Mercoledì 8 aprile 2026 ore 20:00

Cultura

L’Italia dalle campagne alle città

Mercoledì 1 aprile 2026 ore 12:19 Fonte: La ricerca
L’Italia dalle campagne alle città
La ricerca

Giovanni Fattori, In vedetta, 1872, © Trissino, Fondazione Progetto Marzotto ETS Chi volesse provare a ricostruire attraverso la pittura la storia d’Italia dal Risorgimento fino ai primi anni dell’Unità non dovrebbe perdere due grandi mostre in corso a Milano e a Novara. Anzi, l’esposizione milanese dal titolo I Macchiaioli (a Palazzo Reale) costituisce una sorta di “prerequisito” per una piena intellezione di quella al Castello di Novara intitolata L’Italia dei primi Italiani.

Ritratto di una nazione appena nata. Proverò ora a dare qualche breve informazione (e impressione) su entrambe, sempre anteponendo la premessa che i miei lettori già conoscono: chi scrive è un grande appassionato della pittura ottocentesca, e dunque recensore quant’altri mai “di parte”.

I Macchiaioli a Palazzo Reale Silvestro Lega, Un dopo pranzo, 1868, Milano, Pinacoteca di Brera © Pinacoteca di Brera, Milano – MiC Cominciamo dai Macchialioli, la cui breve ma intensa esperienza campisce un arco cronologico che va grosso modo dal 1848 (quando ovunque, appunto, in Italia e non solo “successe un Quarantotto”…) al 1872, data della morte di Giuseppe Mazzini, esule e clandestino in patria. Giovanni Fattori, Diego Martelli a Castiglioncello, 1867, Collezione privata.

Courtesy Archivio Dini L’uscita di scena del grande leader risorgimentale e la consapevolezza che le sue idee – che erano poi quelle dei pittori della “macchia” – fossero state in parte tradite, spense la carica rivoluzionaria di questi artisti: ciò non toglie che la loro intensa vicenda artistica, politica e umana avesse segnato una delle svolte più radicali nella lunga storia dell’arte italiana. La mostra ci propone, tra le altre, opere assai significative di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi, tutti accomunati dalla vivace tecnica innovativa della “macchia”, difesa (anzi patrocinata…) dal grande critico Diego Martelli ma avversata dagli ambienti più tradizionalisti.

E accomunati anche nell’avere il loro prediletto luogo di ritrovo nel “Caffè Michelangelo” di Firenze, città che dal 1865 al 1871 fu capitale provvisoria del nuovo Regno d’Italia, e dunque importante laboratorio politico-culturale. Telemaco Signorini, Pascoli a Castiglioncello, 1861, Collezione privata.

Courtesy Archivio Dini Di questi pittori (ma anche di altri, non toscani, che operarono nello stesso periodo: tra tutti i “garibaldini” fratelli Induno) i curatori hanno reperito da collezioni pubbliche e private oltre cento dipinti che mostrano la loro varietà tematica, anche se chi scrive non ha dubbi sulle sue personali preferenze, che si orientano sulle battaglie risorgimentali di Giovanni Fattori, sulle figure femminili – popolane o borghesi – di Silvestro Lega, nonché sulle scene campestri di Telemaco Signorini (e in realtà di quasi tutti i Macchiaioli…). Le nove sezioni della mostra sono comunque una vera gioia per gli occhi dei visitatori, che non potranno non notare quanto sia alta la percentuale di quadri provenienti da collezioni private, cosa che accomuna l’esposizione milanese a quella di Novara della quale parlerò tra poco.

Infatti, soprattutto a partire dagli anni Venti del Novecento, i collezionisti iniziarono a fare a gara per acquistare questi capolavori, in precedenza solo parzialmente valorizzati. E se ciò avvenne un po’ in tutta Italia, fu soprattutto la facoltosa borghesia milanese ad accaparrarsi molti dei “pezzi” migliori, cosa che rende ancora più suggestivo il fatto che questa bella mostra si possa ora visitare all’ombra del Duomo… A Novara: immagini dall’Italia unita Giuseppe De Nittis, Sur la route de Castellammare, 1875, Collezione privata – Courtesy Enrico Gallerie d’Arte, Milano Google Maps indica in 54,5 chilometri (il tempo di percorrenza dipende dal traffico…) la distanza dal Palazzo Reale di Milano (che è comunque in zona super-pedonale!!!) al Castello di Novara, dove si visita l’esposizione L’Italia dei primi Italiani.

