Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Notizie

Epstein Files: l’ascesa delle destre e la cabina di regia per manipolare l’opinione pubblica online

Martedì 10 febbraio 2026 ore 09:17 Fonte: Valigia Blu

Il testo che segue è un riassunto dell'articolo Epstein Files: l’ascesa delle destre e la cabina di regia per manipolare l’opinione pubblica online generato dall'AI. L'AI può commettere errori: ogni informazione va verificata attentamente.

l'analisi degli epstein files rivela un quadro che va oltre la cronaca nera emergendo una strategia sistematica di manipolazione globale volta a rafforzare le destre estreme e a scardinare le istituzioni democratiche attraverso un controllo progressivo sull'opinione pubblica online grazie a una cabina di regia che coordina diversi attori e organizzazioni con obiettivi comuni e interessi contrapposti che si uniscono per promuovere un modello politico e sociale che favorisce l'ascesa delle forze conservative e l'indebolimento delle democrazie occidentali
Epstein Files: l’ascesa delle destre e la cabina di regia per manipolare l’opinione pubblica online
Valigia Blu

Degli Epstein Files si sta parlando un po’ ovunque poco e male, ed è una cosa normalissima, vuoi perché chi dovrebbe farlo non muore dalla voglia di finire con un bersaglio sulla schiena e vuoi perché la strategia di rilascio è stata volutamente massiccia per creare difficoltà nell’interpretazione di tutto il materiale. Perlopiù fortemente redatto in modo che nessun contenuto possa essere formalmente incriminante.

La confusione che questo genera è un terreno fertile per fraintendimenti e manipolazione, anche perché su tre milioni e mezzo di pagine scansionate e screenshot fare fact-checking non è facile. Da quello che emerge in tutta questa confusione, più o meno pilotata, si possono trarre però alcune conclusioni con un ragionevole margine di sicurezza:

Epstein operava da protagonista in una rete di manipolazione estesa globalmente il cui obiettivo sembra ora proprio essere stato il rafforzamento delle destre estreme e quindi organicamente di entità statali od organismi funzionali a questo disegno. Dall’internazionale nera per destabilizzare le democrazie alle vittime senza verità e giustizia: chi ha protetto Epstein?

Di cosa parliamo in questo articolo: La guerra culturale come strategia di radicalizzazione L’interesse per criptovalute e intelligenza artificiale La rete di influenza sovranazionale Giovani soldati delle nuove oligarchie: l’eredità di Epstein La guerra culturale come strategia di radicalizzazione Questa rete utilizzava, e continua a farlo anche in sua assenza, diversi strumenti per influenzare i governi nazionali e le opinioni pubbliche.

Uno di questi sembra ormai chiaro essere la guerra culturale. Lo sospettavamo da tempo, avevamo i pattern davanti agli occhi - la veemenza con cui le testate liberal-conservatrici codificano il linguaggio anti-progressista, il panico morale sul “politicamente corretto” e il “woke” insieme alla transfobia era un campanello d’allarme piuttosto palese.

La sovrapposizione dei frame valoriali misogini e anti-woke con gli indirizzi politici ed economici delle destre estreme, ecc. Adesso è virtualmente ufficiale, ma andiamo per gradi.

Prima di tutto i nuovi documenti rivelano quella che appare come una vera e propria dichiarazione d'intenti. Nel giugno 2016, Epstein scrisse una mail a Peter Thiel (fondatore di Paypal e Palantir: qui un nostro profilo sulla sua figura) con un messaggio lapidario “Brexit, è solo l'inizio”.

Nella stessa corrispondenza delineò la sua visione: “Ritorno al tribalismo.

Contro la globalizzazione. [...] Trovare cose sulla via del collasso è molto più facile che trovare il prossimo affare”. Epstein non stava solo osservando il crollo dell'ordine democratico; voleva scommettere, letteralmente, sulla sua fine.

E avrebbe lavorato attivamente per vincerla, quella scommessa. Non esiste ovviamente ancora un quadro completo, ma solo le tre milioni e mezzo di pagine rilasciate dal Dipartimento di Giustizia.

