Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Cultura

Simbologia del cavallo nel mondo islamico

Venerdì 30 gennaio 2026 ore 12:21 Fonte: Medio Oriente e Dintorni
Simbologia del cavallo nel mondo islamico
Medio Oriente e Dintorni

Storia e simbologia del cavallo nel mondo arabo, turco e persiano, dalle origini fino ai giorni nostri Un passo indietro nella storia del cavallo Per comprendere appieno l’importanza del cavallo e la sua simbologia bisogna fare un salto indietro nella Storia e tornare a quando ancora il cavallo non era domesticato, epoca in cui si affermarono le prime popolazioni a sviluppare una profonda connessione con questi animali: i popoli turchi dell’Asia centrale. Fu infatti proprio in questi territori che intorno al 3500 a.C. iniziò la prima vera e propria domesticazione del cavallo, processo completatosi solo nel 3000/2500 a.C..

In territori così vasti, piani e spogli, il cavallo (insieme al cane) si rivelò fin da subito un elemento imprescindibile della cultura nomade, andandone in un certo qual modo a definirne l’essenza per buona parte della sua storia. Simbolismo delle steppe Non è un caso se le prime simbologie si legarono proprio qui, andando a collegare direttamente il cavallo al prestigio ed alla fama dell’eroe, facendone spesso e volentieri un vero e proprio prolungamento della sua figura.

Avendo questi popoli la tradizione di seppellire i propri morti insieme alle loro ricchezze, il cavallo divenne poi anche sinonimo del viaggio fra terreno ed ultraterreno, andando a sviluppare un immaginario si collegherà poi direttamente a quello puramente islamico tramite la figura di Buraq, il cavallo mistico che porterà poi Muhammad (pbsl) a compiere il Miraj. Passaggio in Persia Con il successivo exploit di imperi nomadi, in primis quello degli Sciti, la simbologia del cavallo si diffuse anche nei centri abitati, specialmente in quelli persiani, andando a dotare questo animale di nuove sfumature e significato.

Fu infatti proprio con il suo inserimento nell’Avesta, il testo sacro degli Zoroastriani, che quest’ultimo riuscì ad affermarsi non solo più come “mero compagno dei nomadi”, ma divenne un simbolo regale trasversale, con collegamenti precisi e codificati a livello spirituale. Proprio in virtù di tale prestigio raggiunto, da quel momento in avanti il cavallo si trasformò in qualcosa di essenziale ed imprescindibile per ogni eroe ed uomo che si rispetti, elementi che verranno poi ripresi fortemente dalla cultura turco-ottomana.

Dall’Islam in avanti Il cavallo era già presente da secoli all’interno della cultura del mondo arabo, ma con l’arrivo della Rivelazione coranica quest’ultimo subì un evoluzione simbolica simile a quella avvenuta tempo prima nel mondo turco e persiano, seppur con alcune precise differenze; mentre in alcune zone della Antica Persia e dell’Asia centrale quest’ultimo è stato talvolta anche l’unico mezzo di trasporto per gli eroi e nella vita quotidiana, il cavallo nel mondo arabo è associato soprattutto a battaglie ed in generale per brevi distanze (per quelle più lunghe è stato sempre preferito il dromedario) e ciò si vede molto bene nell’immaginario successivo. Il cavallo diventa infatti viene legato sempre di più a significati eroici e di difesa, esulando dai compiti comuni e legandosi soprattutto alla nobiltà morale ed alla difesa della comunità; non è un caso che di lì a poco si svilupperà il concetto di Furusiyya, una sorta di “cavalleria” tipica del mondo arabo-islamico che lega l’essere cavaliere anche a precise virtù morali ed etiche.

Gli ottomani ed il dilemma dei giannizzeri Secondo alcuni pensatori contemporanei, la nascita dell’idea del Devşirme ottomano è in un qualche modo connessa alla figura del cavallo. Come abbiamo visto, nella cultura delle steppe gli uomini liberi sono tutti cavalieri, mentre la fanteria era sempre relegata a schiavi o mercenari; quando i primi turchi si convertono all’Islam ed espandere i loro territori, però, iniziano a sorgere dei problemi.

La fanteria diventa infatti un elemento sempre più centrale nei propri eserciti, ma allo stesso tempo la legge coranica prevede che la difesa dello stato va affidata a musulmani; da qui i primi tentativi di far convergere le due idee: da un lato servono schiavi poiché nessun uomo libero accetterebbe mai di servire nella fanteria, dall’altro però è necessario che quest’ultimo sia musulmano e da qui l’idea di prendere degli schiavi, convertirli e farli servire in tale corpo. Va detto che tale teoria è valida solo se la si guarda in un periodo di “pre-Devşirme”, poiché con il passare del tempo l’aspetto che prevalse fu più la fedeltà al sultano che una mera questione di far convivere due idee, tanto che i giannizzeri diventeranno per secoli il corpo scelto sotto il comando esclusivo del sovrano.

Il cavallo oggi Come in buona parte del mondo, l’arrivo dei moderni mezzi di locomozione ha de facto tolto i cavalli dalla scena quotidiana, mantenendoli però all’interno del mondo simbolico ed agonistico; quest’ultimo in particolare è diviso in due filoni: quello delle corse “classiche”, diffuse soprattutto nel mondo arabo, e quello del Buzkashi/Kok Boru. Quest’ultimo è uno sport ancestrale diffuso soprattutto nel mondo turco ed in Asia centrale (Afghanistan incluso) nel quale 2 squadre di cavalieri hanno l’obbiettivo di lanciare una carcassa di capra all’interno di un anello in modo da segnare dei punti; tale sport è ancora molto diffuso e praticato, tanto che l’ex presidente afghano Hamid Karzai ne era un grande giocatore e sostenitore.

Oltre a questo va assolutamente citata la Fantasia, un’esibizione tipica di tutto il Maghreb ed in particolare del Marocco che ancora oggi è assoluta protagonista nei momenti più importanti della vita del Maghreb rurale. Seguimi su facebook, Spotify, YouTube e Instagram, oppure iscriviti sul canale Telegram o alla newsletter (esce il 7 di ogni mese); trovi tutti i link in un unico posto: qui.

Ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e mi aiuta a dedicarmi sempre di più alla mia passione: raccontare il Medio Oriente ed il “mondo islamico” The post Simbologia del cavallo nel mondo islamico appeared first on Medio Oriente e Dintorni.

Articoli simili