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Cultura

Paolo Crepet: la psiche nell’arena mediatica tra divulgazione, viralità e conflitto

Lunedì 26 gennaio 2026 ore 23:28 Fonte: ReWriters
Paolo Crepet: la psiche nell’arena mediatica tra divulgazione, viralità e conflitto
ReWriters

Paolo Crepet è una delle figure più riconoscibili del panorama intellettuale italiano contemporaneo. Psichiatra, sociologo e scrittore, formatosi tra l’Italia e l’estero, Crepet ha costruito una carriera che parte dalla pratica clinica e dalla ricerca per approdare progressivamente allo spazio pubblico.

Fin dagli anni Novanta, la sua voce si è fatta presente nel dibattito culturale attraverso libri, conferenze e interventi televisivi, fino a diventare oggi un personaggio capace di raccogliere complessivamente circa un milione di follower sui social network. La sua traiettoria riflette un mutamento profondo del ruolo dello specialista: da esperto che opera in contesti riservati a intellettuale pubblico chiamato a interpretare ansie, paure e trasformazioni della società contemporanea.

In questo passaggio, la psichiatria e la psicoanalisi cessano di essere saperi confinati all’ambito terapeutico e diventano strumenti di lettura collettiva del presente. La comunicazione di Crepet: tra provocazione e approfondimento ll metodo comunicativo di Paolo Crepet si fonda su un linguaggio diretto, talvolta assertivo e provocatorio, che si presta efficacemente ai tempi rapidi della televisione e dei social media.

Tuttavia, ridurre il suo successo a una mera semplificazione sarebbe parziale. Accanto alla forza dell’affermazione netta, Crepet insiste costantemente su valori che vanno in controtendenza rispetto alla società dell’iper-connessione: la lentezza, il silenzio, l’approfondimento, il diritto di sbagliare.

Nei suoi interventi, l’errore non è patologizzato ma rivendicato come esperienza formativa essenziale, soprattutto nel processo di crescita individuale. In questo senso, la sua comunicazione si muove in una tensione interessante: utilizza media veloci per promuovere contenuti che invitano a rallentare.

Come direbbe Marshall McLuhan, il medium resta potente, ma Crepet tenta di “resistere” al suo determinismo, proponendo un pensiero che richiede tempo, ascolto e riflessione, riaffermando una dimensione umanistica della psichiatria spesso assente nel discorso pubblico digitale. Paolo Crepet, tra psichiatrìa e società dell’informazione L’enorme successo mediatico di Crepet si inserisce pienamente nella società dell’informazione, in cui il sapere diventa contenuto, opinione, talvolta intrattenimento.

Secondo Neil Postman, il rischio è che anche i saperi più delicati vengano assorbiti dalla logica dello spettacolo. La psiche, con le sue fragilità, diventa così oggetto di consumo discorsivo: video brevi, frasi virali, interventi polarizzanti.

In questo senso, la divulgazione psicologica online si muove su un crinale fragile: da un lato favorisce l’accesso a temi un tempo stigmatizzati, dall’altro rischia di banalizzare il dolore psichico e di trasformarlo in categoria morale o sociologica. Crepet incarna perfettamente questa tensione: è al tempo stesso un divulgatore che porta la salute mentale al centro del dibattito pubblico e un interprete che si muove entro le logiche della visibilità, dell’attenzione e della viralità.

Paolo Crepet during PAOLO CREPET - PRENDETEVI LA LUNA. UN DIALOGO TRA GENERAZIONI, News in Verona, Italy, March 11 2024 Paolo Crepet: controversie, critiche e il conflitto del discorso pubblico Proprio per questo, la figura di Paolo Crepet è stata spesso al centro di controversie.

Le critiche principali riguardano il tono giudicante di alcune sue affermazioni, la generalizzazione di problematiche complesse e il rischio di stigmatizzazione, soprattutto quando il discorso psichiatrico viene applicato a categorie sociali ampie come giovani, famiglie o nuove generazioni. In termini habermasiani, il suo intervento nel dibattito pubblico mostra i limiti di una comunicazione che privilegia l’impatto sull’argomentazione dialogica.

Allo stesso tempo, però, è proprio questa esposizione al conflitto che rende Crepet una figura centrale della sfera pubblica contemporanea: un intellettuale che accetta la logica dello scontro mediatico pur di mantenere visibile il tema della sofferenza psichica. La sua parabola solleva una domanda cruciale per il nostro tempo: fino a che punto la divulgazione psicologica può adattarsi ai media senza tradire la fragilità dell’oggetto di cui parla?

Infine, vi invito a leggere un articolo che ho scritto sul tema della psicoterapia online. Un testo che approfondisce ulteriormente l'ambito della salute mentale come argomento mainstream, mostrando aspetti positivi e negativi.

Aggiungo come consiglio l'ultimo libro di Paolo Crepet Il reato di pensare (Mondadori, 2025). The post Paolo Crepet: la psiche nell’arena mediatica tra divulgazione, viralità e conflitto appeared first on ReWriters.

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