meraviglia del gesto semplice, ma anche un significato più alto, quasi spirituale. L’aquilone parla di desiderio, di slancio, di fiducia.
Parla di confini che si possono oltrepassare senza violenza, di un equilibrio sottile tra radici e libertà, tra mani che trattengono e orizzonti che chiamano. L'aquilone non è solo una figura poetica In molte culture l’aquilone è stato simbolo di pace, rito, visione, arte, messaggio.
E ancora oggi continua a evocare qualcosa di profondamente umano: il bisogno di guardare in alto, di immaginare, di sentire che esiste un altrove possibile. In tempi spesso pesanti e rumorosi, l’aquilone ci ricorda che la leggerezza non è superficialità, ma una forma di resistenza gentile.
Per entrare davvero nello spirito di questo racconto, vale la pena lasciarsi accompagnare anche da una canzone intensa e necessaria: “L’aquilone dei Balcani” dei Modena City Ramblers, in una versione interpretata dalla cantante degli Usmamò.
È un brano che porta dentro il vento, la memoria, il dolore e insieme la speranza; una canzone che sembra tenere insieme cielo e ferite, e che dialoga profondamente con il significato più alto dell’aquilone. In fondo a questo articolo inserirò anche il link per ascoltarla e vederla su YouTube, perché a volte ci sono musiche che non accompagnano soltanto una lettura, ma la aprono.
ARTEVENTO Cervia 2026 Da qui si può partire per capire davvero perché ARTEVENTO Cervia 2026 non sia soltanto un festival, ma un invito collettivo ad alzare lo sguardo. La primavera 2026, a Cervia, avrà di nuovo il suono del vento e il colore degli aquiloni.
Torna infatti ARTEVENTO – Festival Internazionale dell’Aquilone, giunto alla sua 46ª edizione, con una formula rinnovata e un programma che si annuncia tra i più ricchi di sempre. Più che una semplice manifestazione, ARTEVENTO è ormai un appuntamento identitario, uno di quegli eventi capaci di trasformare un luogo in un immaginario condiviso.
Per alcuni giorni, Cervia non sarà solo una località di mare, ma un paesaggio poetico abitato da artisti, performer, maestri aquilonisti, famiglie, viaggiatori e appassionati arrivati da tutto il mondo. L’edizione 2026 si articolerà in due tempi, come se fosse pensata come una partitura.
Il primo movimento sarà la preview di Pasqua, ospitata al Magazzino del Sale Torre dal 4 aprile al 3 maggio. Il secondo sarà il festival vero e proprio, che prenderà il volo sulla spiaggia di Pinarella di Cervia dal 23 aprile al 3 maggio.
A legare tutto è il claim scelto per quest’anno: “Fratello vento”, un’espressione che richiama immediatamente il Cantico delle Creature e che restituisce il cuore simbolico dell’intera manifestazione.
La grande novità di questa edizione è l’anticipazione della mostra tematica al Magazzino del Sale, da sempre uno dei tratti più riconoscibili di ARTEVENTO. Quest’anno, eccezionalmente, la mostra aprirà prima dell’inizio ufficiale del festival e sarà dedicata all’Olanda con un progetto inedito dal titolo “The Hague Air Gallery – Vento Dipinto”.
Si tratta di un’esposizione di particolare rilievo, perché porta finalmente all’attenzione del pubblico una collezione storica di aquiloni dipinti sviluppata alla fine degli anni Ottanta da Gerard van der Loo e Els Lubbers. L’idea da cui nacque questa esperienza è ancora oggi di una bellezza disarmante: trasformare l’aquilone in una tela e il cielo in una galleria d’arte.
In quella intuizione c’è già tutto: il superamento dei confini tradizionali dell’opera, il dialogo tra materia e aria, il desiderio di affidare l’arte a un elemento vivo e imprevedibile come il vento. È anche per questo che questa collezione viene oggi riconosciuta come una pietra miliare del Movimento dell’Arte Eolica, e che Cervia continua a essere considerata una vera patria dell’arte del vento.
La mostra, realizzata in collaborazione con Holland Kite Team, presenterà 20 aquiloni giapponesi edo, ognuno con lunghi cavi di trattenuta, dipinti da artisti olandesi appartenenti a diverse correnti espressive. Un progetto affascinante anche per il suo valore culturale e diplomatico, tanto da godere del Patrocinio dell’Ambasciata e del Consolato Generale dei Paesi Bassi.