Da quello che viene fuori emerge un’operazione di manipolazione dell’opinione pubblica su più fronti, sia nei vecchi media sia, da circa il 2010 in poi, sul web. A metà di quegli anni il conflitto politico si era solidamente spostato online, trovando i suoi centri gravitazionali in due poli non proprio opposti:

Reddit e in particolare 4chan per l'alt-right. Quello che emerge dalle pagine rilasciate documenta una serie di manovre all’interno di questi due spazi.

Ghislaine Maxwell, l’unica associata di Epstein ancora in vita dei due arrestati con lui, è sospettata di aver operato tramite l'account "maxwellhill", uno dei super-moderatori più influenti di Reddit, con il potere di condizionare i flussi informativi mainstream. L'FBI ha inserito screenshot di post di r/maxwellhill tra i materiali determinati come "pertinenti" alle indagini.

L'account è diventato inattivo nel momento esatto dell'arresto di Maxwell e Reddit non ha mai fornito spiegazioni ufficiali sul legame. Documenti del Dipartimento di Giustizia confermano che Jeffrey Epstein incontrò il fondatore di 4chan, Christopher "moot" Poole, nell'ottobre 2011.

L'incontro fu facilitato da Boris Nikolic, ex consigliere di Bill Gates, che descrisse Poole a Epstein dicendo: “C'è un ragazzo fico che dovresti conoscere”.

Epstein rispose entusiasta: “Mi è piaciuto molto.

L'ho accompagnato a casa, è molto brillante”. Nelle 24 ore successive al primo incontro fu lanciata la board politica /pol/, che diventò presto la fucina del linguaggio e dei meme dell'estremismo globale, la sigla indicava l’espressione “politically incorrect”.

Nelle mail Nikolic descrive Poole come un soggetto con un "enorme potenziale di manipolazione". Non fu un contatto isolato: i file mostrano quasi cento email scambiate tra i due e lo staff di Epstein nel tentativo di organizzare successivi incontri, nonostante Poole spesso disdicesse all'ultimo minuto. 4chan era già da tempo un contenitore per content estremi, tanto che la board /new/ era stata chiusa un anno prima della creazione di /pol/ per presenza di contenuti neonazisti e quella /l/, dedicata alla sottocultura lolikon, nel 2004 per la presenza di pornografia minorile.

Non ci sono riferimenti diretti al fatto che Epstein abbia spinto alla creazione della nuova board ma per molto tempo tutta l’internet si è chiesta come mai Poole avesse chiuso un “nazi hell hole” come /new/ per aprirne un altro a distanza di un anno. La risposta a questo punto sembra piuttosto scontata.

Il meccanismo utilizzato per indirizzare gli utenti di queste board non era ideologico, ma basato sulla leva emotiva: alimentare un conflitto orizzontale perenne tra classi sociali per indurre conflitto e decentralizzazione della verità (lo stesso modello, se vogliamo, mutuato dal “You are the media now” di Elon Musk, che in Iitalia sembra essere espresso da Welcome to Favelas). Le piattaforme in questione erano i luoghi in cui da ormai dieci anni si incontravano giovani uomini con difficoltà di integrazione sociale e problematiche relazionali (vedi il caso /l/).

I termini come "Woke" e "DEI" nelle accezioni derogative attuali sono stati praticamente risemantizzati e demonizzati all'interno di questi forum controllati. Era il periodo in cui la manosfera come la conosciamo oggi stava prendendo slancio e in cui la demografica conservatrice alt-right iniziava a sviluppare la retorica da sindrome da accerchiamento e l’auto-vittimizzazione che avrebbe definito il loro linguaggio futuro.

L’estrema destra al potere e la libertà di parola (solo per loro) Un anno dopo la creazione di /pol/ Steve Bannon rilanciava Breitbart News insieme a Milo Yiannopoulos. Lo stratega di Trump era in stretto rapporto con Epstein e aveva capito prima di lui la possibilità di manipolare una certa demografica maschile, quando aveva amministrato un’azienda di servizi per i giocatori di World of Warcraft.

Nell’agosto 2014 partiva il Gamergate, uno dei più importanti fenomeni reazionari e misogini mai visti sul web. Promosso da Yiannopoulos, con i partecipanti che si organizzavano su 4chan, Reddit e l’ancora più radicale 8chan.

