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Cultura

Identità, Creatività e IA nel Sud. Intervista a Nicola Malagrinò

Mercoledì 8 aprile 2026 ore 22:01 Fonte: ReWriters
Identità, Creatività e IA nel Sud. Intervista a Nicola Malagrinò
ReWriters

Dov’è “casa” quando la propria terra smette di essere un rifugio e si trasforma in un limite soffocante? E soprattutto, cosa resta del gesto umano in un’epoca che delega il pensiero creativo a una sequenza binaria?

Queste non sono solo domande teoriche. Sono le crepe in cui s'insinua il lavoro di Nicola Malagrinò, designer di Castrovillari che, insieme a G. Pino Scaglione (vedi intervista a G. Pino Scaglione), ha dato vita a DuoLab, un presidio di sperimentazione che scardina la visione oleografica del progetto nel Sud.

Nicola Malagrinò per RADICI © Ljdia Musso Durante l'ultima edizione del Calabria Design Festival a Cosenza — dove ho avuto l’onore di moderare il dibattito conclusivo della terza giornata" (vedi articolo ) — l’incontro con Nicola ha acceso una miccia: la necessità di problematizzare l’identità non come un'eredità immobile, ma come uno "spazio inquieto". Se la creatività è davvero un atto di traduzione, allora Nicola traduce il "vuoto" calabrese in una necessità espressiva pura.

Il suo ritratto nel mio progetto di ricerca visiva RADICI non cerca la posa, ma cattura l'istante in cui l'idea "si fa carne" attraverso il rito delle mani. Ma siamo pronti a difendere questa "carnalità" del gesto nell'era della sintesi algoritmica?

Nicola suggerisce che la sfida non sia scegliere tra uomo e macchina, ma reclamare il primato del senso contro la velocità dell'esecuzione. L'intervista che segue, raccolta nell'ambito della mappatura RADICI, è un frammento di questo tormento progettuale: un corpo a corpo con la materia che trasforma l'estasi in forma visibile.

Nicola Malagrinò per RADICI © Ljdia Musso Nicola Malagrinò, l'intervista L'identità e il luogo. Le radici, la casa sono state il mio unico spazio di leggerezza, poi, d'improvviso, in piena adolescenza, quella terra calabra tanto meravigliosa quanto difficile, si è trasformata in un limite soffocante, geografico e culturale.

In quegli anni ho trascorso intere stagioni alla ricerca ossessiva di qualcosa, un vuoto che solo più tardi avrei capito essere il mio spazio inquieto. La filosofia creativa.

La mia creatività non è un esercizio di stile, ma un atto di liberazione, un gesto naturale che nasce da un pensiero visionario e un'esigenza espressiva pura e incondizionata.La mano che pensa.Non c'è mediazione, è una connessione invisibile, un rito a tre tra mente, mani e cuore. È lì che l'idea smette di essere pensiero e diventa carne.

È il momento del concepimento primordiale, un istante di liberazione assoluta che amo definire sintesi creativa, quasi una dimensione di estasi. Processo e traduzione.

Superata la fase di raccolta delle informazioni (per me momento razionale), precipito in un tormento progettuale dai tempi cronologicamente indefiniti. È un corpo a corpo con l'idea, un desiderio incessante di contatto tattile e visivo con la materia finché l'obiettivo mi appare davanti, nitido.

Dalla matita al digitale, costruisco l'oggetto traducendo l'idea in una forma visibile a tutti. La sfida Contemporanea.

IU e IA non IU o IA, sembra un gioco fonetico, ma è l'unica chiave di lettura corretta oggi. L'intelligenza umana è un'espressione talmente forte e unica che rende vano ogni tentativo di sostituzione integrale con l'intelligenza artificiale.

Viviamo in un'epoca in cui non si ha TEMPO, l'evoluzione delle cose è così rapida da non permetterci di restare statici. In questo scenario, l'IA non è che un mezzo per ridurre i tempi di esecuzione, uno strumento che però richiede processi preparatori imprescindibili per essere governato con consapevolezza.

L'IA non è un'entità autonoma, ma un'estensione della capacità umana, elabora velocemente dati, mentre l'IU elabora senso, intuizione, vissuto e ideazione. Calabria Design Festival.

Un evento annuale dove il confronto non è solo parola, ma pratica viva, menti, percorsi e visioni diverse che si incontrano e si arricchiscono a vicenda. In un territorio che, purtroppo, è ancora poco sensibile a temi di questa natura, momenti così diventano molto preziosi.

La parte più bella? L'interazione con realtà provenienti da altri luoghi.

Uno scambio autentico, stimolante, capace di generare nuova energia e nuova consapevolezza. Per chi, come me, vive in un territorio tutt'altro che amorfo ma spesso restio al confronto, alla crescita condivisa, esperienze del genere rappresentano ossigeno puro.

Il cambiamento nasce dall'incontro. Mappare la Resistenza.

Il progetto RADICI non è un archivio di volti, ma un atto di visione consapevole. Sto mappando l'origine del gesto creativo per sottrarre il Sud alla prigione degli stereotipi e restituirgli la dignità della complessità.

Su Spotify. Ascolta la rubrica RADICI del podcast Caffè Fotografici con tutti gli approfondimenti sul progetto Partecipa alla Mappatura:

Se la tua ricerca artistica o il tuo progetto di design costituiscono una realtà resistente nel Mezzogiorno, scrivi a caffefotografici@gmail.com. Cerco volti e storie capaci di "sistemare lo sguardo" sul nostro territorio.

Nicola Malagrinò (DuoLab / M Interior Studio): Esplora il lavoro di Nicola su www.nicolamalagrino.com.

Letture per approfondire: Luciano Floridi, La differenza fondamentale (Mondadori, 2025):

Per comprendere come l'IA debba essere uno strumento di "agenzia" senza intelligenza, lasciando all'umano il compito del senso. Emanuele Coccia & Alessandro Michele, La vita delle forme.

Filosofia del reincanto (HarperCollins, 2024): Un dialogo necessario sulla sensibilità della materia e sulla necessità di ritrovare il sacro nella progettazione contemporanea.

Fred Ritchin, The Synthetic Eye. Photography Transformed in the Age of AI (Thames & Hudson, 2025):

Una riflessione sull'immagine come testimonianza e "sguardo sul reale" contro la sintesi algoritmica. Juhani Pallasmaa, The Thinking Hand (Wiley):

Il testo cardine per riscoprire come la mano sia il ponte esistenziale tra mente e mondo. Anthony Dunne & Fiona Raby, Not Here, Not Now (MIT Press, 2025):

Una sfida al design convenzionale attraverso la lente del possibile e dello speculativo. The post Identità, Creatività e IA nel Sud.

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