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Politica

Gli “agenti” dell’Ice a Cortina, Piantedosi come Pilato se ne lava le mani e per la nostra polizia invoca l’impunità

Domenica 25 gennaio 2026 ore 18:51 Fonte: Strisciarossa
Gli “agenti” dell’Ice a Cortina, Piantedosi come Pilato se ne lava le mani e per la nostra polizia invoca l’impunità
Strisciarossa

Il ministro Piantedosi di frequente parla, ma forse non vede e non sente. Salito a Roccaraso per il meeting della Lega, incurante delle notizie che giungevano dalle coste italiane di naufragi nella tempesta e di decine se non di centinaia di migranti annegati, si vantava di come il suo governo avesse fermato gli sbarchi.

Non una parola, non un’ombra di commozione e di pena per la sorte di quei disgraziati. Applausi, naturalmente.

Anticipando qualcosa relativamente al decreto sicurezza e alla fretta di giungere alla sua approvazione, immobile nell’espressione severa e corrucciata, ha confermato la presenza della norma sulla non iscrizione di poliziotti e carabinieri nel registro di indagati, spiegando: “Noi dobbiamo invertire alcuni ambiti culturali.

Va bene incrementare le attività di controllo sul territorio, ma va ripristinato un senso di autorità e di presunzione di liceità delle forze di polizia… Troppo a lungo l’azione dei pubblici poteri e soprattutto delle forze di polizia sono state presentate come illecite”. Minneapolis, agenti dell’Ice uccidono l’infermiere Alex Pretti che li stava filmando e cercava di difendere due donne Sottinteso un monito per i magistrati: non disturbate il governo.

Siamo in campagna referendaria. Ma Piantedosi accanto a Salvini chiamava in causa anche le “forze di polizia” e così verrebbe da porsi la domanda: viene prima Donald o arriva prima, nel suo piccolo, Piantedosi con la sua “presunzione di liceità”, in parole povere “puoi fare quello che vuoi”?

Perché Donald l’impunità per i suoi sgherri, capeggiati da un neonazista in trench hitleriano e saluto a braccio teso in stile (anche qui torna la domanda: viene prima Bovino, italo-americano, ahinoi, o è arrivato prima Galeazzo Bignami mascherato da SS?), l’ha messa in pratica a Minneapolis, schierando due o tremila incappucciati dei venti o trentamila del suo esercito privato, mentre Piantedosi sta ancora legiferando (ai danni peraltro di un corpo legittimo dello Stato, che ha pure tante medaglie nella sua storia). Bando ai primati.

C’è il rischio che il confronto tra Donald e Piantedosi conosca la sua tappa in Italia per le vicine Olimpiadi della neve Milano-Cortina, perché si è scoperto, leggendo il Fatto Quotidiano, che a “proteggere” gli atleti statunitensi, a proteggere lo slalom di Lindsay Vonn, sbarcherebbero in Italia proprio gli affiliati della famigerata Ice, Immigration and Customs Enforcement. Che peraltro già dispone dei propri uffici a Roma, uffici che ospiterebbero la fonte segreta del Fatto.

“Non vedo, non sento ma parlo” Roma Camera dei deputati Question Time con il ministro Matteo Piantedosi Vero o falso? Oggi si potrebbero chiamare in causa le fake news… Ma il ministro avrebbe l’obbligo di chiarire e, invece nel rispetto della consegna “non vedo, non sento, ma parlo”, Piantedosi si è trincerato dietro il classico, consolante e… irresponsabile “non mi risulta”.

Ascoltiamolo: “Premesso che al momento non ci risulta in questa fase, ma anche se fosse, le delegazioni straniere all’interno del loro ordinamento scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse.

Non vedo quale problema ci sia”. Precisando poi rassicurante:

“È da escludersi categoricamente che operatori al servizio di delegazioni straniere – Usa o di altri Paesi – possano svolgere attività di polizia o similari sul nostro territorio, tantomeno se relative al contrasto dell’immigrazione. Chi, facendo politica nelle istituzioni, non conosce queste regole basilari e afferma il contrario, è incompetente o in malafede”.

Insomma Piantedosi non sa e comunque, anche se fosse, che cosa ci sarebbe di male e chi critica “è incompetente o in malafede”. Del resto, in nome della nostra amicizia con Donald, si potrebbe sempre chiudere un occhio.

C’è da sperare che quelli del battaglione Azov o gli altri delle brigate Wagner non colgano la palla al balzo e si presentino a Cortina per le loro meritate vacanze sulla neve, insieme magari con qualche baldo giovane israeliano dell’Idf (qualcuno tra quelli che hanno già conosciuto il mare e il sole della Sardegna). Il brutto di questa vicenda è che si debba sospettare l’approdo in Italia di questi figuri, che si possono ormai dichiarare pluriassassini e che, magari scorrendo facebook o qualche altro social, si debbano leggere parole di incoraggiamento e che né il ministro né altri smentiscano.

A questo siamo arrivati. Come se le immagini, che si sono moltiplicate ormai, di violenza (di gruppo, ovviamente) contro inermi cittadini e di morte non significassero nulla.

Come se le figure dei bambini, due anni, cinque anni, “arrestati”, non ci ricordassero la foto di quei loro coetanei che mostrano il numero tatuato sul braccio dietro il filo spinato di Auschwitz. Prendiamo atto: siamo alle prese con un ministro e con un governo “ai quali non risulta”.

Gente seria risponderebbe: “sì” oppure “no”. Piantedosi recita la parte di Ponzio Pilato: se ne lava le mani, decida Trump chi mandare in Italia.

Forse perché non lo sa e in questo caso sarebbe davvero una figuraccia. Forse lo sa, ma preferisce far finta di niente, tanto non vede “quale sia il problema”.

Non capisce che di mezzo ci sono la nostra sovranità e pure la nostra libertà di protesta e, per lui e per il governo, pure la lealtà nei nostri confronti. Avrebbe il dovere di reagire o almeno di essere chiaro.

Senza dimenticare che nel paese di Trump e dell’Ice visse un tempo un originale filosofo che insegnò la “disubbidienza civile”: anche se Donald fosse già il padrone del mondo. In attesa del Nobel, assegnatogli dalla Meloni.

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