Nello stesso anno avveniva su 4chan il più grosso leak di immagini private di star hollywoodiane in situazioni intime. Epstein condivideva pienamente con Bannon questo interesse per il gaming multiplayer online: nel maggio 2013 iniziò una lunga diatriba con Bobby Kotick, ex CEO di Activision Blizzard, suggerendo di usare gli oggetti virtuali e le valute in-game per “cooptare l'industria dei videogiochi esistente” e rimpiazzare l'educazione tradizionale, gamificando l'apprendimento per plasmare le nuove generazioni.

Di fatto ha facilitato il modello delle microtransazioni nel gaming, che sono ormai diventate la norma e spesso hanno ricadute simili alla ludopatia, ma alla luce degli ultimi fatti probabilmente il suo piano si estendeva oltre la mera speculazione: potere, controllo, coercizione. Kotick è stato successivamente al centro della controversia che alcuni hanno chiamato Blizzardgate.

Ovvero una serie di denunce per l’ambiente tossico e le molestie sessuali sistemiche avvenute in azienda durante la sua guida. Sempre su 4chan sono nati i Groyper, di cui si è parlato quando è stato assassinato Charlie Kirk, ma anche QAnon e le teorie del complotto più estreme tipo il Pizzagate.

Narrazioni indirizzate principalmente a demonizzare avversari politici e in particolare i movimenti progressisti. Per un certo periodo di tempo nessun democratico negli USA poteva prendere in braccio il nipote o il figlio senza che certi gruppi lo accusassero di comportamenti inappropriati a colpi di meme.

Nota a margine: nessuno della famiglia Biden, letteralmente massacrata dagli adepti Qanon, risulta nominato nei file rilasciati finora, neanche il tanto vituperato Hunter. Farebbe ridere il fatto che la fonte di tutte quelle teorie fosse qualcuno che realmente abusava minorenni e trafficava in prostituzione minorile.

E che i complottisti avevano ragione, solo che erano i loro stessi leader a essere dei predatori sessuali di minori. O almeno lo farebbe, se non fosse per il numero raggelante di vite distrutte.

Negli USA intanto il voto repubblicano nei giovani uomini è salito del 20% da quando queste operazioni sono state lanciate, e in Europa il trend è molto simile, con casi limite come la Germania dove AFD è molto vicina ad essere il primo partito tra i giovani maschi. AFD è stata supportata in maniera estremamente vocale da Elon Musk, che fino a poco fa si diceva pressoché estraneo alla rete di Epstein, arrivando al punto di denunciare la presenza di Trump nei file dopo il loro breve allontanamento seguito al fallimento del progetto DOGE.

In realtà i file lo descrivono come una presenza regolare nell’inbox di Epstein, arrivando a presentargli figure chiave nello sviluppo di quella che sarebbe diventata l’intelligenza artificiale generativa, come Demis Hassabis (CEO di Google DeepMind), tecnologia verso cui Epstein mostrò subito grande interesse. L’interesse per criptovalute e intelligenza artificiale L’IA al momento è uno degli strumenti più utilizzati dalla propaganda dell’estrema destra - ne abbiamo esempi sia in USA che in Italia con la Lega che fa un utilizzo massiccio di immagini fake di immigrati in situazioni violente completamente inventate - ed è stata accolta come una liberazione creativa dagli ambienti redpill e alt-right in generale.

Il caso delle prime due settimane di X del 2026, dove la piattaforma si è trasformata in una  fucina di pornografia deepfake anche minorile, stà lì ancora fresco a testimoniarlo. La saldatura tra misoginia, politica reazionaria e finanza tech deregolamentata non è una deduzione a posteriori.

Nell'ottobre 2017, due giorni dopo le rivelazioni del New Yorker su Harvey Weinstein, Michael Wolff mise in contatto formale Bannon ed Epstein. I due discussero esplicitamente di come utilizzare le criptovalute per finanziare una “coalizione populista/nazionalista” con un obiettivo preciso: “respingere il Time's Up (il movimento strutturato germinato dal #MeToo) per il prossimo decennio”.

