Storia
Aulo Umbricio Scauro: il pioniere della pubblicità a Pompei
Oggi sarebbe praticamente impossibile vendere qualsiasi prodotto senza pensare a un marchio e progettare una campagna di marketing per farlo conoscere. Ma se guardiamo indietro nella storia, vediamo che fin dall'antichità sono esistiti veri e propri imprenditori che hanno saputo usare marchi, sigilli ed elementi identitari per far conoscere i propri prodotti.
Uno dei casi più curiosi lo troviamo a Pompei. Il suo protagonista è Aulo Umbricio Scauro, un produttore di garum – un condimento tipico dell'antica Roma a base di pesce fermentato – che seppe imporsi sul mercato.
Un grande centro commerciale La tragica fine di Pompei, sepolta per secoli da un grosso strato di cenere e lapilli, ci ha comunque permesso di conoscere questa città più di qualsiasi altra dell'antichità. Sappiamo quindi che questa città situata ai piedi del vulcano e vicino al Golfo di Napoli si distingueva nei suoi tempi di splendore per la sua grande attività commerciale e la presenza di un buon numero di artigiani e commercianti.
A Pompei sono stati scavati più di seicento negozi, il che permette di conoscere un po' meglio l'attività economica della città. La sua economia era basata sull'agricoltura (vino, olio, cereali), la pesca e l'artigianato.
Esistevano diverse corporazioni e attività commerciali come tintorie, lavanderie, falegnamerie, metallurgici o vetrai. Il garum, il prodotto di punta Ai suoi tempi, Pompei divenne famosa per il suo garum, una salsa di pesce fermentato che era uno dei principali condimenti della cucina romana.
Era considerato una vera e propria prelibatezza dell'epoca. Anche Plinio il Vecchio ne parla nella sua cronaca sulla città del Vesuvio.
Qui commenta quanto fosse apprezzata questa salsa e, in particolare, la qualità di quella prodotta a Pompei. Il garum era preparato con interiora e uova di pesce schiacciate insieme ad altre parti del pesce, che venivano lasciate fermentare in un luogo caldo per sei settimane.
Essendo vicina al golfo di Napoli, Pompei beneficiava della pesca e, per questo motivo, eccelleva nella produzione di questo prodotto. Aulo Umbricio Scauro, il re del garum Nel commercio del garum a Pompei, un nome spicca su tutti gli altri: quello di Aulo Umbricio Scauro.
Attivo dal 25-35 d.C. al 79 d.C., conosciamo il suo impero commerciale proprio grazie al suo occhio per il marketing. Aulo Umbricio Scauro ha infatti fatto conoscere il suo nome come produttore di garumsu circa un terzo dei recipienti rinvenuti negli scavi effettuati sia a Pompei che nella vicina città di Ercolano, anch'essa sepolta dall'eruzione del vulcano.
Questo imprenditore romano controllava un negozio principale e altri sei o più punti vendita, gestiti da familiari, liberti e schiavi. Questo è quanto risulta dai recipienti rinvenuti a Pompei ed Ercolano, sui quali sono riportati i nomi dei suoi familiari, nonché del liberto Umbricio Abascanto, della liberta Umbricia Fortunata e dello schiavo Eutiche.
Una villa lussuosa Grazie al garum e ad altri prodotti, accumulò una fortuna con la quale acquistò una lussuosa proprietà con vista sul mare. Conosciamo la casa di Aulo Umbricio Scauro perché durante gli scavi sono stati rinvenuti quattro grandi mosaici che mostrano i prodotti di punta della sua produzione.
È chiaro che Aulo Umbricio Scauro sapeva come vendere il suo prodotto, il che lo rende un vero pioniere della pubblicità.