Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Cultura

"Buonvino e l’omicidio dei ragazzi", un romanzo noir che si pone domande su una generazione

Lunedì 9 febbraio 2026 ore 23:59 Fonte: ReWriters
"Buonvino e l’omicidio dei ragazzi", un romanzo noir che si pone domande su una generazione
ReWriters

Siamo così concentrati nella ricerca della pace tra popoli che troppo spesso ci dimentichiamo della violenza che coinvolge casa nostra ovvero la violenza tra ragazzi, dove risse riprese con gli smartphone, umiliazioni di gruppo messe online e atti di violenza ingiustificati ci vengono proposti come strisce in movimento, forse di chi cerca attraverso tutto questo di attirare la nostra attenzione. Manca il linguaggio e allora viene usata la violenza per renderci partecipi di un disagio che non ha una definizione, un termine o semplicemente una parola.

Perché poi tutti questi gesti hanno bisogno di essere rielaborati per non restare solo frustrazione e rabbia, senza dimenticare che la violenza non è mai un atto solitario, ma nasce e si sviluppa all’interno di un gruppo. L'appartenza a un gruppo per i ragazzi è sopravvivenza L’appartenenza a un gruppo per gli adolescenti diventa motivo di sopravvivenza, perché essere membri di un gruppo vuol dire esistere, mentre starne al di fuori vuol dire scomparire, diventare trasparenti e automaticamente essere inseriti in un limbo di non appartenenza, come nella realtà anche nei social media.

Usiamo la scrittura per raccontare quello che la realtà ci propina ogni giorno e attraverso delle buone narrazioni il crime può essere uno strumento per affrontare il disagio. Vi propongo Buonvino e l’omicidio dei ragazzi di Walter Veltroni edito da Marsilio per la collana Lucciole.

La trama Roma si muove nella sua lentezza, così lontana dal fragore delle sue arti e del turismo, mentre una ragazza muore e attraverso questo omicidio che ruotano tutte le indagini del commissario Buonvino, ma questa volta non ci si interroga sul colpevole, ma sulla responsabilità degli altri che pur sapendo non erano intervenuti: famiglia, scuola che a volte rifiutano determinate responsabilità e solo quando una persona smette di esistere, si sentono in dovere di aprire gli occhi. Le indagini che troveranno una loro soluzione offrono uno spunto di riflessione ai lettori: dare più spazio di raccontarsi a questi adolescenti che non sanno come capire il loro tempo, i racconti mediatici danno un attimo di rilevanza, importanza nella forma più brutta.

Veltroni ci propone un romanzo complesso che ci mette davanti a tante domande che chiede di essere letto con molta lentezza, attenzione senza dover arrivare alla fine. La narrazione che trova spazio nella letteratura può definirsi ancora uno spazio condiviso?

Il romanzo ci richiama all’attenzione, che si trova dietro ogni fatto di cronaca e, l’importanza dell’ascolto verso chi : attraverso il fragore della musica rap, i post delle varie influencer che propongono tutto o niente, le famiglie che cercano di capire questo nuovo mondo stando dietro al tempo che i loro figli vivono, tralasciano quell’attimo importante di quando due generazioni si guardano negli ochi raccontandosi con sincerità, perché ci vuole un attimo per scivolare via. Da leggere con attenzione.

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