Politica
Fino a prova contraria
A causa del nostro svezzamento lento, complicato e bisognoso di tutori per arrivare ad acquisire l’altezza e la testa dei grandi, l’evoluzione ci abbandonò ai margini della giungla. Troppa fatica.
Passava di lì una regina cieca e calva, ci prese in adozione senza un prontuario, d’istinto, così com’eravamo, inetti, irrisolti, figli di figli in ritardo. Grazie, regina.
“Fino a prova contraria non siete predatori, roditori, rapaci conigli, coyote, bertucce, pipistrelli” motivò la regina. “Loro o nascono sapienti o imparano in un lampo a volare, scavare, figliare, sussistere.
Voi no. Voi dovete essere imboccati, lavati, vestiti non spiccicate parola, ve la fate addosso per anni, inermi tra biberon bavaglini fasce pappe paure candore tenerezza.
Quando finalmente riuscite a cavare un ragno dal buco è già passata mezza vita”. Con queste parole la regina voleva dire che il nostro corso dovrebbe portarci a pensieri, edifici, indovinelli, ai viaggi alla bellezza, al contraccambio, alla tregua, alla pace.
Invece facciamo i predatori, i roditori, i rapaci più degli altri, più che mai. Puntuali, disumani.
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