Cultura
Kennedy Jr accusa le riviste mediche: quanto è davvero indipendente la scienza dall’industria farmaceutica?
La fiducia nella scienza medica, dopo la pandemia, è diventata uno dei temi più sensibili del dibattito pubblico. E le recenti dichiarazioni del segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. hanno riacceso una discussione che da anni divide esperti e opinione pubblica: la ricerca scientifica è davvero indipendente dagli interessi dell’industria farmaceutica?
Kennedy ha accusato alcune delle più autorevoli riviste mediche internazionali di essere troppo legate ai finanziamenti delle aziende farmaceutiche, arrivando a ipotizzare restrizioni per gli scienziati federali che pubblicano su queste testate. Le sue parole hanno provocato forti reazioni.
Molti ricercatori parlano di attacco alla scienza e temono che simili dichiarazioni possano minare la fiducia nella medicina. Ma il tema toccato, al di là della polemica politica, è più complesso e affonda le radici in un dibattito che dura da decenni.
La difesa della comunità scientifica Gran parte del mondo accademico ha reagito con preoccupazione. Le grandi riviste mediche rappresentano infatti uno dei principali strumenti attraverso cui la ricerca viene verificata e diffusa a livello globale.
Il sistema della peer review, la revisione degli studi da parte di esperti indipendenti, resta il meccanismo fondamentale per garantire qualità e affidabilità dei risultati scientifici. Molti scienziati temono che delegittimare queste istituzioni possa favorire la disinformazione e indebolire la fiducia dei cittadini nei progressi medici ottenuti negli ultimi decenni: vaccini, antibiotici, terapie oncologiche e farmaci cardiovascolari hanno contribuito ad allungare significativamente l’aspettativa di vita in tutto il mondo.
Un problema però non inventato: i conflitti di interesse Liquidare la questione come pura provocazione sarebbe però riduttivo. Il rapporto tra industria e ricerca è da tempo oggetto di discussione.
Gran parte degli studi clinici viene finanziata dalle stesse aziende che producono i farmaci testati. Questo non implica automaticamente manipolazione dei risultati, ma crea una tensione strutturale tra interesse commerciale e interesse pubblico.
La dott.ssa Marcia Angell (ex direttore della prestigiosa rivista medica New England Journal of Medicine) è una critica severa del metodo e delle ingerenze che l’industria farmaceutica esercita come sponsor della ricerca: “Molti farmaci chimici che si pensano essere efficaci sono probabilmente poco migliori dei placebo, ma non c’è modo di saperlo in quanto i risultati negativi sono nascosti… Sullo stesso argomento, critici nei confronti degli studi EBM, si sono espressi Susanna Every-Palmer, psichiatra consulente forense, e Jeremy Howick, ricercatore del Centre for Evidence-Based Medicine dell’Università di Oxford, in un articolo pubblicato sul Journal of Evaluation in Clinical Practice, riportato anche dall’Agenzia del Farmaco Italiana (AIFA).
"Tra i due terzi e i tre quarti di tutti gli studi randomizzati pubblicati sulle maggiori riviste si sono infatti rivelati finanziati dall’industria – affermano Palmer e Howick – in secondo luogo, vi sono evidenze chiare che gli studi finanziati dall’Industria producano risultati diversi dagli studi indipendenti. Inoltre, le aziende farmaceutiche hanno un incentivo naturale a promuovere i risultati che sono favorevoli ai loro prodotti e minimizzare i risultati sfavorevoli”.
Nel passato non sono mancati casi controversi: • negli anni 2000 il farmaco antidolorifico Vioxx venne ritirato dal mercato dopo essere stato associato a un aumento del rischio cardiovascolare; • la crisi degli oppioidi negli Stati Uniti, legata alla promozione aggressiva di antidolorifici, ha provocato centinaia di migliaia di morti per dipendenza e overdose; • già negli anni ’60 e ’70 l’industria del tabacco finanziava ricerche per minimizzare i rischi del fumo. Proprio a seguito di queste polemiche sono state introdotte norme più severe sulla trasparenza.
Negli Stati Uniti, ad esempio, il Sunshine Act obbliga a dichiarare i compensi versati dalle aziende farmaceutiche a medici e ricercatori. Il problema, quindi, è noto e in parte affrontato, ma non completamente risolto.
L'altra grande questione: l’esplosione delle malattie croniche Il dibattito si inserisce in un contesto sanitario preoccupante. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie croniche causano oggi circa il 74% dei decessi globali.