Le criptovalute non erano solo speculazione, sembravano più il forziere di guerra contro i diritti civili e i movimenti progressisti. Non incidentalmente, quindi, Epstein ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita delle criptovalute investendo massicciamente nella Digital Currency Initiative del MIT Media Lab che è stata fondamentale nella crescita dei Bitcoin, come testimoniato da uno scambio di mail tra il miliardario e il fondatore del progetto Joichi Ito.

Epstein partecipò al round di finanziamento di Blockstream (una delle aziende leader nell'infrastruttura Bitcoin), portando il suo investimento da 50.000 a 500.000 dollari su richiesta di Ito. Al momento si stima che circa il 60% della ricchezza, ad esempio, di Donald Trump sia in criptovalute.

Le cripto, tra l’altro, sono uno dei temi più diffusi all’interno della manosfera nelle sottoculture grind/hustle. La rete di influenza sovranazionale I dettagli estratti dai file includono prove di una rete sociale di potere che coinvolge i vertici mondiali indirizzata sia alla crescita delle destre estreme negli USA ed in UE che, ovviamente, alla speculazione.

Nel 2010, Peter Mandelson (membro della Camera dei Lord, ex ministro del governo Brown, ambasciatore UK a Washington) inviò una mail a Jeffrey Epstein anticipando di 12 ore la notizia che l'Unione Europea avrebbe stanziato 500 miliardi di euro per salvare l'euro durante la crisi economica. Questo ha permesso a Epstein e ai suoi associati di speculare sui mercati con informazioni riservate.

Non è una cosa inusuale, è successo qualcosa di molto simile tra i repubblicani durante la prima ondata di dazi di Trump. È peculiare però la figura di Mandelson, che è stato l’eminenza grigia del New Labour e uno degli architetti della loro svolta centrista conservatrice ai tempi di Blair.

Si è recentemente dimesso perché nei file appare una sua foto in mutande insieme a una donna dal volto oscurato e la sua casa è stata soggetta a una perquisizione nei giorni scorsi. Lo ha seguito Morgan McSweeney, capo di gabinetto del governo in carica, che aveva raccomandato Mandelson come ambasciatore negli USA.

L’imbarazzo nell’aria intorno a Starmer, guarda caso anche lui erede della linea libcon di Blair, si taglia col coltello. Il Regno Unito era identificato come uno snodo centrale nella visione di Epstein e Bannon.

Epstein è stato il patron e lo stratega dietro The Movement, l'organizzazione di Bannon a Bruxelles lanciata con Nigel Farage e Laure Ferrari per unire i populismi europei, nata un anno dopo la Brexit. Al momento, Reform UK di Farage potrebbe essere il primo partito in UK.

Reform è sostenuta spesso dalla base dell'attivista suprematista bianco Tommy Robinson, la English Defence League, che Bannon in uno scambio di mail con Epstein definiva “la spina dorsale d’Inghilterra”. Robinson è finito nei guai spesso per crimini comuni, specie legati al suo passato di hooligan, e in un caso per oltraggio alla corte le sue spese legali sono state pagate da Elon Musk (che ne ripristinò l’account X - bannato per hate speech - subito dopo la sua acquisizione della piattaforma).

A settembre 2025 Robinson ha portato in piazza a Londra tra le 100 e le 150mila persone contro l’immigrazione, dedicando anche un tributo all’allora recentemente scomparso Charlie Kirk. Ha saputo dissimulare la sua ideologia suprematista in una chiave puramente islamofoba, questo di recente gli ha fatto guadagnare un invito in Israele e uno in Italia, quest'ultimo ovviamente a firma del solito Salvini.

Il 75% circa dei membri di EDL è sotto i 30 anni. All’80% maschi.

Regno Unito: la disinformazione dall’alto, le sommosse razziste e l’impressionante risposta della società civile per contrastarle Nel 2019 Steve Bannon ed Epstein erano in contatto mentre il primo dichiarava di cercare fondi per Salvini e Le Pen. L'obiettivo era raddoppiare i loro seggi al Parlamento Europeo per abbattere le legislazioni sulle criptovalute e sulla regolamentazione digitale.

