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Cultura

Caligola, Camus e gli scacchi: intervista a Gennaro Duccilli

Sabato 11 aprile 2026 ore 22:26 Fonte: ReWriters
Caligola, Camus e gli scacchi: intervista a Gennaro Duccilli
ReWriters

 Il Teatro Ghione di Roma ospita dal 23 al 26 Aprile una rilettura del Caligola di Camus, alla ribalta anche con il bel film di Ozon "Lo straniero". Ne parliamo con il regista e interprete Gennaro Duccilli.

Quale Caligola hai scelto di raccontare? A partire dalla seconda stesura (quella considerata la più “poetica”) di Albert Camus prende forma un Caligola “iniziatico”, segnato da una frattura originaria.

La morte di Drusilla, infatti, non è solo un lutto, ma uno smembramento ontologico, egli diventa un Osiride mutilato, privato di Iside, della propria totalità. Il suo percorso non è quello del potere, ma quello di una ricerca impossibile di ricomposizione.

È quindi una figura che attraversa il sacro violato, che nasce dentro un rito fallito e che si fa egli stesso rito tragico, che si fa Maschera del dolore trasfigurato. In che senso questa figura può definirsi visionaria?

Caligola vede oltre il velo, per lui inautentico, della realtà. Egli non si limita a comprendere l’impossibile, ma tenta di incarnarlo, di renderlo esperienza collettiva.

La sua richiesta della Luna non è capriccio, ma desiderio di ricucire lo strappo tra umano e divino. In questo senso, la sua è una visione che eccede l’umano e per questo diventa distruttiva.

Oggi chi sarebbe Caligola e come eserciterebbe il suo potere? Oggi Caligola coinciderebbe con una forma di potere che agisce sul piano simbolico e percettivo.

Sarebbe colui che manipola i codici della realtà, che altera i confini tra verità e rappresentazione. In un’epoca dominata dall’immagine, sarebbe un creatore di visioni, qualcuno capace di trasformare il vuoto in spettacolo, fare dell’assurdo il proprio orizzonte e dell’impossibile una tensione da incarnare: non lo supera, ma lo espone, tentando incessantemente di renderlo esperienza visibile e, in questo senso, paradossalmente possibile.

Il suo potere non sarebbe solo coercitivo, ma performativo, riscriverebbe il reale, imponendo una nuova percezione dell’assurdo. Come il Caligola di Albert Camus, anche oggi porterebbe alle estreme conseguenze la libertà, ma lo farebbe attraverso i linguaggi contemporanei della comunicazione e dell’immagine.

Cosa è rimasto di Camus? Di Albert Camus resta il nucleo incandescente, ma in questa lettura viene trasfigurato, diventa rito, il pensiero si fa carne, suono, immagine.

Ciò che permane è la tensione tra lucidità e vertigine, l’uomo che comprende troppo e, proprio per questo, si perde. Lo spettacolo si avvale anche di particolari scene musiche e dipinti ce ne parli…  L’impianto scenico si struttura attorno a una potente immagine simbolica: la scacchiera.

La scenografia creata da Sergio Gotti trasforma lo spazio in un campo di forze, dove ogni personaggio diventa pedina di un disegno più grande, inscritta in una logica di potere, strategia e sacrificio. In questo spazio regolato e geometrico, Caligola agisce come un giocatore assoluto che tenta di infrangere le regole del gioco stesso, la scacchiera diventa così il luogo del conflitto tra ordine e caos, tra razionalità e abisso.

È l’immagine visiva dell’assurdo di Albert Camus, un sistema perfetto che, una volta compreso fino in fondo, rivela la propria insensatezza. Le luci di Antonio Accardo intervengono a scomporre e ridefinire continuamente questo spazio, isolando figure o dissolvendole nell’ombra, mentre il sound design di Giulio Duccilli costruisce un paesaggio sonoro che amplifica la tensione rituale e tragica.

Fondamentale è  il contributo visivo dell’artista Gianfranco Neri, le cui immagini introducono una dimensione iconica e perturbante e delle foto,scattate al lago di Nemi(dove Caligola aveva fatto costruire le sue navi-tempio)di Antonio Maria Duccilli.Le immagini abitano la scena, trasformandola in una visione stratificata dove pittura,fotografia  corpo e rito si intrecciano dando modo a chi guarda di immergersi visivamente nel nero interiore di Caligola,nel profondo della sua Ferita. The post Caligola, Camus e gli scacchi: intervista a Gennaro Duccilli appeared first on ReWriters.

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