Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Cultura

May McGee e il diritto di vivere

Sabato 7 febbraio 2026 ore 02:16 Fonte: ReWriters
May McGee e il diritto di vivere
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May McGee nacque in Irlanda nel 1944. All’inizio degli anni ’70 era una giovane sposa con già quattro figli.

Le gravidanze erano state molto complicate, la donna aveva subito una grave trombosi cerebrale e un ictus seguito da una paralisi temporanea. Il medico disse chiaramente che la donna non sarebbe sopravvissuta a un’altra gravidanza.

Prescrisse quindi l’uso di un diaframma con gel spermicida, pur sapendo che dal 1935 in Irlanda i contraccettivi erano vietati; May e suo marito Shay cercarono di acquistarli dal Regno Unito, ma il pacco venne intercettato dalla Dogana e sequestrato.

La coppia fu minacciata di ripercussioni legali in caso ci avesse riprovato. May McGee e l'Irlanda cattolica Nell’Irlanda di quegli anni il divorzio era illegale, l’aborto un abominio e la contraccezione un crimine.

May McGee decise di sfidare il sistema. «Ero furiosa all’idea che qualcuno nel governo potesse decidere come vivere la mia vita», disse anni dopo. «Non mi sarei tirata indietro». Con il supporto del medico e dell’Irish Family Planning Association, i McGee citarono in giudizio lo Stato, sostenendo che il divieto violava il diritto alla privacy e all’autonomia familiare.

Nel 1971, l’Alta Corte respinse la causa e i McGee ricorsero alla Corte Suprema. La coppia riteneva che fosse inconcepibile che lo Stato si arrogasse il diritto di obbligare una donna a rischiare la vita.

La svolta In aula, chiesero a Shay cosa pensasse dell’uso dei contraccettivi nel chiaro tentativo di metterlo in imbarazzo davanti al rigido giudizio dei presenti, persone per cui la morale aveva più valore della vita di sua moglie. L’uomo rispose con parole inaspettate: «Preferisco vederla usare un contraccettivo piuttosto che portarle fiori sulla tomba».

Il 19 dicembre 1973, la Corte Suprema votò 4 a 1 a favore dei McGee, riconoscendo il diritto delle coppie sposate a prendere decisioni in autonomia sulle faccende private. La settimana dopo la sentenza, May e Shay andarono come sempre a Messa senza immaginarsi che il prete li avrebbe attaccati dal pulpito definendoli peccatori.

I due si alzarono e se ne andarono, senza mai più ritornare in chiesa. May agì così perché credeva che nessuna donna dovesse scegliere tra la vita e la fede.

Quella sentenza fu considerata «la più importante della storia moderna d’Irlanda» perché diede il via al cambiamento, lento ma costante; nel 1979 finalmente fu consentita la vendita dei contraccettivi dietro prescrizione medica e, solo nel 1985, il diritto fu esteso alle coppie non sposate. Servirono altri 8 anni affinché ogni restrizione fosse eliminata.

Nel 2018 in Irlanda vi fu un referendum sull’aborto, cosa inconcepibile fino a pochi anni prima! May visse una vita tranquilla, lontana dai riflettori, una vita che, nel suo piccolo, ebbe un’influenza grande sul suo paese cambiandolo definitivamente.

Nella sua città natale di Skerries, nella contea di Dublino è stato dedicato un mosaico in suo onore, in memoria di quel gesto inaspettato che ha cambiato la visione ristretta degli irlandesi. Esattamente un anno fa May McGee ci ha lasciato.

Per chi volesse informarsi sulle lotte femministe e per i diritti riproduttivi, lascio questo link. The post May McGee e il diritto di vivere appeared first on ReWriters.

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