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Il calcio tra capitalismo selvaggio e dentisti che non conoscono la cura

Venerdì 10 aprile 2026 ore 06:42 Fonte: Valori
Il calcio tra capitalismo selvaggio e dentisti che non conoscono la cura
Valori

Oggi Unchained si occuperà di calcio. E se vi state chiedendo cosa c’entri il capitalismo selvaggio con il calcio, beh, ascoltatelo.

Perché i legami sono più di quelli che potreste pensare. Il calcio è un prodotto perfetto del capitalismo.

E la sua deriva attuale, tra fondi d’investimento finanziari e stadi che somigliano sempre più a centri commerciali, è lo specchio di quelle assurdità del capitalismo selvaggio che siamo soliti raccontarvi in questo podcast. Senza farla troppo lunga, possiamo dire che quando nasce, nell’Inghilterra di metà del diciannovesimo secolo, il calcio già contiene tutte le storture del capitalismo industriale che si afferma in quegli anni.

E se per caso vi è capitato di leggere Valori, e in particolare la nostra rubrichetta Serie Tripla A, saprete che oggi, quando dal capitalismo industriale siamo precipitati nel tardo capitalismo finanziario, più della metà delle squadre di calcio europee è in mano a fondi d’investimento. Ecco perché adesso il calcio è quello che è.

Perché lo è sempre stato. E alla luce della partita persa la settimana scorsa dalla Nazionale contro la Bosnia, con il risultato che per la terza volta di fila l’Italia non si è qualificata per i Campionati mondiali di calcio maschile, quelli che partiranno tra due mesi in Canada, Messico e Stati Uniti, il calcio italiano dei deliri che sono propri di questo capitalismo selvaggio è la più sublime delle rappresentazioni.

Newsletter Iscriviti a Valori Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile. Dichiaro di aver letto e accettato l’informativa in materia di privacy Settimanale Anteprima Il calcio tra capitalismo selvaggio e dentisti che non conoscono la cura L’Italia, dicevamo, la settimana scorsa ha perso gli spareggi contro la Bosnia.

E anche se non seguite il calcio, o magari nemmeno vi piace, ve ne siete dovute accorgere per forza. Per una settimana tutti si sono messi a parlare di calcio.

O meglio tutti si sono affrettati a rivelare la loro ricetta per risollevare le sorti del calcio italiano. Dallo scrittore premiato al comico che non ha mai fatto ridere, dal giornalista più o meno impegnato all’attore fallito in cerca di rilancio.

E in questa puntata ascolterete alcune delle voci della politica. A partire da quella del presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa che se la prende con… gli stranieri.

Ma quando Ignazio Benito dice queste cose, non solo dice cose razziste, dice anche il falso. Per numero di stranieri nel campionato italiano siamo in media europea, poco sopra Spagna e Germania e ben sotto l’Inghilterra.

E oltretutto negano un’altra realtà. In questi vent’anni in cui non ci siamo qualificati ai Campionati mondiali di calcio maschile, o ne siamo usciti subito, la Nazionale italiana non ha mai potuto contare su giocatori che avrebbero potuto aiutarla.

E questo non per colpa degli stranieri, ma al contrario per colpa di una legge sulla cittadinanza antiquata e restrittiva come lo Ius Sanguinis. E questo, è solo uno dei tanti esempi che vi racconteremo di come il calcio (italiano) racconti al meglio le storture del (nostro) sistema.

Ne parliamo nell’ultimo episodio di Unchained – storie di ordinario capitalismo selvaggio, il nostro podcast settimanale. Ascolta qui tutte le puntate!

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