Cultura
"Storie di Libri" nelle biblioteche e negli Istituti culturali del Ministero della Cultura
C’è un’Italia che si riconosce nelle pagine dei libri, negli scaffali silenziosi delle biblioteche, nei fondi antichi custoditi negli istituti culturali. Ed è proprio da qui che parte Storie di Libri, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura per riportare al centro del racconto pubblico il patrimonio librario come bene vivo, condiviso, capace di parlare ancora al presente.
Dal 9 gennaio al 16 marzo 2026 Roma ospita la seconda edizione di Storie di Libri nelle biblioteche e negli istituti culturali del Ministero della Cultura, progetto promosso dalla Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero della Cultura, Storie di Libri invita gli studenti a leggere il patrimonio antico nei suoi luoghi originari, a misurarsi con i testi e con gli spazi che li custodiscono, costruendo un incontro tra il tempo lungo dei libri e lo sguardo delle nuove generazioni. "Storie di libri", una operazione culturale Non un semplice progetto di valorizzazione, ma un’operazione culturale che mette insieme memoria, identità e futuro.
Storie di Libri nasce con l’obiettivo di raccontare — attraverso narrazioni, incontri, approfondimenti e contenuti digitali — le collezioni, i volumi, le persone e i luoghi che abitano biblioteche e istituti culturali statali. Un modo per restituire voce a libri che non sono solo oggetti, ma testimoni di epoche, idee, trasformazioni sociali.
In un tempo in cui la fruizione culturale è sempre più veloce e frammentata, l’iniziativa va in controtendenza: invita a fermarsi, ad ascoltare, a riscoprire il valore del tempo lungo della conoscenza. Ogni biblioteca diventa così un presidio di racconto, ogni libro una storia che intreccia chi lo ha scritto, chi lo ha letto, chi lo ha custodito.
È un patrimonio che non si limita alla conservazione, ma che chiede di essere narrato e condiviso. Il progetto assume anche un valore profondamente civile.
Le biblioteche pubbliche, spesso percepite come luoghi marginali, tornano ad essere spazi di comunità, accessibili e inclusivi. Non solo depositi di sapere, ma luoghi di relazione, dialogo e crescita collettiva.
In questo senso Storie di Libri parla a un pubblico ampio: studiosi, studenti, lettori curiosi, ma anche cittadini che forse non varcano una biblioteca da anni e che possono riscoprirla come spazio vicino, quotidiano. C’è poi un elemento che rende l’iniziativa particolarmente attuale: il racconto.
In un’epoca dominata da slogan e semplificazioni, scegliere di raccontare i libri — e farlo con cura, rispetto e profondità — significa riaffermare il valore della complessità. Ogni volume diventa un punto di accesso a una storia più grande: quella del nostro Paese, delle sue contraddizioni, delle sue eccellenze, delle sue stratificazioni culturali.
Le attività si svolgono presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma, la Biblioteca Angelica, la Biblioteca Casanatense, la Biblioteca Vallicelliana e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, insieme all’Accademia nazionale dei Lincei, all’Accademia nazionale di San Luca, alla Società geografica italiana, alla Fondazione Adriano Olivetti, all’Istituto Luigi Sturzo, all’Istituto di studi pirandelliani e sul teatro contemporaneo e alla Fondazione Bellonci. Storie di Libri è, in definitiva, un invito a rimettere la cultura al centro non come ornamento, ma come infrastruttura essenziale della vita democratica.
Un progetto che ricorda come leggere, studiare, conoscere siano ancora atti profondamente politici e sociali. E come le biblioteche, spesso silenziose e invisibili, continuino a essere uno dei luoghi più potenti in cui queste storie possono prendere forma.
The post "Storie di Libri" nelle biblioteche e negli Istituti culturali del Ministero della Cultura appeared first on ReWriters.