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Come la Russia recluta giovani online per la guerra ibrida contro l’Europa

Domenica 8 febbraio 2026 ore 09:19 Fonte: Valigia Blu
Come la Russia recluta giovani online per la guerra ibrida contro l’Europa
Valigia Blu

Nell'aprile del 2024, Anna (nome di fantasia), una donna ucraina di circa 30 anni, viene contattata da Daniil Gromov, un uomo che aveva conosciuto un paio di anni prima a Kharkhiv, la seconda città più grande dell'Ucraina, vicino al confine con la Russia. Anna nel frattempo era fuggita con la sua famiglia a Vilnius, la capitale della Lituania.

Gromov le chiedeva un favore alquanto estemporaneo: andare a ritirare un pacco per un suo amico alla stazione ferroviaria di Vilnius. Anna accettò e, poco dopo, ricevette un messaggio su Telegram da un utente di nome Warrior2Alpha con lo screenshot di una ricevuta con un codice per aprire la porta del deposito bagagli della stazione dove era conservato il pacco.

All'interno dell'armadietto, Anna trovò una borsa della spesa blu dell’IKEA, all’interno c’erano un'auto telecomandata ancora nella sua confezione, su un lato era attaccato con del nastro adesivo un sacchetto di plastica contenente dei cavi, diversi cellulari e fili per la ricarica. Dopo aver recuperato il pacco, Warrior2Alpha ricontattò Anna per chiederle di scattare una foto del contenuto.

Dopo aver visto le foto, l’utente di Telegram chiese ad Anna di riportare la borsa dell'IKEA in un altro armadietto della stazione ferroviaria. Anna, però, fu insospettita dalla richiesta e dalle immagini presenti sul profilo di Warrior2Alpha: una pistola e cartucce di munizioni, qualcosa che sembrava un missile e una bandiera russa.

Anna temeva che, aiutandolo, stesse in qualche modo contribuendo allo sforzo bellico russo. Così decise di contattare sua sorella, che aveva un amico che lavorava nelle forze dell'ordine in Ucraina.

L’uomo consigliò ad Anna di cancellare la foto che aveva inviato a Warrior e promise di avvisare le autorità competenti in Lituania. Nel giro di pochi giorni, gli agenti della polizia antiterrorismo lituana si presentarono a casa di di Anna.

Gli investigatori stabilirono rapidamente che i dispositivi nella borsa IKEA erano detonatori in grado di provocare un'esplosione o un incendio. Diedero ad Anna una nuova serie di istruzioni: avrebbe dovuto continuare a scriversi con Warrior, ma sotto sorveglianza, sostituendo il contenuto della borsa con oggetti fittizi e un localizzatore GPS nascosto.

Quella che era iniziata come una strana richiesta improvvisa era ora un'operazione sotto copertura. Anna riportò la borsa alla stazione ferroviaria e inviò a Warrior una foto della ricevuta dell'armadietto.

Due giorni dopo, un giovane si presentò al deposito bagagli della stazione e aprì l'armadietto. Prese la borsa e salì su un autobus diretto a Riga, la capitale della Lettonia.

Non sapeva che era seguito dalla polizia tramite il dispositivo GPS nascosto all'interno della borsa. Qualche ora dopo, l’uomo veniva arrestato in una stazione di servizio vicino alla città di Panevėžys, nel nord della Lituania.

Si chiamava Daniil Bardadim, aveva 17 anni e proveniva dall'Ucraina meridionale. Durante l'interrogatorio, Bardadim ammise tutto: aveva già commesso degli incendi dolosi e stava andando a Riga per commetterne un altro.

Due mesi prima, Bardadim aveva attraversato il confine dall'Ucraina alla Polonia. Dopo aver finito la scuola, durante la guerra in Ucraina, era alla ricerca di soldi e lavoro.

“Durante la guerra, gli stipendi erano bassi e avevo pochi soldi”, raccontò in seguito agli investigatori. Alcuni mesi dopo avrebbe compiuto diciotto anni e avrebbe dovuto registrarsi presso l'ufficio di leva locale.

A quel punto, gli sarebbe stato proibito di lasciare il paese. Così aveva raccolto i suoi risparmi e aveva elaborato un piano con un amico di Kherson per fuggire dall'Ucraina e “non dover combattere”.

In Polonia Bardadim aveva iniziato a lavorare come scaricatore di divani dai camion. A Varsavia incontra un suo conoscente, Serhiy Chaliy, anche lui di Kherson, proprietario della stazione di servizio dove Bardadim aveva lavorato all'inizio dell'invasione russa.

Durante l'occupazione, Chaliy era stato coinvolto in una serie di attività illegali, tra cui il commercio di carburante sul mercato nero, un'impresa possibile solo con l'approvazione, tacita o meno, delle forze russe presenti in città. Chaly propose a Bardadim di fare alcuni lavoretti per lui, tra cui furti d’auto e altre piccole azioni, come quella per cui era stato fermato dalla polizia polacca.

Secondo un’inchiesta del New Yorker, Bardadim potrebbe essere una delle tante persone ingaggiate su Telegram per piccole offerte di lavori occasionali apparentemente innocui. La maggior parte delle proposte è rivolta alla popolazione di lingua russa, non solo russi, ma anche bielorussi e ucraini.

