Cultura
Biografia e bibliografia di Nezami Ganjavi, uno dei massimi autori persiani di tutti i tempi
Biografia e bibliografia (in italiano) di Nezami di Ganja, uno dei massimi autori persiani di tutti i tempi Biografia di Nezami: la vita Nezami di Ganja nacque nell’omonima città (attualmente la seconda più grande dell’Azerbaijan) fra il 1130 ed il 1141, luogo in cui passò la maggior parte della sua vita. Orfano di padre, venne cresciuto dallo zio materno, Khwaja Umar, che gli fornì la maggior istruzione possibile all’epoca, tanto da segnarne il percorso letterario.
Molto riservato per quanto concerne la vita privata, sappiamo con certezza che si sposò almeno una volta e che ebbe un figlio, chiamato Muhammad, da una donna di etnia Qipčaq. A differenza di altri grandi poeti come Rudaki, Nezami non fu mai un poeta di corte, bensì un letterato ed artista che offriva i propri testi ai potenti, ma senza che fossero mai quest’ultimi a commissionarglieli.
Il grande poeta si spense nel 1209 all’età di circa 73 anni, venendo seppellito nella propria città nativa. La Khamsa, le 5 opere Grande amante della poesia e dell’epica, tanto da essere grande fan di Ferdowsi, è ricordato in particolare per 5 opere, ovvero:
“Makhzan ol-Asrar” (“Il tesoro dei misteri“), “Khosrow e Shirin”, “Layla e Majnun”, Iskandarnameh (“Il libro della fortuna di Alessandro“) e “Haft Peykar” (“Le sette principesse“). La scarsità di informazioni certe riguardo a Nezami, unita all’immensa popolarità di tutti i suoi cinque testi (tanto che ne esiste una copia commissionata persino dal grande imperatore Moghul Akbar), ne ha resa molto complicata una datazione precisa, rendendoli dei racconti senza tempo e che ancora oggi ammaliano il mondo.
Bibliografia (in italiano) Su 5 libri scritti, l’unico che non dovrebbe esser mai stato tradotto in italiano è “Makhzan ol-Asrar”, mentre di tutti gli altri esiste o è esistita una versione in commercio. “Khosrow e Shirin” edito da Ariele Khosrow e Širinè il più famoso e importante poema d’amore della letteratura persiana classica.
Composto a Ganja, nei territori nord occidentali dell’impero selgiuchide, fra il 1176 e il 1191 dal grande poeta Nezâmi (1141-1209), quest’opera straordinaria per eleganza della forma e per raffinatezza dei contenuti, narra la leggendaria storia d’amore di Khosrow (Cosroe II, l’ultimo grande sovrano della dinastia sasanide) e di Širin, principessa armena di bellezza straordinaria e di emblematica levatura morale. Ambientata nella Persia preislamica, la vicenda dei giovani innamorati si intreccia con eventi storici, con i limiti imposti dai doveri del sovrano, con le condizioni della politica e quelle dell’umana fragilità, tracciando un percorso in cui l’Amore si fa mezzo di maturazione e di crescita verso una forma più elevata e integra di umanità.
Nella storia dei due principi si inserisce la vicenda di Farhâd, costruttore di abilità e forza ineguagliate, il cui infelice amore per Širin diverrà un simbolo e un tema diffuso in tutta la lirica e la mistica dei secoli successivi. La tensione fra passione e dolore, fra desiderio e dovere, fra attesa e delusione, vengono descritte da Nezâmi con una sensibilità e un’arte che rendono quest’opera un testo che supera i limiti del suo tempo.
“Leyla e Majnun” edito da Adelphi «Giunse l’amore e colmò loro il calice di vino. Quand’ebbero colto la rosa profumata dell’amore, vollero assaporare il suo profumo ogni giorno: l’uno rapito dalla bellezza dell’altro, il cuore stordito e pur senza perdere i sensi, perdutamente innamorati in uno struggimento che mai si estingueva».
I due amanti che così si incontrano sono Leyla e Majnun: hanno dieci anni, vanno insieme a scuola. Leyla è «una luna, una bambola, un tenero svettante cipresso»;
Majnun ha «labbra di rubino che spargevano perle». Insieme, formano la coppia archetipica dell’amore estremo, della passione sino alla follia, che traversa gloriosamente la storia dell’Oriente islamico nell’immaginazione di tutti, dotti e incolti, un po’ come da noi la storia di Romeo e Giulietta.
Come nel loro caso, l’amore di Leyla e Majnun è avversato dal mondo, che lo vuole distruggere con ogni mezzo. Ma non ci riuscirà, perché «amore è quello che non ha fine».
