Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Cultura

Il “Nutripiatto” cambia le abitudini alimentari dei bambini

Giovedì 5 febbraio 2026 ore 00:14 Fonte: ReWriters
Il “Nutripiatto” cambia le abitudini alimentari dei bambini
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In solo due mesi mangiano più sano, bevono e si muovono di più. È l’effetto del Nutripiatto, il modello di educazione alimentare che, secondo uno studio dell’Università Campus Bio-Medico di Roma pubblicato sulla rivista Scientific Reports, migliora concretamente la qualità dell’alimentazione dei bambini tra i 4 e i 12 anni.

Si tratta di un piatto colorato di dimensioni reali pensato per parlare il linguaggio dei più piccoli. E rappresenta visivamente le corrette proporzioni dei gruppi alimentari nei pasti principali: metà del piatto dedicata a verdura e ortaggi, un quarto ai cereali e un quarto agli alimenti proteici.

Aggiornato nel tempo, si rivela un alleato efficace contro le cattive abitudini alimentari e sedentarietà ed è capace di coinvolgere i bambini e supportare concretamente le famiglie. Il Nutripiatto, strumento educativo Lo studio ha valutato su scala nazionale l’efficacia del Nutripiatto, uno strumento educativo basato sulla dieta mediterranea sviluppato da un’azienda multinazionale di prodotti alimentari con la supervisione scientifica della SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale) e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

I bambini coinvolti, di età compresa tra 6 e 10 anni, sono stati suddivisi in due gruppi: A (6-7 anni) e B (9-10 anni).

Le loro abitudini alimentari sono state osservate all’inizio dello studio (T0) e dopo due mesi (T1). Nel periodo di osservazione, i bambini hanno utilizzato Nutripiatto a casa e partecipato a incontri di educazione alimentare calibrati per età, con il supporto di guide didattiche per la preparazione dei pasti principali.

L’analisi si è basata sulle osservazioni di genitori e caregiver. La cena resta il pasto più frequentemente consumato in casa in tutte le regioni, con percentuali particolarmente elevate in Sicilia (fino al 96%).

La colazione in famiglia è più diffusa in Piemonte, mentre il pranzo è spesso consumato alla mensa scolastica in Lazio e Piemonte; fa eccezione la Sicilia, dove l’80% dei bambini pranza sempre a casa.Per quanto riguarda l’attività fisica, la maggior parte dei bambini pratica sport, seppur con differenze regionali e di età. In generale, però, lo studio evidenzia un buon livello di partecipazione alle attività motorie già prima dell’intervento educativo.

I risultati raggiunti evidenziano più equilibrio a tavola e non solo. In poco tempo I bambini hanno mostrato una migliore comprensione delle porzioni corrette e delle frequenze di consumo degli alimenti, apprezzando l’immediatezza del supporto visivo.

In tutte e tre le regioni si registra un aumento del consumo di cereali integrali, in particolare in Piemonte, dove l’incremento riguarda oltre il 60% dei bambini più piccoli e più della metà di quelli tra i 9 e i 10 anni. Parallelamente, diminuiscono le porzioni di carne e pesce, con riduzioni significative soprattutto nel gruppo dei più grandi.

Cresce in modo consistente anche il consumo di verdure: in Piemonte l’aumento interessa oltre l’80% dei bambini in entrambi i gruppi di età, mentre Lazio e Sicilia seguono con percentuali comunque rilevanti. Positivo anche il dato sull’idratazione: la maggioranza dei bambini beve più acqua, con picchi che superano l’80% in alcune aree.

Ma non solo alimentazione, perché dopo l’introduzione di Nutripiatto, è stata osservata anche una riduzione dei comportamenti sedentari nella maggior parte dei bambini, segnale di uno stile di vita complessivamente più attivo. “Questa analisi preliminare mette in luce come l’educazione alimentare possa essere efficace quando riesce a parlare il linguaggio dei bambini”, spiega Manon Khazrai, professore associato di Scienze e Tecniche Dietetiche all’Università Campus Bio-Medico di Roma.

“Attraverso un approccio visivo e concreto, il modello Nutripiatto aiuta a comprendere porzioni, frequenze di consumo e l’importanza di alimenti chiave come frutta, verdura e acqua. I risultati incoraggiano lo sviluppo di studi futuri su scala più ampia per consolidarne l’impatto”.

“Dal punto di vista nutrizionale – aggiunge Chiara Spiezia, nutrizionista dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – Nutripiatto traduce le linee guida in comportamenti quotidiani. Lavorare su porzioni, varietà e frequenze permette ai bambini di costruire pasti più equilibrati in modo naturale e consapevole, favorendo cambiamenti reali e sostenibili”.

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