Politica
Il mondo scherza col fuoco: mai come ora la catastrofe nucleare è possibile
Il 21 settembre 2022 Vladimir Putin ha paventato la possibilità di fare ricorso alle armi nucleari: “In caso di minaccia all’integrità territoriale del nostro Paese e per difendere la Russia e il nostro popolo”.
Spiega anche che la Federazione Russa si riserva il diritto di utilizzare armi nucleari in caso di aggressione con armi convenzionali contro di essa e contro la Bielorussia da parte di uno Stato non nucleare ma sostenuto da una potenza nucleare. La Russia ha anche annunciato esercitazioni che simulino l’uso di armi nucleari tattiche sul campo di battaglia.
L’incubo nucleare si è così riaffacciato sulla scena mondiale, dopo ottant’anni dalla distruzione di Hiroshima e di Nagasaki. In un intervento video in occasione della conferenza annuale dell’US Arms Control Association il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha affermato:
“L’umanità è sul filo del rasoio: il rischio che venga usata un’arma nucleare ha raggiunto livelli mai visti dai tempi della Guerra Fredda”. Tutti i trattati che sono stati sottoscritti dopo Hiroshima e Nagasaki La pace – o armistizio – nucleare in questi ottant’anni è stata punteggiata da vari trattati, indici della preoccupazione dei governi.
Alcuni trattati impongono la distruzione e il divieto di produzione di determinate categorie di armi, altri stabiliscono la non-militarizzazione di determinate aree. Ne fanno parte il Trattato sull’Antartide (1959) e il Trattato sulle norme per l’esplorazione e l’utilizzazione, da parte degli Stati, dello spazio extra-atmosferico, compresi la Luna e gli altri corpi celesti (1967).
Altri ancora istituiscono zone denuclearizzate: il Trattato di Tlatelolco sul divieto di armi nucleari in America Latina (1967), il Trattato di Rarotonga sulla zona esente da armi nucleari nel Sud-pacifico (1985), il Trattato di Bangkok istitutivo di una zona esente di armi nucleari nel Sudest Asiatico (1995), il Trattato di Pelindaba sulla creazione di una zona denuclearizzata in Africa (1996), e il Trattato su una zona libera da armi nucleari in Asia Centrale (2006) . Queste convenzioni obbligano gli Stati contraenti a non acquisire armi nucleari e vietano di installare nel proprio territorio armi nucleari appartenenti ai Paesi nucleari.
Fondamentali quelli sulla limitazione di alcune tipologie di armamenti. Ne fanno parte numerosi trattati bilaterali conclusi, all’epoca della guerra fredda, tra Stati Uniti e Unione Sovietica (e oggi con la Federazione Russa).
Vediamo i più importanti. 1963 – Trattato di Messa al Bando Parziale degli Esperimenti Nucleari (PTBT): vieta i test nucleari nell’atmosfera, nello spazio e sott’acqua, ma non quelli sotterranei. Dopo la firmadel PTBT le potenze nucleari hanno condotto i test nel sottosuolo.
Esplosione nucleare sottomarina Baker del 25 luglio 1946 sull’atollo di Bikini. Credits:
US Army Photo / Alamy Stock Photo Dal 1945 al 2017 (data dell’ultimo test nord-coreano) le potenze nucleari hanno effettuato 2.412 test nucleari, per un’energia equivalente a oltre 500 milioni di tonnellate 510 di esplosivi convenzionali, circa 50 mila volte quella della bomba che ha distrutto Hiroshima. Il grafico sotto mostra il numero di test complessivi, rasentano la follia. 1996 – Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty – CTBT): proibisce tutti i test nucleari.
È stato adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 settembre 1996. A oggi, il trattato è firmato da 187 stati e ratificato da 178.
Il CTBT entrerà in vigore solo dopo l’avvenuta ratifica da parte di 44 stati con capacità nucleare avanzata. Fra questi, mancano le ratifiche di Cina, Egitto, Iran, Israele, Russia e Stati Uniti, e Francia, mentre Corea del Nord, India e Pakistan non l’hanno neppure firmato. la Francia continuò i test nell’atmosfera fino al 1974 e la Cina fino all’ottobre 1968 .
TNP: Trattato di Non Proliferazione Nucleare Obiettivo:
Impedire la diffusione delle armi nucleari e promuovere il disarmo e l’uso pacifico dell’energia nucleare. Il trattato distingue tra Stati nucleari (Cina, URSS (oggi Federazione russa), Francia, Regno Unito, Stati Uniti) e Stati non nucleari: impedisce la produzione e l’acquisizione di armi nucleari agli Stati che non ne siano ancora in possesso e impegna gli stati nucleari a un graduale disarmo.