Diabete, obesità, malattie cardiovascolari, disturbi metabolici e patologie autoimmuni sono in aumento in gran parte dei paesi sviluppati. Molti osservatori criticano il fatto che i sistemi sanitari si concentrino soprattutto sulla cura farmacologica dei sintomi, mentre la prevenzione — alimentazione, attività fisica, ambiente, stress, qualità del sonno e condizioni sociali — riceve meno attenzione.
Secondo questa lettura, il modello sanitario tende a intervenire quando la malattia è già presente, piuttosto che investire in modo strutturale per evitarne l’insorgenza. Tuttavia, è importante ricordare che i farmaci restano spesso strumenti indispensabili per milioni di pazienti e hanno ridotto in modo significativo mortalità e sofferenza.
La questione, quindi, non è scegliere tra prevenzione e medicina, ma trovare un equilibrio più efficace tra le due. Riviste mediche.
Tra fiducia e spirito critico Il caso Kennedy riporta alla luce una tensione che accompagna da sempre la scienza moderna: come garantire indipendenza e trasparenza in un sistema dove ricerca, industria e salute pubblica sono inevitabilmente intrecciate? Criticare possibili conflitti di interesse è legittimo e necessario.
Allo stesso tempo, trasformare il sospetto in sfiducia generalizzata verso tutta la medicina rischia di essere pericoloso. La vera sfida sembra essere costruire un sistema sanitario che premi davvero la salute delle persone, investendo di più nella prevenzione senza rinunciare ai progressi della medicina moderna.
Una domanda aperta per il futuro Al di là delle polemiche politiche, la questione resta aperta: come rendere la ricerca sempre più indipendente e allo stesso tempo garantire cure efficaci in un mondo dove le malattie croniche sono in costante aumento? La risposta probabilmente non sta in una guerra tra scienza e critica, ma in una maggiore trasparenza e in un dialogo pubblico più maturo sul futuro della medicina.
Bibliografia e fonti Goldacre, Ben (2012). Bad Pharma:
How Drug Companies Mislead Doctors and Harm Patients. Fourth Estate.
Analisi su come pratiche editoriali e industriali possano influenzare la pubblicazione dei risultati clinici. https://en.wikipedia.org/wiki/Bad_Pharma ⸻ Sismondo, Sergio (2018). Epistemic Corruption, the Pharmaceutical Industry, and the Medical Research Literature.
Studio sul concetto di “corruzione epistemica” nella letteratura scientifica medica. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8028448/ ⸻ World Health Organization (WHO). Noncommunicable diseases (NCDs) – Fact sheets.
Dati globali su mortalità e diffusione delle malattie croniche non trasmissibili. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/noncommunicable-diseases ⸻ U.S. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Chronic Diseases in America.
Panoramica sull’impatto economico e sanitario delle malattie croniche negli Stati Uniti. https://www.cdc.gov/chronicdisease/index.htm ⸻ U.S. Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS). National Health Expenditure Data. Statistiche ufficiali sulla spesa sanitaria negli Stati Uniti. https://www.cms.gov/data-research/statistics-trends-and-reports/national-health-expenditure-data ⸻ U.S. Department of Health & Human Services. Open Payments Data (Sunshine Act).
Database pubblico che rende trasparenti i pagamenti delle aziende farmaceutiche a medici e ricercatori. https://openpaymentsdata.cms.gov/ ⸻ The Lancet (2010). Expression of concern – Vioxx and cardiovascular risk.
Discussione scientifica e revisione dei dati sul farmaco Vioxx e i rischi cardiovascolari. https://www.thelancet.com/ ⸻ Van Zee, A. (2009). The Promotion and Marketing of OxyContin:
Commercial Triumph, Public Health Tragedy. American Journal of Public Health.
Studio sulla crisi degli oppioidi negli USA. https://ajph.aphapublications.org/doi/10.2105/AJPH.2008.142182 ⸻ Proctor, Robert N. (2012). Golden Holocaust:
Origins of the Cigarette Catastrophe and the Case for Abolition. Studio storico sull’influenza dell’industria del tabacco nella ricerca scientifica. https://www.ucpress.edu/book/9780520270169/golden-holocaust ⸻ Angell, Marcia (2004).
The Truth About the Drug Companies: How They Deceive Us and What to Do About It.
Analisi dell’ex direttrice del New England Journal of Medicine sul rapporto tra industria e ricerca. https://en.wikipedia.org/wiki/Marcia_Angell The post Kennedy Jr accusa le riviste mediche: quanto è davvero indipendente la scienza dall’industria farmaceutica? appeared first on ReWriters.