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Cultura

Non è "roba da donne": l'Ottocento letterario di Silvia Falcione

Sabato 20 dicembre 2025 ore 23:03 Fonte: ReWriters
Non è "roba da donne": l'Ottocento letterario di Silvia Falcione
ReWriters

"Qui si chiacchiera, roba da donne". Affermazione che sentiamo tante volte.

Così, è Tutte chiacchiere il titolo del saggio di Silvia Falcione, edito 8tto Edizioni, che trasporta il lettore all'interno dell'Ottocento femminile letterario, "un cielo stellato", nelle parole di Jolanda De Blasi. Una lettura stimolante e fondamentale per comprendere l'universo femminile attraverso le voci delle donne italiane di fine Ottocento.

Non sono solamente tutte chiacchiere Già il titolo del saggio gioca con uno stereotipo antico quanto ancora tristemente persistente: l'idea, cioè, che l'universo femminile sia connesso a qualcosa di frivolo. La cantautrice Galea in una sua canzone dal titolo "Femminuccia" ha sintetizzato assai bene questi preconcetti riguardo all'universo femminile, che abbracciano l'abbigliamento, i contenuti.

Non sono più intelligente se parlo di calcio Non sono più meritevole se mi vesto un po' più largo Non sono più competente se faccio il maschiaccio E quando voglio farlo, lo faccio Lo faccio quando voglio farlo Sono una femminuccia Io sono una femminuccia Sono Biancaneve col rossetto di mamma e una lacrimuccia Che scorre come sangue Non farmi altre domande Se le donne sono spesso ingiustamente accusate di fare gossip vacuo o ciance che servono solo per passare il tempo, Silvia Falcione ribalta con eleganza e intelligenza questa visione, mostrando come proprio questo intrattenimento apparentemente leggero sia stato per secoli, specie a fine Ottocento, in realtà una forma di pensiero, di osservazione critica e di resistenza. Le "chiacchiere" delle donne ottocentesche non sono, allora, solamente chiacchiere: costruiscono un modo per partecipare al mondo e per avere una voce quando spesso la voce delle donne è stata ingiustamente censurata o relegata a un "rumore di fondo", come quello che si sente nelle stanze dove si confondono le voci.

Attraverso il giornalismo, la scrittura letteraria e la conversazione colta, queste donne hanno saputo raccontare il mondo da una prospettiva diversa. Falcione accompagna il lettore con un tono per niente pesante in un viaggio interessante, per consentirgli di riconoscere il valore di un pensiero che si è fatto strada sotto forma di racconto, cronaca e dialogo.

L'Ottocento delle donne Il saggio costruisce un affascinante viaggio diacronico nell'Ottocento italiano, del quale colgono tutti gli aspetti più interessanti anche in termine di luoghi: dai salotti domestici, inizialmente spazi chiusi e privati, si passa progressivamente a luoghi di scambio culturale e politico come le conferenze, fino ad arrivare alla vera scrittura: prima giornalistica, poi letteraria. Sono questi i quattro passi che compongono il saggio, diviso in maniera organica e funzionale, dove le donne sono sempre più protagoniste attive della vita intellettuale.

Anna Maria Mozzoni, Marchesa Colombi, Matilde Serao, Contessa Lara emergono come figure complesse, citate in modo da essere capite e rivalutate. Questo lavoro è senz'altro profondamente necessario, alla luce del fatto che nel canone letterario e anche nei programmi scolastici i nomi femminili mancano particolarmente.

Anche quando la loro voce è riuscita ad emergere e a ottenere riconoscimenti importanti. Pur essendo un Premio Nobel, raramente si studia Grazia Deledda, ad esempio, oppure ancora manca totalmente una visione storica approfondita a livello scolastico sulla prospettiva femminile, spesso appena accennata.

Virginia Woolf, invece, in Una stanza tutta per sé aveva intuito come per le donne fosse necessario uno spazio materiale e simbolico da cui poter scrivere e pensare liberamente. Falcione dimostra come, già nella seconda metà dell'Ottocento, molte donne italiane avessero intuito ciò.

Il loro apporto va quindi riconosciuto e approfondito. Tutte chiacchiere è allora un invito prezioso a fermarsi e ad ascoltare quelle voci che per troppo tempo sono rimaste inascoltate e che tuttora sono effettivamente trascurate.

Silvia Falcione conduce tra i salotti e le riviste il suo lettore, senza mai costruire una lezione noiosa, bensì un viaggio di inestimabile valore. La missione è chiara: restituire dignità e spessore a un patrimonio di pensiero femminile che è ancora oggi urgente.

Pertanto, è un libro da leggere con attenzione e curiosità. The post Non è "roba da donne": l'Ottocento letterario di Silvia Falcione appeared first on ReWriters.

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