A parte USA e Russia, gli altri stati nucleari non hanno ridtto i loro arsenali. L’Italia, pur avendo aderito, partecipa al programma di “condivisione nucleare” della NATO, ospitando armi nucleari statunitensi. 1972 e 1979:
Accordi SALT (Strategic Arms Limitation Talks): limitarono il numero di missili strategici intercontinentali. furono negoziati tra USA e URSS negli anni ’70 per limitare le armi nucleari strategiche; SALT I (1972) congelò il numero di missili ICBM e SLBM;
SALT II (1979) definì limiti più precisi (pur non venendo ratificato dagli USA dopo l’invasione sovietica dell’Afghanistan) segnarono un passo cruciale nella distensione e nella corsa agli armamenti nucleari. 1987 – INF: Trattato sulle armi nucleari a medio raggio (Intermediate-range Nuclear Forces Treaty).
E considerato uno degli snodi che portò alla fine della Guerra fredda. Sancisce il divieto di installazione di missili in grado di colpire paesi europei.
La maggiore spinta per un simile accordo venne dai paesi europei occidentali, fra i quali l’Italia, che erano seriamente preoccupati dal dispiegamento dei missili sovietici SS-20. Come risultato della firma vennero distrutti 2.692 missili:
1.846 per Mosca e 846 per Washington. Accordi START (Strategic Arms Reduction Treaty) , a partire dal 1991: miravano a ridurre drasticamente il numero di testate nucleari strategiche, culminando nel New START (2010) tra USA e Russia per limitare le testate a 1550: una riduzione imponente. 2017 – TPNW Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari: è stato adottato il 7 luglio 2017 dalle Nazioni Unite, creando il primo strumento giuridicamente vincolante che rende illegali lo sviluppo, i test, la produzione, il possesso, l’uso e la minaccia dell’uso di armi nucleari, con l’obiettivo di eliminarle completamente.
È entrato in vigore nel gennaio 2021; sebbene le principali potenze nucleari (USA, Russia, Cina, Francia, UK) non lo abbiano firmato né ratificato, ha rappresentato una vittoria per la società civile, in particolare per l’ICAN che ha vinto il Nobel per la Pace. Negli ultimi anni si è assistito ad allarmanti passi indietro. 1 febbraio 2019, il Segretario di Stato Mike Pompeo annuncia che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dal Trattato INF.
Il giorno successivo, Vladimir Putin ha comunicato che anche la Russia avrebbe sospeso la partecipazione all’accordo. 2 novembre 2023: la Russia ha ritirato la sua ratifica del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT), trattato che gli USA non hanno mai ratificato;: il Cremlino ha fatto sapere che non riprenderà i test, a meno che non li riprendano prima gli Stati Uniti. 30 ottobre 2025: Donald Trump annuncia la ripresa dei test nucleari.
“Ho dato istruzioni al dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari”. Nel febbraio 2023 il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato ufficialmente la sospensione della partecipazione della Russia nel Nuovo Start.
Già durante l’agosto 2022, la Russia aveva messo in pausa le ispezioni previste dal regime del Nuovo Start, Grave la minaccia di impiegare le armi atomiche nella guerra in Ucraina Più grave ancora, la minaccia esplicita di impiegare le armi nucleari nella guerra in Ucraina. Lo stato che la mettesse in atto susciterebbe l’indignazione e la condanna di tutto il mondo.
Negli anni ’70, la NATO aveva 7.400 armi nucleari tattiche, 4 volte quelle attuali della Russia. Oggi ne sono rimaste in Europa un centinaio circa, mentre la Russia ne ha ancora 2.000.
In Italia la base aerea di Aviano ospita circa 20-30 bombe nucleari B61-12, destinate al lancio da parte di aerei statunitensi F-16C/D; la base aerea di Ghedi ospita circa 10-15 bombe nucleari statunitensi B61-12, destinate al lancio da parte di aerei Tornado sostituiti da F35 italiani. Tuttavia gli esperti concordano che l’utilizzo di bombe nucleari di piccole dimensioni avrebbe effetti militari ridotti rispetto ai costi politici.
Le armi nucleari tattiche possono anche funzionare come strumento di intimidazione – e Putin ha già usato più volte la minaccia nucleare dal 2014 in poi – ma come armi sul campo di battaglia pongono più problemi di quanti ne risolvano Concludiamo con due citazioni. Paul Valèry – La guerra: un massacro di gente che non si conosce, per gli interessi di gente che si conosce, ma non si massacra Papa Leone – La pace è sacra, non la guerra (forse le sue parole sarebbero più efficaci se pronunciate a Gaza o a Kiev) L'articolo Il mondo scherza col fuoco: mai come ora la catastrofe nucleare è possibile proviene da Strisciarossa.