Giovedì 9 aprile 2026 ore 08:58

Cultura

Il tempo: valore da non sprecare con inutili paure, dialogo con Stefania Porrino

Sabato 7 marzo 2026 ore 23:00 Fonte: ReWriters
Il tempo: valore da non sprecare con inutili paure, dialogo con Stefania Porrino
ReWriters

Dopo il successo del 2025 torna in scena lo spettacolo "Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?)" al Teatro di Documenti di Roma dal 13 Marzo. Ne parliamo con Stefania Porrino autrice e regista del progetto.

Con Giulio Farnese, Nunzia Greco, Evelina Nazzari, Rosario Tronnolone, Carla Kaamini Carretti "Quando verrà la fin di vita (e questa storia è già finita?)" . Dopo il debutto dello scorso anno, quale aspetto dello spettacolo colpisce maggiormente il pubblico?

Dipende molto dalle fasce d’età: le persone più avanti negli anni tendono ad identificarsi con i due protagonisti più maturi, si riconoscono nelle loro ansie, nel loro bisogno di controllo rispetto alle incertezze del futuro ma anche nel loro tentativo di sdrammatizzare e di ironizzare su paure e paranoie che appartengono un po’ a tutti. Ai più giovani incuriosisce di più il discorso parallelo che riguarda la possibilità che ciascuno di noi veramente ha di decidere della propria vita, o quanto sia invece il destino a decidere per noi e soprattutto in che cosa consista il cosiddetto “destino”.

Indagando sul tema della vecchiaia e di ciò che avviene dopo la morte, che tipo di riflessioni sono scaturite? La “morale della favola” è un invito a vivere il presente con fiducia, senza troppa paura e senza sprecare il proprio tempo nell’inutile presunzione di difendersi da ogni pericolo.

E, per il misterioso futuro che ci attende, coltivare la ragionevole speranza che tutta questa ricchezza di vita che ciascuno di noi rappresenta faccia parte in modo indistruttibile di un unico organismo vivente in cui la morte rappresenti soltanto un interessante cambiamento di stato verso un nuovo modo di esistere. Non solo...si intreccia anche la trama di un giallo...come sei riuscita a coniugare questi linguaggi?

Mi ha sempre interessato la commistione dei generi e dei linguaggi. In questo caso si tratta di aver intrecciato un giallo psicologico, più realistico, con un giallo filosofico, più astratto.

Da una parte infatti c’è la storia di Virgilio e Beatrice, due maturi coniugi senza figli, checercano di esorcizzare la paura della vecchiaia e della morte pianificando nel miglior modo possibile l’ultima fase della loro vita e affidandosi a Pia, una governante-badante che costituirà l’elemento decisivo per l’epilogo del giallo convenzionale. Dall’altra si muovono Vir e Bea, i veri autori della storia di Virgilio e Beatrice: la loro stessa coscienza immateriale che agisce fuori dal tempo.

Il vero giallo – quello filosofico – consiste appunto nel capire quale rapporto lega Virgilio a Vir e Beatrice a Bea. Nella vita di Stefania Porrino la musica ha giocato un ruolo importante...e nella vita di questo testo?

Sono figlia di un compositore di musica classica, sono diplomata in pianoforte, ho insegnato per 32 anni in Conservatorio e la musica ha spesso avuto un ruolo importante nell’ideazione dei miei testi teatrali (alcuni titoli di altri miei lavori: Invenzione a tre voci, Il Rondò del Caffè Ristoro, Presto, prestissimo) e nella realizzazione delle mie regie.

Questa volta ho voluto creare un ambiente sonoro che sottolineasse la differenza tra i due piani in cui si svolge l’azione scenica: per la storia reale, dove dominano le passioni, ho scelto le musiche del Rigoletto di Verdi, appositamente trascritte da Tancredi Rossi Porrino, per un insieme da camera, mentre come ambientazione della dimensione ultraterrena-filosofica ho scelto una musica che parli più alla mente che al cuore: l’invenzione a due voci n. 4 di Bach. Il contrasto così evidente tra questi due generi di musica mi ha molto aiutato a creare la differenza tra i due ambienti in cui si muovono le due coppie di protagonisti.

Il cast del 2025 si è rivelato vincente...quest'anno è cambiato qualcosa? Squadra che vince non si cambia!

Lavoro con gli attori della Compagnia del Mutamento (Giulio Farnese, Nunzia Greco, Evelina Nazzari, Alessandro Pala e Carla Kaamini Carretti)  dal 2017; più recentemente sono entrati a far parte della Compagnia anche Rosario Tronnolone e Silvia Montobbio e questo è il secondo testo che ho scritto appositamente per questi attori. C’è ormai tra noi un grande affiatamento che credo dia i suoi frutti in scena nella costruzione dei personaggi e nel loro essere in relazione tra loro, comunicandosi positivamente anche al pubblico.

E ora sto già pensando al prossimo spettacolo da mettere in scena ancora una volta insieme! The post Il tempo: valore da non sprecare con inutili paure, dialogo con Stefania Porrino appeared first on ReWriters.

Articoli simili