Cultura
“Cuore l’innamorato” di Lily King: la giovinezza come promessa e ferita
Con Cuore l’innamorato, Lily King costruisce un romanzo che possiamo definire di formazione che attraversa il tempo e scava nella memoria. Al centro della storia c’è Jordan (il cui vero nome scopriremo solo alla fine), giovane studentessa di scrittura creativa in un’università del Sud degli Stati Uniti negli anni Ottanta.
È una ragazza intelligente, osservatrice, ancora in cerca della propria voce, sia letteraria e sentimentale. "Cuore innamorato", la storia Jordan entra in contatto con due figure destinate a segnare la sua vita:
Sam e Yash. Sam è introverso, profondamente religioso, trattenuto nei gesti e nelle parole.
Yash, al contrario, è brillante, ironico, magnetico. I due sono amici inseparabili, vivono insieme e condividono ambizioni, libri, discussioni interminabili sul senso della fede e della letteratura.
Quando Jordan viene accolta nel loro mondo, il legame tra i tre si fa subito intenso. Con Sam nasce una relazione amorosa, fatta di attrazione e tensione morale: la sua religiosità introduce limiti, dubbi, sensi di colpa.
Con Yash, invece, Jordan sviluppa una complicità più spontanea, fatta di scambi intellettuali e di una vicinanza emotiva che cresce quasi senza dichiararsi. Il triangolo non è un semplice espediente narrativo: è il cuore pulsante del romanzo e prende ancora più forma attraverso il gioco di carte che i tre praticano spesso con i loro amici, tra cui vi si trova una carta, chiamata appunto “Cuore l’innamorato”.
L’amicizia tra Sam e Yash si incrina sotto il peso del desiderio e delle scelte non dette. Jordan si trova al centro di una dinamica delicata, dove l’amore non è mai puro slancio, ma intreccio di lealtà, ambizione, fede e paura di perdere ciò che conta di più.
Lily King racconta la giovinezza come una stagione di assoluti: tutto sembra definitivo, ogni scelta appare irrevocabile. Le discussioni su Dio, sulla scrittura, sul futuro non sono esercizi intellettuali, ma questioni vitali.
Jordan osserva, ama, sbaglia. E in quell’età in cui si crede di poter tenere insieme tutto, ovvero amicizia, passione, ideali, la realtà si incarica di dimostrare quanto sia fragile l’equilibrio.
La memoria non è nostalgia La seconda parte del romanzo si sposta avanti nel tempo. Ritroviamo Jordan adulta, con una vita costruita altrove: un matrimonio, dei figli, una carriera.
Il passato, però, non resta sepolto. Un evento riporta alla luce Sam e Yash, costringendola a confrontarsi con ciò che è stato e con ciò che avrebbe potuto essere.
La memoria non è nostalgia: è una resa dei conti. Lo stile di King alterna precisione e delicatezza.
L’ambiente universitario è raccontato con uno sguardo quasi giornalistico, attento ai dettagli concreti, ovvero le aule, le letture pubbliche, le case condivise. Ma quando la narrazione entra nei territori dell’amore e del rimpianto, la prosa si fa più lirica, capace di restituire l’intensità di un sentimento che non si spegne, ma si trasforma.
Cuore l’innamorato è un romanzo sulle scelte che definiscono un’esistenza e sull’impossibilità di viverle tutte. È una riflessione sul primo amore, sull’amicizia tradita o sacrificata, sulla fedeltà a se stessi.
E suggerisce che il cuore, quando si innamora davvero, non dimentica: conserva, sotto la superficie del tempo, una traccia viva di ciò che è stato. The post “Cuore l’innamorato” di Lily King: la giovinezza come promessa e ferita appeared first on ReWriters.