Cultura
Biografia e filmografia di Mira Nair
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La biografia e la filmografia di Mira Nair, una delle più grandi registe indiane del 21esimo secolo Biografia di Mira Nair: gli inizi Mira Nair nacque il 15 ottobre 1957 a Rourkela, sobborgo dell’odierna Odisha, nell’India orientale da una famiglia di etnia Punjabi-indù. Essendo la figlia più piccola, nonché l’unica femmina, sviluppò un rapporto molto particolare con il padre fatto spesso e volentieri di contrasti, ma, proprio in quanto donna le venne paradossalmente garantita maggior libertà nel scegliere una carriera che fosse davvero adatta a lei.
Mira Nair sarà anche una delle protagoniste della guida di Medio Oriente e Dintorni all’Artigiano in Fiera Dopo essersi laureata in sociologia all’università di Delhi, la giovane Mira Nair fece le prime esperienze nel mondo della recitazione attraverso il teatro, collaborando con figure di spicco quali Barry John e Sudhindra Sincar. Dopo aver rifiutato una borsa di studio a Cambridge, nel 1976 proseguì i suoi studi all’Università di Harvard, dove continuò a dedicarsi al mondo della recitazione, sviluppandolo ulteriormente.
Gli esordi da regista Fra il 1978 ed il 1979 produsse il suo primo girato: Jama Masjid Street Journal, opera di 18 minuti in cui aveva libere conversazioni con la comunità musulmana di Nuova Delhi; tale opera fu parte della sua tesi di laurea e segnò un vero e proprio apripista per lei nel mondo della documentaristica.
Non a caso nel 1982 produsse il suo secondo documentario: So Far from India, un girato di 52 minuti che analizza l’alienazione di un migrante indiano dalla propria famiglia, dal proprio paese e da sé stesso.
I primi successi Nel 1985, nello specifico, uscì India Cabaret, pellicola in cui si analizza l’oggettificazione delle sex workers di Bombay dal punto di vista dell’uomo indiano. Pur ricevendo moltissime critiche tanto dal mondo femminista tanto da quello più conservatore, il documentario si rivelò un piccolo successo a livello di festival, portando Mira Nair alla seconda pellicola:
Children of Desidered Sex (1987). In quest’ultima viene analizzato il ruolo della amniocentesi nel determinare il futuro sesso del nascituro, con tutte le complicazioni del caso nel momento in cui si scoprisse che quest’ultimo è di sesso femminile.
Nello stesso anno iniziò la sua collaborazione con Sooni Taraporevala che la porterà a scrivere e dirigere il suo primo film: Salaam Bombay!, in cui analizza e racconta la vita dei bambini delle strade di Bombay; il film si rivelò un’incredibile successo, dando un ulteriore slancio alla sua carriera.
L’incontro con Mahmood Mamdani Nel 1991 proseguì la sua collaborazione con Sooni Taraporevala realizzando Mississippi Masala, love-story con protagonista Denzel Washington che racconta la sorte e le difficoltà degli indo-ugandesi, espulsi da Idi Amin Dada dal 1972. Fu proprio durante la sua produzione che incontrò Mahmood Mamdani, brillante intellettuale che intervistò personalmente e che divenne poi il suo secondo marito (il primo fu Mitch Epstein dal 1981 al 1989); proprio da tale unione venne poi alla luce Zohran Mamdani, attuale sindaco di New York.
Riconoscimento internazionale Dopo due film che non ottennero il successo sperato (The Perez Family (1995) e Kama Sutra: A Tale of Love (1996)), nel 2001 tornò alla ribalta con Monsoon Wedding, film che analizzava le dinamiche ed i problemi all’interno dell’alta borghesia punjabi; l’opera si rivelò un grande successo, tanto da vincere anche un Leone d’Oro a Venezia, diventando la prima regista ad ottenere tale riconoscimento.
Dopo quest’ultimo girò Hysterical Blindness per la HBO con Uma Thurman, riuscendole a farle ottenere un Golden Globe per l’interpretazione; a questo seguì nel 2004 Vanity Fair, consolidando ancora di più il suo status; a riprova di ciò, nel 2005 le venne offerta la direzione di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice“, che però rifiutò poiché convinta dal figlio a girare The Namesake, basato sull’opera della premio Pulitzer Jhumpa Lahiri. L’opera racconta delle difficoltà di una famiglia bengalese ad ambientarsi all’anima di New York e con gli occhi di oggi non sorprende che sia stato proprio il figlio ad insistere tanto.
Il Fondamentalista Riluttante e gli ultimi film Nel 2008 diresse Amelia, basato sulla storia dell’aviatrice americana Amelia Earhart con Richard Gere ed Hilary Swank, mentre nel 2012 vide la luce Il fondamentalista Riluttante, uno dei miei film preferiti di sempre, ispirato all’omonima opera semi-autobiografica del grande scrittore pakistano Mohsin Hamid. Pur non ottenendo un incredibile successo al botteghino, l’opera è ricordata ancora oggi per via del suo profondo significato e per aver lanciato definitivamente l’attore Riz Ahmed.
Nel 2016 girò il suo (ad oggi) ultimo film: Queen of Katwe, con protagonista Lupita Nyong’o; una curiosità fra gli extra di tale pellicola appare anche il figlio nelle vesti di Young Cardamom.
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