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Santan-chi? Dialogo in sala mensa
Piero arrivava sempre per primo in mensa. Anni prima, il medico in fabbrica gli aveva diagnosticato, dopo la spirometria, una Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva e lo aveva fatto allontanare dalla sala mescole.
Ora lavorava nell’ufficio logistica, si occupava di scarico e carico bolle, controllo spedizioni. Mattia, suo amico da più di vent’anni, invece era ancora al Banbury (mescolatore a rotoli della gomma) a scaricare mescole.
Gli spiaceva non lavorare più insieme a lui ma l’odore di gomma e resina, il calore che emanava il Banbury, la polvere di Nerofumo che andava dappertutto nonostante la tuta, mascherine e guanti non li rimpiangeva proprio. Piero aveva posato sul tavolo il piatto di lasagne per lui e per l’amico.
Mattia sarebbe entrato a breve dalla porta anteriore della mensa, dopo la doccia obbligatoria successiva al turno in sala mescole, con i capelli bagnati ed arruffati, col suo fisico imponente e buono, con la testa penzoloni e con gli occhi bassi che non ti guardavano mai. «Allora com’ è?», chiese Piero «Lascia stare … anche oggi la gomma si è bruciata (era il fenomeno chiamato Scorching, quando la gomma comincia a vulcanizzare, a indurirsi ) e dentro a tagliarla a pezzi … un caldo bestiale». «Eh cacchio, ma la manutenzione lavora o no?». Piero sapeva perfettamente che lavoro fosse tagliare la gomma con i coltelli, anche con quelli pneumatici «Vai a vedere il Toro domenica Matti?». «No … mio figlio va a fare una gita sabato con la scuola … costa quaranta euro.
Dunque gita o Toro … andrò giù al bar a vederla». Mattia aveva già finito le lasagne e Piero sapeva che si sarebbe andato a prendere un altro piatto. «Hai sentito che casino è successo dopo il Referendum?». «No, cosa è successo?», chiese Mattia con gli occhi sempre in basso. «Sai che la Meloni aveva già licenziato quei due … quello lì che si era messo in società con gente mafiosa e quella che urlava contro i magistrati». «Mi passi il formaggio?». «Tieni … beh, oggi ha licenziato la Santanchè!». «Santan-chi?», chiese Mattia. «La Santanchè dai!!
Quella con la puzza sotto il naso, che fa quei video sui social dove beve l’aperitivo sulle spiagge tutte fighe, che fa vedere tutta la tavolata bella imbandita di casa per Natale … dai la Ministra di … boh non mi ricordo più ministra di che cosa. Ma insomma quella lì, quella delle borsette da 30.000 euro». «Oh Piero !!??», Mattia sbatté sul tavolo un vecchio Nokia 1100. «Te lo ricordi che la Marisa si era dimenticata in lavatrice il mio Samsung o no?
Non ce l’ho da spendere trecento euro per uno nuovo, neanche rigenerato, e allora ho messo la Sim nel vecchio Nokia. Sì forse me la ricordo, non so … ma insomma tutto sto casino perché ha vinto il NO al referendum?» «Boh penso di sì, Matti». «Cacchio allora dovevo andare a votare!
Se il No vinceva ancora con più voti la romana forse ne licenziava ancora di più! Cristo!!
Se penso al culo che mi sono fatto oggi a tagliare tutta quella gomma e li pago anche io questi qui! E per che cosa?
Per le borsette?». «Matti sei uno, come si dice, un qualunque no scusa … un qualunquista!». «E cosa vuol dire?». «Aspetta che chiedo all’Intelligenza Artificiale». E Piero lesse:
Il termine qualunquista indica una persona che ha un atteggiamento superficiale o disinteressato verso la politica e i problemi sociali tende a pensare che “tanto sono tutti uguali” (soprattutto politici o istituzioni) evita di prendere posizione o impegnarsi davvero. Esempio:
“Non voto perché tanto non cambia niente”, questo è un atteggiamento qualunquista. «E allora? Non è così Piero?
Cosa devo pensare secondo te? Che non sono tutti uguali giù a Roma?
Oh Piero! Guadagno 1624 euro netti al mese, scarico mescole quando il banbury le brucia, devo pagare un affitto, Mario ha 17 anni e cresce.
Mi ha detto che vuol fare l’Università dopo, Marisa stira e fa pulizie tra i vicini e prende in nero qualcosa, tutte le spese … Durante le vacanze o stiamo a Torino o andiamo in giornata a Monforte D’Alba dai cugini di Marisa, ti sembra che questi facciano qualcosa per me o per te? Per me li potrebbero licenziare tutti!
Tanto cosa cambierebbe? Lo Stato guarda che va avanti lo stesso … E poi sai quanto mi fanno incavolare, i soldi che prendono … Guarda che sono i nostri soldi e io non glieli voglio dare più!
Che facciano un referendum al mese, vado a votare NO ogni volta!». Mattia aveva detto tutto d’un fiato, come al solito con gli occhi bassi e senza guardare mai Piero. «Ho sentito che forse fanno fuori anche il Nordio, quello, il ministro della Giustizia», disse dopo un po’. «Quello l’ho visto in TV, Piero, è quello col faccione … Mi sta simpatico quello, parla come una cantilena e sembra un ubbriaco uscito dall’osteria». «Eh si, è famoso per lo spritz lui!». «Ah beh!», disse Mattia, «allora al prossimo referendum voto No cosi lo licenziano anche a lui e al suo spritz».
Si alzarono entrambi, Piero andò in direzione della porta che dava agli uffici, Mattia verso l’altra porta, quella dei fine turno. «Pierooo», urlò nella sala Mattia, «com’è che si chiama quella lì delle borsette?». Stavolta Mattia lo stava guardando negli occhi, fisso.
Piero ci pensò un attimo, poi sorridendo rispose: «si chiama Santanchì, Matti, Santan-chì!». Carlo Perinetti The post Santan-chi?
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