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Da Berlino contro la leva e la guerra
Arrivo a Postdamerplatz un po’ in ritardo, visto che tutti i treni per il centro sono bloccati. Con me, scendono dalla metro altri ragazzi e ragazze e immediatamente riconosco che sono lì per la mia stessa ragione.
Sorrido tra me e me, mi sembra di essere qui come testimone del loro coraggio. Salendo le scale per raggiungere la piazza inizio a sentire musica e voci, esco dalla stazione e impiego un secondo ad abituare gli occhi al sole.
Centinaia, nel giro di un’ora migliaia, di persone sono riunite nel cuore di Berlino, la maggioranza giovanissimi studenti e studentesse. Cartelli, striscioni, bandiere, volantini, canzoni, risa e grida sono accalcate in una folla colorata.
Senza paura, uniti, vicini e compatti coprono completamente la sottile linea di piastrelle che percorre la piazza in diagonale, a ricordo del muro. Tutti sono riuniti per mandare un chiaro messaggio, una ferma e irrevocabile obiezione alla guerra e alla crescente militarizzazione del loro Paese.
Un categorico rifiuto a lasciare che il loro futuro gli venga strappato dalle mani. Non vogliono e non sono disposti a rimanere passivi di fronte al ripetersi di quell’odio che gli era stato detto sarebbe rimasto nel passato.
Chiedono a gran voce il cambiamento che gli era stato promesso. La folla comincia a srotolarsi in un lungo corteo, che andrà a marciare pacificamente per il centro della città.
Un bambino in piedi su un bidone ha in mano un megafono e con la limpidezza e risoluzione di chi non è più disposto a lasciare che altri decidano per lui, lancia un grido. Migliaia e migliaia di voci rispondono e presto si alza un coro, forte e coraggioso:
“Siamo tutti antifascisti!” Ed ecco che, nel centro della Germania, lontana chilometri da tutto ciò che conosco, circondata da persone di ogni genere, etnia e credo, mi sento a casa. Una nuova energia mi riempie: oggi è proprio una bella giornata di sole.
Margherita Pilati del Movimento Nonviolento Movimento Nonviolento