"Fratello Vento" e i temi di questa edizione Ma ARTEVENTO non si limita a mettere in scena la bellezza del volo. Ogni edizione costruisce una visione, e nel 2026 questa visione ruota attorno a quattro grandi temi.
Il primo è legato agli 800 anni dalla morte di San Francesco, a cui si ispira direttamente il claim “Fratello vento”, in omaggio al Cantico delle Creature e al suo messaggio universale di armonia, rispetto per la natura e cura del pianeta. Il secondo tema celebra i 100 anni dal Premio Nobel per la Letteratura assegnato nel 1926 a Grazia Deledda, definita qui la “poetessa del vento” e ricordata anche per il suo legame con Cervia, città da lei scelta come seconda casa.
Il terzo filone tematico guarda al Giappone e ai 40 anni di gemellaggio tra la Regione Emilia-Romagna e la Prefettura di Ibaraki, in una prospettiva di dialogo interculturale fondata proprio sull’antica tradizione dell’aquilone. Il quarto, infine, consolida il rapporto tra la capitale dell’aquilone e il circo contemporaneo, un sodalizio che negli ultimi anni si è fatto sempre più forte e naturale.
Quando il festival entrerà nel vivo, dal 23 aprile, la spiaggia di Pinarella tornerà a essere uno dei luoghi più sorprendenti della primavera italiana. In questo scenario straordinario, tra mare, pineta, saline e vicinanza con il Parco del Delta del Po, sono attesi oltre 200 artisti invitati provenienti da più di 50 Paesi dei 5 continenti, ai quali si aggiungeranno circa 2.000 partecipanti spontanei internazionali.
È un numero che colpisce, ma ancora di più colpisce l’energia che da sempre nasce da questo incontro: un’umanità creativa e multiforme fatta di maestri depositari di tradizioni antiche, artisti innovativi, piloti sportivi, performer e semplici appassionati uniti dalla stessa lingua del vento. L’Ospite d’Onore della 46ª edizione sarà il collettivo artistico colombiano Bimana, scelto per il suo primeur europeo proprio a Cervia.
La loro presenza promette di essere una delle immagini simbolo del festival grazie alla performance “La Parata delle Creature”, ideata appositamente per questa edizione come una celebrazione immersiva e collettiva della meraviglia della natura. Coordinato da Alejandro Uribe, il collettivo porterà a Cervia grandi opere tridimensionali nate dalla fusione tra le 3D air creations e il teatro di figura, in una modalità espressiva molto nota in Sud America ma ancora sorprendente agli occhi del pubblico europeo.
Meduse, balene, rane, camaleonti, lumache, uccelli, farfalle giganti e altre creature del mondo animale animeranno lo spazio del villaggio del festival come presenze fantastiche, in dialogo costante con il volo degli aquiloni. Sarà un paesaggio immersivo e quasi onirico, rafforzato anche dai “Giardini del Vento”, installazioni eoliche originali collocate sulla spiaggia tra fiori oversize, cuori colorati, meduse e creazioni antropomorfe.
Una scenografia naturale e insieme artistica, capace di trasformare Pinarella in un vero Paese delle Meraviglie. Il programma quotidiano sarà ampio e pensato per pubblici diversi, età diverse, sensibilità diverse.
Torneranno i momenti simbolici più attesi, come la Cerimonia delle Bandiere, gli annulli filatelici speciali, il conferimento del Premio Speciale per Meriti di Volo, la Cervia’s Cup – Campionato Italiano di Volo Acrobatico curato da STACK Italia – il volo dei giganti, i balletti di aquilonismo acrobatico a ritmo di musica, il volo notturno “Bussa al cielo e ascolta il suono” e la suggestiva “Notte dei Miracoli”. A tutto questo si aggiungeranno laboratori didattici per bambini, corsi per adulti, musica, teatro, danza, tavole rotonde e incontri su temi come ambiente, natura, uguaglianza, integrazione, accessibilità e pace.
Uno degli aspetti più belli di ARTEVENTO è proprio questa sua capacità di tenere insieme stupore e pensiero. Non è soltanto un festival spettacolare: è anche un luogo in cui si riflette sul rapporto tra esseri umani, paesaggio, tradizione, sostenibilità e cultura.