Il pagamento è generalmente in criptovaluta. I servizi di intelligence polacchi li hanno definiti “jednorazowi agenci”, ovvero “agenti monouso”.

Nella primavera del 2023, la polizia della città polacca di Lublino ha identificato una rete di oltre una decina di agenti monouso – ucraini e bielorussi, insieme a un russo, un giocatore di hockey professionista – alcuni dei quali erano stati inizialmente reclutati per affiggere volantini e adesivi con la scritta “Polonia ≠ Ucraina” e “NATO go home”. L'obiettivo, secondo le autorità polacche, era quello di indurre la popolazione a mettere in discussione il sostegno della Polonia all'Ucraina e creare una forma di tensione nei confronti dei rifugiati ucraini già presenti nel paese.

In Francia, agenti monouso provenienti dalla Moldavia, dalla Bulgaria e dalla Serbia, tra gli altri, hanno disegnato stelle di David sui muri di Parigi, deturpato un memoriale dell'Olocausto e lasciato teste di maiale mozzate fuori dalle moschee. Nel giugno 2024, cinque bare di legno drappeggiate con bandiere francesi sono apparse vicino alla Torre Eiffel, con la scritta “Soldats Français de l'Ukraine”.

La polizia ha arrestato tre uomini, provenienti da Bulgaria, Germania e Ucraina, che hanno dichiarato di essere stati pagati diverse centinaia di euro per l'azione. “L'obiettivo è chiaro”, ha detto un capo dei servizi segreti europei.

“Aumentare le tensioni o causare fratture all'interno della società”. La guerra ibrida del Cremlino contro l’Europa: seminare paura, testare la coesione atlantica I membri di quella che è diventata nota come la cellula di Lublino sono stati pagati per installare telecamere di sorveglianza lungo le linee ferroviarie in Polonia che trasportano aiuti militari e umanitari in Ucraina.

Un uomo in Lettonia che cercava di acquistare marijuana su Telegram è finito per essere reclutato per disegnare graffiti all’esterno di un centro di sicurezza informatica della NATO in Estonia; in seguito, il suo referente su Telegram gli ha fatto scattare foto di nascosto di una base aerea militare lettone. L'uomo è stato arrestato dopo aver lasciato cadere un foglio di carta su cui aveva scarabocchiato le istruzioni del suo referente, insieme a uno schizzo di un aereo.

Lo scorso autunno, due adolescenti olandesi sono stati arrestati con l'accusa di aver utilizzato un'applicazione per telefono, nota come packet sniffer, che intercetta i dati dalle reti circostanti, in un quartiere governativo dell'Aia che ospita diverse ambasciate e agenzie di polizia dell'Unione Europea. Secondo una fonte olandese che ha seguito il caso, il lavoro gli era stato affidato da un utente anonimo responsabile di un gruppo Telegram legato agli hacker russi in cambio di diverse centinaia di dollari in criptovaluta.

I ragazzi sono riusciti a raccogliere dati da circa un migliaio di reti, informazioni potenzialmente utili per creare una mappa delle infrastrutture digitali sensibili e per individuare le vulnerabilità della sicurezza. Poi ci sono stati anche diversi episodi di sabotaggio vero e proprio.

Un incendio in un magazzino nella zona est di Londra che raccoglieva aiuti umanitari per l'Ucraina ha portato alla condanna di sei uomini britannici che, secondo il giudice, avevano aderito a una “campagna di terrorismo”. Gli uomini avevano anche discusso del rapimento di Evgeny Chichvarkin, un noto ristoratore russo a Londra apertamente critico di Vladimir Putin.

A novembre, altri “agenti monouso” in Polonia hanno fatto saltare in aria un tratto di ferrovia sulla linea Varsavia-Lublino, un'arteria fondamentale per la consegna di rifornimenti all'Ucraina, con esplosivi C-4 di tipo militare. Gli investigatori polacchi hanno identificato i colpevoli come due ucraini che erano entrati nel paese dalla Bielorussia e poi erano riusciti a fuggire attraverso lo stesso percorso.

Questa estate “agenti monouso” presenti ad Amsterdam, Vilnius e Varsavia, nessuno dei quali era a conoscenza degli altri, sono stati reclutati per preparare e spedire tramite DHL pacchi contenenti articoli apparentemente casuali: cuscini per il massaggio del collo, giochi erotici, cosmetici e abbigliamento sportivo. Alcuni dei pacchi, inviati in Europa, Stati Uniti e Canada, contenevano localizzatori GPS.

Gli investigatori ritengono che fossero destinati a monitorare le rotte di spedizione e la logistica globali. Secondo i procuratori, in quasi tutti i casi dietro queste azioni di sabotaggio c’è l'agenzia di intelligence militare russa, la G.R.U. Il tutto rientrerebbe nelle tattiche di guerra ibrida contro l’Europa.

Sono azioni che costano poco, eseguite da persone che non gli importa di perdere, spiega al New Yorker Bart Schuurman, a capo di un gruppo di ricerca sul terrorismo e la violenza politica all'Università di Leida, nei Paesi Bassi. I costi, invece, per i paesi europei sono molto più alti.