Così la separazione e l’assenza si trasformano in possenti catapulte della passione. Majnun, il «Folle d’amore», vaga giorno e notte cantando versi, le spine del deserto lacerano i lembi di lino e seta delle sue vesti, ma l’occhio della sua mente è fisso sempre sullo stesso fuoco.
Il suo delirio amoroso lo spinge a un moto perenne, «come un’azzurra veste di lutto che galleggia nelle acque di un fiume profondo». La società degli uomini gli è invisa, mentre le fiere gli si accovacciano intorno.
A specchio del suo vagare, Leyla rimane al centro del giardino, insieme prigioniera ed esule, «colma di grazia e di fascino». Ma «nell’intimo il cuore le sanguinava», il pensiero è fisso sull’amato inavvicinabile, mentre la circondano tanti «miseri cuori che a migliaia erano precipitati nel pozzo della fossetta del suo mento».
Né la guerra né un matrimonio forzato valgono a soffocare l’ardore dei due amanti, pur costretti a essere «appagati di fantasmi e fantasmi essi stessi». I numerosi episodi che scandiscono la loro vicenda servono a Nezami per tessere un sontuoso manto di immagini, dove «simbolismo sufi, e anche gnome e pura fiaba rimangono fra loro in continuità, senza che possa dirsi che un aspetto prevalga nitidamente sull’altro».
Chi legge questo libro non può che rimanere abbagliato innanzitutto dalle immagini, per la profusione e la sottigliezza delle figure, per lo smalto dei dettagli, per la febbre lirica che li anima. Sono queste immagini a formare il «velo» dell’opera, come l’amore di Majnun, nel suo eccesso rigoglioso, serve a proteggere quel «frammento di paradiso» che è Leyla.
E lo scrittore Nezami potrebbe pronunciare le stesse parole dell’amante: «È meglio che l’essenza rimanga celata e che solo l’involucro appaia, meglio che dell’amata io sia il velo, che della perla io sia la conchiglia!». “Il libro della fortuna di Alessandro” edito da BUR “Il libro della Fortuna di Alessandro” fa parte di un ciclo più grande composto dal leggendario poeta persiano e fu l’ultima opera da lui “pubblicata” prima della morte, avvenuta nel 1209 a Ganja, sua città natale.
Originariamente suddetta serie avrebbe dovuto comporsi di 3 diversi scritti, uno per ogni “versione” di Alessandro: il condottiero, il filosofo ed il profeta; a causa delle lunghe tempistiche per ciascuna di esse, però, alla fine Nezami scrisse due poemi: lo Sharaf Nameh, “Il libro della Gloria” e l’Eqbal Nameh, “Il libro della Fortuna”. Anche se il primo non è disponibile in versione italiana, è necessario spiegarne brevemente la trama, di modo da comprendere al meglio il suo prosieguo, vero protagonista dell’articolo.
Lo Sharaf Nameh segue più o meno lo stesso schema narrativo disegnato da Ferdowsi, andando per a semplificare notevolmente il percorso del condottiero e rifacendosi più al Corano che al Romanzo di Alessandro. Se infatti il primo autore porta un percorso particolarmente contorto e dalle direzioni talvolta poco chiare, Nezami rimane fedele allo schema coranico, puntando su tragitti lineari e chiari.
Da Rum, Alessandro si recherà allora: ad Ovest (Egitto, Persia, scontro con Dario e matrimonio con Rossane), poi a Sud (pellegrinaggio a Mecca, Yemen, Iraq, Armenia e Persia), ad Est (India, Cina e Transoxiana) ed infine a Nord (Russia, Paese delle Tenebre, Persia e Grecia). “Le sette principesse” edito da Bur E’ questo il capolavoro del poeta persiano Nezami.
Opera multiforme indefinibile: testo sapienziale, poema eroico, poema cavalleresco, romanzo, favola, storia d’amore. In sette padiglioni ognuno dei quali ha un colore dei sette pianeti, sette principesse, indossando abiti del medesimo colore, narrano ogni sera a Bahram, il re, una storia diversa.
Una fantasia insieme sensuale e barocca, sublime e grottesca. Seguimi su facebook, Spotify, YouTube e Instagram, oppure iscriviti sul canale Telegram o alla newsletter (esce il 7 di ogni mese); trovi tutti i link in un unico posto: qui.
Ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e mi aiuta a dedicarmi sempre di più alla mia passione: raccontare il Medio Oriente ed il “mondo islamico” The post Biografia e bibliografia di Nezami Ganjavi, uno dei massimi autori persiani di tutti i tempi appeared first on Medio Oriente e Dintorni.