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Cultura

Il colore della vita

Sabato 14 febbraio 2026 ore 23:20 Fonte: ReWriters
Il colore della vita
ReWriters

Un uomo ormai adulto cerca suo padre, scomparso da non molti anni. Lo ricorda, lo vede, lo osserva.

Cammina con lui e gli parla, da vivo nei ricordi, come da morto. Più che tra le mura domestiche, quest’uomo lo cerca e lo trova sul luogo di lavoro.

Per tanti motivi. Perché, come è noto, soprattutto per i maschi della generazione del dopoguerra, il lavoro è strettamente legato a una definizione identitaria, individuale e collettiva.

Ma anche perché è proprio sul lavoro che il padre si è distinto definendo un’innovazione che è tutta in una sigla che prende anche il suo nome. Si tratta della formula ENR che fece il successo della fabbrica romana della Technicolor nel mondo.

Negli anni Sessanta, Raffaele Raimo, chimico, insieme a Ernesto Novelli inventa un procedimento per colorare le pellicole cinematografiche e renderle più vivide. Con questo i colori si accentuano, i neri si definiscono ulteriormente e i contrasti regnano sovrani sull’immagine.

Da quel momento il grande cinema, nazionale e internazionale, si rivolge agli stabilimenti della Technicolor su via Tiburtina per realizzare pellicole come Apocalypse Now, Reds, L’Ultimo Imperatore, i tre Oscar vinti da Storaro, assiduo frequentatore di quegli uffici, ma anche C’era una volta in America, Il piccolo Budda e moltissimi altri. Sui manifesti delle sale cinematografiche italiane non faceva effetto solo il titolo, il nome del regista e quello degli attori, ma anche il fatto che fosse prodotto in Technicolor, appunto.

"L'invenzione del colore" In questo modo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo, pp 384, euro 20:00) che è il titolo di questo nuovo libro di Christian Raimo, figlio di Raffaele, non è solo un’interessante proposta narrativa, ma anche una forte metafora letteraria. In più occasioni, l’autore si destreggia sapientemente nel campo semantico delle proprietà fisiche della luce e la loro interazione con la chimica.

Ma soprattutto mostra evidente la riconoscenza e l’amore verso un padre che lo ha accompagnato in un passaggio cruciale della propria crescita in un momento in cui si coltivavano speranze di una vita e di una società migliore. E si passava dal bianco e nero al colore.

Veleggiando sull’alchimia delle passioni gestite con generosità verso il lettore e con un buon autocontrollo verso sé stesso, senza mai indulgere in momenti intimistici, Raimo ci parla delle origini della sua famiglia, povera in origine come la stragrande maggioranza delle famiglie italiane, specialmente se di provenienza dal centro-sud d’Italia. Ci fa conoscere i colleghi di lavoro del padre che lui stesso cerca pazientemente per intervistarli con sistematicità.

Fa attenzione a non perdere mai la dimensione collettiva della ricostruzione storica e politica e la intreccia con il suo lavoro di insegnante disegnando quadretti assolutamente realistici sul comportamento dei suoi colleghi nei consigli di classe: memorabile la scena dell’attribuzione del voto in condotta! Il rapporto diretto con gli studenti Raimo ha un rapporto diretto con i suoi studenti.

Li ascolta con attenzione al punto che un giorno una sua collega lo apostrofa con una domanda veramente insensata: ”Ma tu da che parte stai?” Anche intorno al convinto impegno politico dell’autore nasce un terreno di confronto con il padre sindacalizzato, tra entusiasmi e qualche delusione.

Ma così si cresce. Come si cresce grazie al rapporto con l’amatissima Gadda, una fanciulla più coraggiosa e intraprendente di lui, che lo faceva innamorare anche solo per il modo in cui si rollava le sigarette.

Fumatrice lei e fumatore suo padre. Senza mai perdere di sostanza il mito (i due miti?) man mano si disvelano, toccano terra e si confrontano con la realtà non sempre facile della vita.

Ci si rende conto che anche l’amore e il desiderio siano questioni che riguardano la chimica. La narrazione ben riuscita dei diversi accadimenti - con riferimenti biblici alle diverse parti del libro, che meriterebbero una riflessione a parte - tra verità nascoste, ricordi giovanili, momenti di rabbia e di lotta, tradimenti e poche euforie, la riuscita relazione genitoriale si interrompe solo con la morte del padre a causa del suo lavoro.

A chi legge rimane da condividere la fantasia di Christian di vedere, da una discreta e rispettosa distanza, suo padre Raffele e la sua ragazza Gazza mentre si passano una sigaretta. The post Il colore della vita appeared first on ReWriters.

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