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Politica

I Quaderni del circolo Rosselli rilanciano l’attualità delle idee laburiste nell’era Trump

Giovedì 26 febbraio 2026 ore 16:02 Fonte: Strisciarossa
I Quaderni del circolo Rosselli rilanciano l’attualità delle idee laburiste nell’era Trump
Strisciarossa

Trovo più che mai prezioso l’ultimo numero (3-4/2025) dei Quaderni del Circolo Rosselli, diretti da Valdo Spini. Due i temi oggetto di approfondimento:

“L’Europa di fronte a Trump” (a cura di Luca Menconi) e l’Inventario del Fondo “Federazione Laburista, 1994-2000” (a cura di Federica Gargani). Dinanzi al fenomeno Trump e alla vacillante democrazia a stelle e strisce, pur provvista ancora, come emerge dalla vicenda dei dazi, di un sistema di pesi e contrappesi, prevalgono due letture.

Una tutta centrata sull’economia: i complessi meccanismi della (post)globalizzazione, la competizione con la Cina, le dinamiche neocoloniali. L’altra volta a tratteggiare la crisi abissale che coinvolge, in tutto l’Occidente, le democrazie liberali e rappresentative; centrata, dunque, sul “politico”.

Ecco, in tal senso la rivista suggerisce piste e analisi assai equilibrate, tali da rendere sia le ragioni dell’“economico” sia quelle della politica in senso stretto. Carlo e Nello Rosselli Poniamoci ad esempio in ascolto di un passaggio dell’intervento di Riccardo Alcaro: un primo motivo ideologico del moderno conservatorismo nazionalista americano «è quello di declinismo, cioè l’idea che gli Stati Uniti fossero fino al 2024 in una fase di decadenza politica ed economica», a dispetto delle evidenze contrarie. «Quindi l’idea di declinismo è una costruzione immaginifica, che trae però origine nella reale frustrazione di ampi strati della popolazione americana per le conseguenze negative su qualità dell’occupazione e prospettive di mobilità sociale della globalizzazione dell’economia americana».

E ancora: «Un secondo motivo ideologico del conservatorismo nazionalista è il nativismo, ovvero l’unificazione di nazione e confini. In termini pratici questo porta a un’irriducibile opposizione all’immigrazione, che è una perdurante fonte del consenso della destra tanto in America quanto in Europa, che Trump ha tradotto nella militarizzazione delle frontiere e della gestione dell’immigrazione in generale».

Il tema della prospettiva laburista, a sua volta, non è solo un tentativo storiografico volto a ricostruire quell’esperienza, in particolare nel contesto italiano, e a comprenderne il senso. Come emerge fra le righe, si tratta di una sfida più che mai attuale.

Il lavoro, i lavori non vengono vissuti più, ormai, come nel Novecento. E dunque: che vuol dire oggi lavorare, al tempo dei robot e dell’intelligenza artificiale?

Perché lavorare, per chi, come, quando? Quali i nessi, forse inediti, tra lavoro e tempo libero?

Quali sono e, ancor più, saranno le forme di autorealizzazione delle donne e degli uomini e quali nessi tali forme hanno e avranno con il lavoro inteso in senso tradizionale? Insomma: sollevare l’argomento significa aprire una sorta di vaso di Pandora.

E, per dirla con Stefano Folli, «noi pensiamo che un convegno come questo possa spostare gli equilibri e riaccendere una speranza, una speranza che non è mai facile da immaginarsi, probabilmente no. Però è importante, molto importante, cominciare a fare opera pedagogica presso le nuove generazioni».

Il cambiamento, insomma, quello vero, si nutre anche, se non soprattutto, di parole antiche, altrimenti si rischia la deriva. L'articolo I Quaderni del circolo Rosselli rilanciano l’attualità delle idee laburiste nell’era Trump proviene da Strisciarossa.

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