In quel periodo scoppiò il caso del leghista Gianluca Savoini sui presunti finanziamenti russi alla Lega. In particolare Savoini aveva rapporti con Kostantin Malofeev, uno dei fondatori del movimento “International Organization for the Family”, che promuove valori ultra conservatori religiosi molto simili a quelli che si trovavano diffusamente nelle culture redpill, in board come /pol/ e generalmente in tutti gli ambienti neocon e di destra estrema.

La chiesa ortodossa russa sta mutuando parecchi argomenti chiave degli evangelici USA, del tutto organici ai MAGA, tanto da aver avuto un boom di conversioni in territorio statunitense, dove viene percepita come una “religione per uomini”. E sempre in tema di deregulation digitale sono riportate telefonate tra Epstein e l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak.

L’idea era mettere Barak in contatto con Peter Thiel, tra i fondatori di Paypal e soprattutto di Palantir, l'azienda che vende software di sorveglianza, riconoscimento facciale e IA a polizie e servizi segreti di tutto il mondo. Che tra le altre cose è molto pubblico nel suo disprezzo dell’Unione Europea, principalmente a causa delle regole sulla privacy che impattano negativamente sulle possibilità di applicazione delle tecnologie in questione e, va da sé, contro i movimenti progressisti in generale con una esplicita avversione all’idea stessa di democrazia.

Thiel fu uno degli architetti della bancarotta di Gawker Media, reo di aver pubblicato un articolo in cui rivelavano pubblicamente la sua omosessualità. Il suo riferimento ideologico è Curtis Yarvin, guru dell’alt-right di cui ha anche finanziato la startup Tlon Corp e delle cui idee sulla mascolinità tradizionale ed etnostato sono zeppi tutti i discorsi nei frame redpill/blackpill.

Barak invece è uno dei fondatori di Paragon Solutions, quelli del software che è stato usato per spiare alcuni giornalisti e attivisti italiani, tra cui il direttore di Fanpage Francesco Cancellato. Giovani soldati delle nuove oligarchie: l’eredità di Epstein Ci sarebbe molto altro da dire, tipo le 38mila citazioni di Donald Trump.

Oppure interrogarsi sul silenzio di JK Rowling riguardo alle rivelazioni del più grande abusatore di donne della storia moderna. Si è limitata a smentire le voci di suoi contatti con il miliardario e a usare il caso contro Starmer, che evidentemente secondo lei non è abbastanza transfobico (e lo è).

Sull’essere diventata di fatto per anni megafono per un movimento alimentato dalle idee di un predatore sessuale non si è però pronunciata. Ma navigare in questo mare di informazioni richiede una rotta precisa per non perdersi nella confusione che la strategia di rilascio dei file vuole molto probabilmente provocare.

Del resto stiamo parlando di informazioni per cui anni fa sarebbero caduti governi e teste, e ora se ne parla come fossero brutte storie di privati cittadini cattivi. Ma un quadro generale emerge con sufficiente precisione: da almeno quindici anni sembra davvero essere in atto un’operazione, finanziata dalle nuove oligarchie e strutturata in maniera estremamente efficiente, che mira a raccogliere il consenso di una demografia di giovani uomini vulnerabili e trasformarli in utili soldati per portare il voto a entità politiche di estrema destra.

Entità organiche agli interessi di quelle stesse élite economiche che tutta probabilità mirano allo smantellamento dell’Unione Europea allo scopo di rendere i vari stati membri più suscettibili alle influenze delle potenze di turno, meno regolamentati e più colonizzabili, come del resto la Brexit ha dimostrato in UK. Come dicevo all’inizio, avevamo visto le avvisaglie.

I pattern erano già piuttosto riconoscibili, in particolare per quanto riguardava le ingerenze russe, che erano generalmente più sfacciate anche per vantaggi tecnici (le infrastrutture necessarie per le operazioni di hacking e clickfarm a est sono molto più economiche), ma non avevamo ancora chiaro dove fosse posizionata la cabina di regia, o almeno una parte di essa, che aveva fatto crollare la diga della guerra culturale. Adesso lo sappiamo.

Era in buona parte un trafficante di esseri umani sionista amico di quasi tutti i potenti del mondo. E forse, per chi di dovere, sarebbe il caso di iniziare a non fare più finta di niente.

Immagine in anteprima: frame video CBS News via YouTube

Articoli simili