Azioni che richiedono poco tempo e risorse, in Europa costano indagini lunghe molti mesi, che impegnano risorse limitate in più paesi. “E mentre noi in Europa svolgiamo le indagini, loro sono già passati alla prossima azione”, spiega Schuurman.

La guerra di Putin contro l’Europa L’obiettivo non è necessariamente minare la capacità dell'Occidente di aiutare l'Ucraina, quanto influenzare l'opinione pubblica sul costo dello sforzo bellico più ampio e sul sostegno all’Ucraina. “Nel loro insieme, questi incidenti hanno lo scopo di diffondere incertezza, paura, sfiducia.

Lo Stato appare incapace. E la gente inizia a chiedersi: ‘Guardate cosa sta succedendo intorno a noi perché siamo coinvolti in questa guerra, che in realtà, forse, non è – o non dovrebbe essere – la nostra guerra’”, osserva l’accademica polacca, esperta di guerra ibrida, Paulina Piasecka.

Diversi fattori concorrono al ricorso da parte della Russia agli agenti monouso. Dopo l’invasione dell'Ucraina, gli Stati europei hanno espulso circa seicento diplomatici russi, la maggior parte dei quali agenti dei servizi segreti che operavano sotto copertura diplomatica.

Prima del 2022, i titolari di passaporti diplomatici russi potevano viaggiare nella maggior parte dei paesi europei per 90 giorni senza visto, un'agevolazione utile per gli agenti dei servizi segreti in missione a breve termine. Dopo l'invasione, l'UE ha revocato questa disposizione.

Gli agenti dei servizi segreti tradizionali e le persone che reclutano e addestrano sul campo hanno il compito di penetrare in strutture o reti specifiche per raccogliere segreti altamente protetti. “Gli obiettivi o i compiti tendono a essere sofisticati e il valore di ogni singola azione, se eseguita bene, può essere piuttosto elevato”, osserva Arkadiusz Nyzio, un ricercatore polacco che sta seguendo il fenomeno degli “agenti monouso”.

Storicamente, le agenzie di intelligence hanno fatto di tutto per proteggere le loro risorse, fornendo loro piattaforme di comunicazione criptate e piani di esfiltrazione dettagliati. Ma con gli “agenti monouso” ciò che conta è la capacità di tutti gli agenti, nel loro insieme, di immobilizzare le risorse e creare un senso generale di insicurezza.

Collegare gli agenti monouso ai vertici dell'apparato di sicurezza dello Stato russo non è facile. Le istruzioni vengono trasmesse attraverso diversi livelli di intermediari, spesso figure della diaspora russa o della malavita.

Un funzionario dell'intelligence europea, sentito dal New Yorker, ha stimato che, in media, esistono almeno tre livelli di separazione tra gli agenti monouso e quelli che sono conosciuti come “quadri”, ovvero agenti che lavorano come parte di un'unità ufficiale dei servizi russi. Il sistema è paragonabile alle tattiche dell'ISIS.

“È una piramide”, ha aggiunto un ufficiale dei servizi di sicurezza polacchi. “Ci sono gli ufficiali del G.R.U. e sotto di loro i coordinatori, i reclutatori, i logisti, persone separate che si occupano dei pagamenti o della preparazione degli esplosivi, altri responsabili delle auto”.

L'ufficiale polacco ha parlato di una struttura mutuata dai gruppi criminali organizzati: “Ognuno ha il proprio compito assegnato.

Nessuno sa cosa stanno facendo gli altri”. Le persone reclutate sono profili come Bardadim: “persone vulnerabili, solitarie, emarginate, sia in classe che nella società in generale, senza esperienza”, spiega Irena Lipowicz, una giurista polacca che ha fatto parte di una commissione governativa che ha recentemente studiato le minacce delle ingerenze straniere in Polonia.

“I migranti ucraini, in particolare gli adolescenti, corrispondono perfettamente a questa descrizione”. Putin ha già scatenato la ‘guerra’ contro l’Europa L'impiego di agenti monouso consente alla Russia di poter negare una matrice diretta di questi atti di sabotaggio.

E non è detto che queste azioni spariscano con un’eventuale fine della guerra. Anche se la guerra in Ucraina dovesse concludersi, la Russia continuerebbe a considerare l'Europa un avversario strategico, spiega ancora il funzionario dell’intelligence europea sentito dal New Yorker.

“È la capacità stessa che preoccupa. Oggi viene utilizzata a un livello relativamente basso.

Ma non c'è motivo per cui non si possa fare lo stesso aumentando la posta in gioco”. I metodi e le tattiche necessari per far spedire pacchi infiammabili su aerei cargo o appiccare il fuoco a centri commerciali potrebbero essere utilizzati per sferrare attacchi terroristici che causano vittime in massa.

“Lo consideriamo come un quadrante”, ha detto il funzionario. “Forse in questo momento è impostato sul livello 1.

Ma cosa succederebbe se arrivasse al livello 10?”. Immagine in anteprima: frame video DW via YouTube

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