Storia
In che anno nacque Gesù secondo la storia?
Molto è stato scritto su Gesù di Nazareth e sulla verosimiglianza della sua vita e persino della sua stessa esistenza. Sebbene oggi sia ampiamente accettato che tale personaggio sia stato reale, indipendentemente dal suo aspetto mistico, i dati che ci giungono su di lui sono spesso contraddittori e interpretati con finalità religiose; ma selezionando gli episodi che appartengono alla sfera reale e lasciando da parte quelli inventati, è possibile dedurre dei dati certi sulla sua vita, come per esempio, la data della sua nascita.
L'anno reale della nascita di Gesù Le fonti principali che abbiamo sulla nascita di Gesù sono i Vangeli, che ci forniscono due dati incompatibili. Da un lato, gli evangelisti Matteo e Luca datano la sua nascita “ai tempi di Erode il Grande”.
Quest'ultimo fu re vassallo di Roma tra il 37 a.C. e il 4 a.C. - date che conosciamo con esattezza grazie ai registri romani - e, secondo i Vangeli, regnò ancora per uno o due anni durante la vita di Gesù, che quindi sarebbe nato nel 5 o 6 a.C. Tuttavia, lo stesso Luca sottolinea che nell'anno della sua nascita, l'imperatore Augusto ordinò di effettuare un censimento della popolazione, di cui fu incaricato il governatore della Siria, Publio Sulpicio Quirino.
Ma lo storico Flavio Giuseppe colloca questo censimento 37 anni dopo la battaglia di Azio – che vide opposti Ottaviano, il futuro Augusto, contro Marco Antonio e Cleopatra – cioè nell'anno 6 o 7 d.C. Inoltre, sebbene la Giudea fosse un regno vassallo, continuava ad essere governata da una dinastia autonoma e i sudditi pagavano i tributi al loro re, non all'imperatore romano.
Solo quando divenne effettivamente provincia romana nel 6 d.C. avrebbe avuto senso effettuare tale censimento. Pertanto, tra i due punti di riferimento cronologici forniti per la nascita di Gesù, c'è una differenza di almeno dieci anni.
Basandoci sulla testimonianza di Flavio Giuseppe e sulle ripetute menzioni al re Erode, è più sicuro prendere come riferimento valido quello che indica la nascita in vita di questo re e, quindi, collocarla intorno all'anno 6 a.C. Errore di calcolo papale La data erroneamente considerata come l'anno 1 fu stabilita – accidentalmente o intenzionalmente – nel VI secolo da un monaco bizantino di nome Dionigi il Piccolo, che ideò un nuovo sistema di datazione degli anni per separare l'era pagana da quella cristiana: l'Anno Domini – “anno del Signore”, cioè dalla nascita di Gesù, in sostituzione della datazione romana ad Urbe condita -“dalla fondazione della città”, cioè di Roma.
Perché si pensa che Gesù sia nato il 25 dicembre? Se l'anno di nascita di Gesù ha almeno alcuni riferimenti, non si può dire lo stesso del giorno.
Il 25 dicembre, data scelta per celebrare la sua nascita, è sicuramente una scelta intenzionale, poiché nemmeno le fonti religiose primarie menzionano tale giorno. La scelta del 25 dicembre come data del Natale è una scelta intenzionale per facilitare la conversione della popolazione romana al cristianesimo Infatti, nei primi tempi del cristianesimo, la celebrazione della natività di Gesù – il Natale – non era nemmeno importante.
Il primo riferimento al 25 dicembre risale all'epoca dell'imperatore Costantino, che con l'Editto di Milano del 313 d.C. pose fine alla persecuzione dei cristiani. Solo da allora il proselitismo di questa religione fu permesso e, con ciò, sorse la preoccupazione per la conversione della popolazione pagana: è per questo motivo che gran parte della tradizione cristiana è elaborata per essere facilmente interpretata e accettata da un pubblico di cultura greco-romana.
Il 25 dicembre era già la data convenzionale quando Dionigi il Piccolo elaborò la sua datazione. La scelta di questo giorno era dovuta al fatto che era la festa del Sole Invincibile, un dio orientale che era stato elevato a culto ufficiale dell'Impero dall'imperatore Aureliano alla fine del III secolo.
A partire dal regno di Costantino e soprattutto di Teodosio – che fece del cristianesimo la religione ufficiale – gli sforzi di evangelizzazione comportarono la sovrapposizione delle celebrazioni cristiane a quelle pagane per facilitare la conversione. Anche a questo scopo furono identificati molti aspetti del cristianesimo e dello stesso Gesù con gli antichi dei: la scelta del Sole Invincibile serviva come metafora del fatto che Gesù era il nuovo “sole” che era venuto a illuminare il mondo.