Storia
Quattro città perdute dell’antichità
Nel corso della storia, numerose città si sono affermate come centri nevralgici del potere economico, politico o spirituale. Alcune prosperarono per secoli, altre hanno brillato solo per pochi decenni.
Ma l’aspetto più affascinante è che, nonostante la loro importanza storica, molte di queste città sono letteralmente svanite dalla mappa. Grazie a testi antichi, iscrizioni, tavolette cuneiformi o riferimenti presenti in cronache religiose, sappiamo che sono esistite.
Alcune furono persino capitali dei primi imperi della storia umana. Tuttavia, le loro rovine non sono ancora state localizzate e la loro ubicazione continua a essere uno dei grandi enigmi dell’archeologia moderna.
AKKAD: LA CAPITALE DEL PRIMO IMPERO DELL’UMANITÀ Se c’è stata una città capace di cambiare il corso della storia antica, quella fu Akkad, capitale dell’impero accadico, il primo stato centralizzato della storia.
La città venne fondata da Sargon il Grande intorno al 2334 a.C. Da lì, i suoi sovrani dominarono la Mesopotamia, dal golfo Persico fino al Mediterraneo.
Secondo le fonti antiche, la città esisteva già prima di Sargon e fu scelta per il suo valore strategico e simbolico. Finì per diventare un centro politico, commerciale e religioso di primaria importanza, con templi dedicati a Ishtar e ad altre divinità mesopotamiche.
Persino suo nipote, Naram-Sin, fu divinizzato in vita e onorato con un tempio all’interno della città. Nonostante tutte queste informazioni, la sua localizzazione esatta rimane un mistero.
I testi la collocano nei pressi di Kish e Babilonia, probabilmente nell’area dell’odierna Baghdad; le piene e i cambiamenti di corso del fiume Tigri hanno però modificato profondamente il paesaggio, tanto che oggi i suoi resti potrebbero trovarsi sotto spessi strati di sedimenti… o sotto la stessa città moderna. Per ora, la ricerca continua e gli interrogativi restano aperti.
ITY TAWY: L’EFFIMERA GIOIA DEL FARAONE AMENEMHAT Ity Tawy fu la capitale del Medio regno d’Egitto, fondata dal faraone Amenemhat I intorno al 1980 a.C.
Il suo nome completo, Amenemhat-itj-tawy, significa “Amenemhat, colui che si impadronisce delle Due terre”. Come nel caso precedente, questa capitale fu il centro politico del paese per oltre quattrocento anni, ma oggi non sappiamo con certezza dove fosse situata.
Si ritiene che sorgesse nell’area dell’odierna Fayyum, nei pressi delle piramidi di Lisht, el-Lahun e Dahshur, dove vennero sepolti diversi sovrani dell’epoca. Ity Tawy venne costruita per difendere l’Egitto dalle incursioni asiatiche provenienti da nord e dovette essere una metropoli imponente.
Nonostante i progressi dell’archeologia spaziale, che indicano la presenza di possibili insediamenti antichi, Ity Tawy non è ancora stata individuata con certezza. IRISAĜRIG:
LA CITTÀ SUMERA SACCHETTEGGIATA DAL MERCATO NERO Si tratta di una delle città perdute più enigmatiche, entrata solo di recente nel panorama archeologico. Compare in tavolette cuneiformi di circa quattromila anni fa, molte delle quali hanno iniziato a circolare nel mercato delle antichità dopo l’invasione dell’Iraq nel 2003.
In esse si menzionano palazzi, leoni nutriti con bestiame, custodi di leoni che ricevevano razioni di birra e pane, e un tempio dedicato al dio Enki, una delle divinità più potenti della mitologia sumera. Le tavolette parlano anche di festività religiose, segno che Irisaĝrig fu un importante centro politico e spirituale.
E dove si trovava questa città? Purtroppo sappiamo che qualcuno l’ha individuata e saccheggiata sistematicamente per alimentare il mercato nero, ma la sua ubicazione esatta resta tuttora sconosciuta.
THINIS: LA CITTÀ CHE UNIFICÒ L’EGITTO Thinis fu la capitale dell’Egitto durante le prime dinastie, intorno al 3100 a.C.
Secondo il sacerdote e storico egizio Manetone, da lì governò il faraone Narmer, il leggendario unificatore dell’Alto e del Basso Egitto. Si ritiene che sorgesse nei pressi di Abido, nell’Alto Egitto, un’area ricca di tombe reali e templi antichi.
Testi religiosi come il Libro dei mortiattestano il carattere sacro di Thinis anche secoli dopo la fine del suo ruolo di capitale. Eppure, nonostante la sua enorme rilevanza storica, l’esatta collocazione della città resta elusiva.
Gli archeologi non hanno perso la speranza e continuano a cercare indizi nei dintorni di Abido.