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I coloni israeliani uccidono impunemente i palestinesi in Cisgiordania: dal 2020 nessuna incriminazione

Venerdì 27 marzo 2026 ore 08:34 Fonte: Valigia Blu
I coloni israeliani uccidono impunemente i palestinesi in Cisgiordania: dal 2020 nessuna incriminazione
Valigia Blu

Dal 2020 Israele non sta più perseguendo i coloni israeliani che attaccano e uccidono i civili palestinesi in Cisgiordania. È quanto emerge da un’inchiesta del Guardian basata su documenti pubblici e legali.

L’inerzia (al limite della connivenza) dello Stato israeliano crea le condizioni per un clima di impunità diffusa che legittima le campagne di violenza per quello che ex dirigenti dell’esercito, della polizia e dei servizi segreti hanno definito un “terrorismo ebraico organizzato” I crimini di odio a sfondo razziale e il terrorismo dei coloni in Cisgiordania si sono estesi alla città di Gerusalemme Gli attacchi hanno spinto l’ex primo ministro israeliano Ehud Olmert a chiedere un intervento della Corte Penale Internazionale (CPI), per “salvare i palestinesi e noi [israeliani]” dalla violenza dei coloni sostenuta dallo Stato, perpetrata con la complicità e talvolta la partecipazione della polizia e dell’esercito. “Ho deciso non solo di non rimanere in silenzio, ma di richiamare l’attenzione della CPI all’Aia affinché possa adottare misure coercitive ed emettere mandati d’arresto”, ha dichiarato Olmert in un commento scritto al Guardian.

Decine di ex comandanti della sicurezza israeliana hanno chiesto un intervento urgente per fermare gli attacchi “quasi quotidiani” contro i palestinesi. Il mancato contrasto del “terrorismo ebraico” rappresenta una minaccia esistenziale, hanno scritto in una lettera aperta all’attuale capo delle forze armate israeliane.

Nel solo mese di marzo i coloni israeliani e la polizia hanno ucciso 10 civili palestinesi nella Cisgiordania occupata, tra cui due fratelli di cinque e sette anni e i loro genitori, tutti colpiti alla testa mentre la famiglia tornava da una spesa per il Ramadan. “Non stiamo più parlando di un gruppetto di teppisti fuorilegge.

Si tratta di azioni organizzate, che a volte coinvolgono persone in divisa, che sparano a persone innocenti e bruciano le proprietà e le case dei civili”, si legge nella lettera, tra i cui firmatari ci sono due ex capi dell'esercito israeliano – uno dei quali ha ricoperto anche la carica di ministro della Difesa – cinque capi delle agenzie di intelligence Mossad e Shin Bet e quattro ex commissari di polizia. Dal 2020 i soldati e i coloni israeliani hanno ucciso almeno 1.100 civili palestinesi nella Cisgiordania occupata, di cui almeno un quarto bambini, secondo i dati delle Nazioni Unite.

Nessuno, come detto, è stato incriminato per questi crimini. L'ultimo attacco mortale da parte delle forze di sicurezza israeliane nella Cisgiordania occupata che ha portato a un'incriminazione risale al 2019, come dimostrano i registri pubblici e i dati raccolti dal gruppo per i diritti legali Yesh Din.

L'ultimo omicidio da parte di un civile israeliano a essere incriminato risale invece al 2018. Le forze di sicurezza israeliane sono responsabili della maggior parte dei palestinesi uccisi nella Cisgiordania occupata, ma la violenza da parte dei civili israeliani si è intensificata dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023.

Omicidi, incendi dolosi, furti e altri crimini commessi dai coloni israeliani, compresi episodi ripresi dalle telecamere e presunte violenze sessuali: tra il 2020 e il 2025, oltre il 96% delle indagini di polizia sulla violenza dei coloni nella Cisgiordania occupata si è concluso senza un'incriminazione, afferma Yesh Din. Su 368 casi, solo otto, pari al 2% del totale, si sono conclusi con condanne totali o parziali.

Olmert ha chiesto che i coloni violenti, che sono “aiutati, sostenuti e ispirati da ambienti governativi” mentre conducono una campagna di pulizia etnica, siano perseguiti a livello internazionale. I pogrom nei villaggi palestinesi ricordano quelli “un tempo diretti contro gli ebrei in Europa”, ha affermato.

“Se le autorità di polizia in Israele non adempiono al loro dovere, forse le autorità giuridiche internazionali faranno ciò che è necessario per salvare i palestinesi e noi dagli atti criminali commessi dai terroristi ebrei proprio sotto i nostri occhi”. A febbraio due ex ministri della giustizia del partito Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu hanno firmato una lettera in cui accusavano l’attuale governo israeliano di permettere la “pulizia etnica attiva e orribile” dei palestinesi nella Cisgiordania occupata.

“La responsabilità legale e morale ultima per fermare questa campagna di terrore ricade sul governo israeliano. E non lo sta facendo”, si legge nella lettera.

“Chiunque dia una mano a questi [attacchi dei coloni], con l’azione o l’omissione, ne è responsabile, compresi i soldati e soprattutto i comandanti delle forze regolari e di riserva. Gli ordini di compiere o consentire questi attacchi sono chiaramente illegali”.

Anche il capo delle forze armate israeliane, Eyal Zamir, la scorsa settimana ha chiesto che si intervenga contro la violenza dei coloni, invitando “tutte le autorità del paese ad agire contro questo fenomeno e a fermarlo prima che sia troppo tardi”. Israele e l’annessione della Cisgiordania Tuttavia, associare la violenza dei coloni all’attuale governo di estrema destra rischia di far dimenticare che “gli insediamenti dei coloni sono un progetto dello Stato israeliano plasmato e guidato da tutto lo spettro politico”, osserva Amjad Iraqi, analista senior per Israele/Palestina presso l’International Crisis Group.

La popolazione dei coloni israeliani nella Cisgiordania occupata è aumentata costantemente per diversi decenni, anche quando Olmert e l’élite della sicurezza che ora denuncia la violenza ricoprivano posizioni di comando o di potere politico. “I palestinesi potrebbero accogliere con favore le posizioni di Olmert e degli ex dirigenti dell’esercito e delle agenzie di intelligence, ma non hanno dimenticato che molti di questi ex funzionari hanno facilitato l’espansione dell’impresa degli insediamenti e, con essa, la violenza dei coloni e dell’esercito”, conclude Iraqi.

Immagine in anteprima: frame video BBC

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