Notizie
Perché Lettera22 aderisce allo sciopero del 28 novembre
Lettera22 aderisce allo sciopero nazionale dei giornalisti per la giornata di domani indetto dalla Federazione Nazionale della Stampa e dalla Consulta delle Associazioni regionali di Stampa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico scaduto nel 2016. E lo fa convintamente: ha ragione la FNSI quando rivendica “dignità” per il lavoro dei giornalisti tutti (assunti, precari e freelance) e il “riconoscimento anche economico” del ruolo cruciale del giornalismo nelle nostre democrazie.
C’è una cosa che colpisce nelle parole della FNSI, quando dice che “il nostro lavoro vale”, che “i giornalisti sono lavoratori come tutti gli altri e hanno bisogno di un contratto”. È una frase che dice molto della solitudine di una categoria che sulla carta ha la voce e i mezzi, le occasioni, per raccontare il mondo e dunque magari anche sé stessa ma non è così.
Chi può raccontare sul giornale per cui lavora le condizioni di lavoro in quel giornale? Chi può raccontare quanto poco valga economicamente il proprio lavoro se poi vuole continuare a lavorare?
Facciamo ancora i conti con la coda della crisi economico-finanziaria del 2008 e con la bolla di Internet dei primi anni Duemila. Ci ritroviamo in un mercato cannibalizzato dai pezzi a pochi euro: il digitale che avrebbe dovuto portare risorse illimitate per l’editoria ha aperto molti spazi nuovi di informazione, anche di qualità, ma ha richiesto ancora più competenze e responsabilità nei confronti dei lettori.
E per la prima volta, in modo irrimediabile, ha sdoganato l’idea che non si dovesse pagare per avere informazione. Da quell’idea non siamo più tornati indietro, prima come lettori e poi come categoria.
Quella deriva del mercato – difficile dimenticare i suicidi di colleghi precari, e di recente finalmente si è iniziato a parlare di salute mentale nella categoria – non ha però modificato la percezione di una categoria privilegiata che invece privilegiata non è più. Come non lo è, oramai, da molto tempo quella dei professionisti in generale.
Molti dei giornalisti di Lettera22 sono free lance, come free lance è una fetta sempre più ampia di chi fa informazione in Italia e non solo. Per questo ogni battaglia sindacale che punti alla tutela dei giornalisti e della libera informazione deve passare necessariamente dal tutelare anche chi non è dipendente ma contribuisce, ogni giorno, in larghissima parte all’informazione attraverso cui ognuno di noi costruisce le proprie opinioni.
L'articolo Perché Lettera22 aderisce allo sciopero del 28 novembre proviene da Lettera22.