Ritratto di una nazione appena nata. Eugenio Spreafico, Alla sbianca, 1890 ca, Collezione privata Collezione privata – Courtesy Montrasio arte, Monza – Milano Sembra davvero – come anticipavo – che le due mostre si passino il testimone, poiché a Novara troviamo un percorso di settanta capolavori eseguiti dai primi anni Sessanta dell’Ottocento al terzo decennio del Novecento da alcuni dei maggiori protagonisti della nostra cultura figurativa.

Il fine è quello di illustrare la nostra nazione appena nata e di mostrare come artisti di varia provenienza geografica ne abbiano rappresentato il territorio e la popolazione proprio mentre – fatta l’Italia – gli Italiani (parafrasando Massimo D’Azeglio) stavano abituandosi a essere tali; e proprio mentre avvenivano profonde trasformazioni, politiche, economiche, culturali e sociali che avrebbero faticosamente condotto il Paese verso la modernità, con tutte le sue contraddizioni. Angelo Morbelli, In battello sul lago Maggiore, 1915, Collezione Fondazione Cariplo In poche parole: sempre meno bovi, acquaiole, raccoglitrici di foglie etc. – immagini tanto care ai Macchiaioli, pittori comunque presenti anche a Novara… – e sempre più scene di vita cittadina o di interno, come ci mostra il progressivo percorso che si snoda in sette dense sezioni.

In realtà non mancano anche bellissimi paesaggi sia settentrionali e montani (come quelli di Cesare Maggi) sia meridionali e assolati (come la strada per Castellammare di Giuseppe de Nittis), ma a fare la parte del leone sono le figure umane, dalle donne che sbiancano il bucato di Eugenio Spreafico, alla pittrice immortalata da Silvestro Lega, ad Angelo Morbelli, che con pari maestria ci rappresenta le mondine, la turista sul lago e gli anziani ospiti di una mensa, simili a quelli delle “cucine economiche” di Porta Nuova dipinte da Attilio Pusterla. Angelo Morbelli, Le risaiuole,1897, Collezione privata Questi ultimi due quadri sono esposti nell’ultima sezione della mostra, intitolata Tempi moderni, che ci propone molte opere di grande importanza e suggestione: chi scrive ha molto apprezzato la pensosa signora “in bianco” con i figli dipinta da Giovanni Sottocornola, come pure il bacio “al volo” di una donna all’anziana madre seduta a bordo di un treno in partenza, in un dipinto eseguito nel 1885 da Italo Nunes Vais, pittore italiano nato a Tunisi ma attivo in Toscana.

Italo Nunes Vais, Ancora un bacio, 1885 ca, Novara, Galleria Giannoni Non è costui – senza dubbio – un maestro all’altezza di quelli che ho prima nominato, ma quel treno da lui raffigurato mi ha ricordato un po’ la bellissima poesia di Giosue Carducci Alla stazione in una mattina d’autunno, compresa nelle Odi barbare del 1877. E mi ha fatto pensare come sia stato proprio il treno uno dei più importanti veicoli di unificazione del nostro Paese: avrà sì – come è avvenuto in ogni tempo e come scriveva anche Carducci – allontanato i nostri affetti meritandosi l’epiteto di «empio mostro», ma ha pure favorito quella circolazione di persone e di idee senza le quali il Ritratto di una nazione appena nata – e qui riprendo il titolo della mostra – sarebbe stato assai meno vivace.

Potrei chiudere con qualche sarcastica battuta sui frequenti ritardi contemporanei sulla rete dell’alta velocità, ma me ne astengo: forse perché alla nostra anonima ed elegantissima signora con tanto ombrellino un po’ di ritardo non sarebbe dispiaciuto, e così anche a Carducci, che avrebbe così rimandato il distacco dall’amata Lidia. INFORMAZIONI PRATICHE Prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e Civita Mostre e Musei, la mostra I Macchiaioli – aperta dal 3 febbraio al 14 giugno 2026 – è curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca.

La mostra si avvale del partenariato dell’Istituto Matteucci di Viareggio, e vede come main sponsor Pirola Pennuto Zei & Associati e come sponsor BPER Banca Private Cesare Ponti. Al Castello di Novara la mostra L’Italia dei primi Italiani.

Ritratto di una nazione appena nata, a cura di Elisabetta Chiodini, è visitabile dal 31 ottobre 2025 al 6 aprile 2026. La rassegna è organizzata da METS Percorsi d’Arte congiuntamente a Comune di Novara e Castello di Novara.

L'articolo L’Italia dalle campagne alle città proviene da La ricerca.

Articoli simili