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Fuori dalla Rete per fare Rete: dopo Roma e Firenze ci vediamo a Perugia
La seconda tappa del nostro viaggio in giro per l’italia, dopo Roma, è stata Firenze. Anche qui, come la prima volta a Roma, è stata sorprendente la naturalezza e la spontaneità con cui persone che non si sono mai viste prima siano riuscite a trascorrere due, tre ore insieme piacevolmente.
Ci siamo divertiti, abbiamo condiviso ansie, speranze, aspettative. Anche rispetto a questa iniziativa di Valigia Blu:
Fuori dalla Rete per fare rete. È stata anche l’occasione per ripercorrere la storia di VB, non tutti la conoscevano, tranne chi ricordava episodi, iniziative che neanche io non ricordavo più!
E come a Roma, l’età delle persone che hanno partecipato andava dai 20 ai 70 anni. Ed è stato emozionante vedere questa comitiva così composita seduta intorno allo stesso tavolo unita dallo stesso desiderio (utopia?) di poter contribuire in qualche modo a un mondo migliore.
C’erano studenti, attivisti di Ultima Generazione e Bruciamo tutto, pensionati, professori, ricercatori, impiegati. Alcuni molto vivaci, socievoli, altri più riservati e timidi e la mia sensazione era che tutti era assolutamente a loro agio.
A un certo punto qualcuno ha proposto proprio per conoscerci meglio a chi volesse di parlare un po’ di sé e di condividere con noi quello che voleva. È stato divertente, interessante.
E mentre accadeva ripensavo alla prima cosa che Antonio mi ha detto quando ci siamo ritrovati seduti vicini: “Allora?
Quando la cominciamo questa rivoluzione?”. Ecco mentre ascoltavo Francesco, Vittoria, Elisabetta, TIziana, Lorenza… chiacchierare, assaggiare stuzzichini, bere un caffè o un calice di vino, mi sono detta:
“La rivoluzione la stiamo già facendo così”. Semplicemente portando i nostri corpi, le nostre paure, le nostre idee, le nostre storie fuori dalla Rete per conoscere persone che mai nella nostra vita avremmo conosciuto e frequentato.
Ribaltando in qualche modo dinamiche spesso tossiche delle piattaforme (a cui dobbiamo, e non lo dimentico, la stessa Valigia Blu, ma anche per certi versi il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, e questi incontri), in qualcosa di incredibilmente bello, virtuoso, in “direzione ostinata e contraria”… Abbiamo parlato ovviamente anche della nostra relazione complessa e conflittuale con i social media - croce e delizia, amore odio -, della scelta di VB di lasciare META e X, della necessità di riconoscere il valore democratico e di democratizzazione della piattaforme senza perdere di vista però il problema gigantesca della loro proprietà e della loro complicità con il regime nefasto dell’amministrazione Trump. Ho chiesto a tutti quali fossero le loro aspettative rispetto a questi incontri, e la stessa domanda è stata rivolta a un certo punto a me.
Non ci avevo pensato fino a quel momento. Sembra assurdo visto che l’idea di questi incontri è mia.
Ma è davvero così. Non so cosa ho visto.
Ma ho sentito che era arrivato il momento di farlo e farlo esattamente così. Avevo voglia di conoscere da vicino le persone che ogni anno decidono di sostenere Valigia Blu, o semplicemente ci leggono, si affidando anche a noi per informarsi e hanno fiducia nel nostro lavoro e nel nostro impegno.
Ero e sono curiosa oltre che grata di incontrare, guardare negli occhi, parlare con loro e ascoltare le loro voci, le loro storie. Insomma era ora di dare un volto alla nostra Community digitale.
Dove tutto questo ci porterà io non lo so. Forse si consolideranno reti, amicizie, legami o forse non succederà niente.
E avremo passato qualche ora insieme piacevolmente. Sarà comunque valsa la pena.
Dove c’è umanità e condivisione vale sempre la pena. D’altra parte anche per Valigia Blu e il Festival Internazionale del Giornalismo non avevo assolutamente idea di dove ci avrebbero portati, sentivo solo che era la cosa giusta da fare.
Durante queste due prime tappe è stato evidente per me che pur nelle differenze ci tiene insieme quella che per molti potrebbe essere una forma di utopia e sicuramente lo è: provare a cambiare le cose. Ma poi l’utopia in fondo cos’è se non la bussola di chi si rifiuta di accettare la realtà come definitiva?
L’utopia è un orizzonte: è nella tensione tra ciò che è e ciò che potrebbe essere che l'umanità avanza, supera limiti, si mette in discussione… L’utopia è immaginare mondi possibili, altre vie. La prossima tappa è a Perugia durante VB Live il nostro programma di incontri all’interno del Festival Internazionale del Giornalismo.
Sabato 18 aprile alle 12 all’Hotel Bufani. Come sempre un’occasione per stare insieme bevendo, mangiando e un appuntamento un po’ speciale: proveremo a registrare dal vivo una puntata del podcast “Viaggio nella politica italiana” con Dino Amenduni, dell'agenzia Proforma, esperto di comunicazione politica e responsabile della strategia di comunicazione del Comitato 'Giusto Dire No'.