In questa direzione va anche la presenza, per la prima volta sulla spiaggia del festival, di Cinema du Desert, cinema mobile ad energia solare che unisce il fascino delle proiezioni all’aperto alla proposta di pellicole dal forte valore educativo e sociale. E come ogni anno non mancherà la Fiera del Vento, con il mercatino specializzato di aquiloni e giochi del vento, accanto all’area food & beverage che renderà ancora più completa l’esperienza di visita.
Un capitolo particolarmente importante riguarda il Giappone, presenza storica e profondamente identitaria per ARTEVENTO. Il festival celebra infatti i 40 anni di gemellaggio tra Emilia-Romagna e Ibaraki, ma questa ricorrenza va ben oltre la dimensione istituzionale.
È il risultato di una lunga amicizia costruita in oltre quattro decenni di collaborazione con la Japan Kite Association e il Museo Tako No Hakubutsukan di Tokyo. La celebrazione inizierà durante il festival e proseguirà fino all’autunno, culminando in una grande mostra sul Giappone prevista a ottobre.
Saranno protagonisti anche alcuni preziosi aquiloni donati negli anni dal presidente della Japan Kite Association Masaaki Modegi a Caterina Capelli, direttrice del festival, a sostegno del progetto museale di ARTEVENTO. Questo legame con il Giappone si intreccia anche con un importante lavoro di tutela culturale.
ARTEVENTO è infatti riconosciuto come presidio di salvaguardia di antichi saperi legati all’aquilone, all’interno di un progetto sviluppato insieme all’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura e alla Scuola di Demoetnoantropologia dell’Università di Perugia. In quest’ottica, il festival rende omaggio anche al maestro aquilonista Mikio Toki, recentemente scomparso, e propone dal 23 aprile al 3 maggio uno speciale laboratorio per bambini dedicato alla costruzione dello yakko dako, l’aquilone tradizionale giapponese.
Il quarto grande asse tematico, quello del circo contemporaneo, troverà la sua espressione più evidente nella nuova Flying Circus Arena, una grande arena all’aperto allestita all’interno del Villaggio del Festival. Qui andrà in scena una rassegna di spettacoli dal vivo per adulti e bambini, rafforzando ulteriormente il dialogo tra il mondo degli aquiloni e quello del nouveau cirque.
La collaborazione con ATER Fondazione Emilia-Romagna Teatri entra così in una fase ancora più matura, e tra i nomi annunciati compaiono Circo El Grito, L’abile teatro, Duo Caos e Simone Romanò. Non finisce qui, perché il respiro internazionale di ARTEVENTO continuerà anche oltre Cervia.
Nell’agosto 2026, infatti, gli aquiloni dipinti di Claudio Capelli, ideatore del festival, approderanno a Montreal, nell’ambito del Festival Grain de Ciel, ospitato presso Tohu, uno dei più importanti poli culturali e di sviluppo sostenibile dedicati alle arti circensi. Un ponte ideale tra Italia e Canada, tra vento e visione, che conferma quanto l’universo creativo nato attorno ad ARTEVENTO sia ormai riconosciuto ben oltre i confini nazionali.
In fondo è proprio questo il punto: ARTEVENTO non è soltanto un festival da vedere, ma un’esperienza da attraversare.
È un invito a rallentare, ad alzare la testa, a rimettere il cielo dentro le cose. È un evento che riesce a parlare ai bambini e agli adulti, agli appassionati d’arte e a chi cerca semplicemente una giornata di bellezza sul mare.
Ma soprattutto è una manifestazione che restituisce all’aquilone la sua natura più autentica: non un semplice oggetto da far volare, ma un simbolo di libertà, memoria, gioco, pace, legame tra le culture e desiderio di futuro. E forse è proprio per questo che l’immagine dell’aquilone continua a toccarci così profondamente.
Perché ci somiglia. Perché conosce la fragilità del filo e insieme la vertigine del cielo.
Perché ci ricorda che si può restare legati senza smettere di salire. Link utili Sito ufficiale di ARTEVENTO Cervia Home The post ARTEVENTO Cervia 2026: quando l’aquilone diventa arte, memoria e libertà appeared first on ReWriters.