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Cultura

Conversazione con Andrea Vettoretti. In uscita l'album "Breath of Water"

Giovedì 12 marzo 2026 ore 23:45 Fonte: ReWriters
Conversazione con Andrea Vettoretti. In uscita l'album "Breath of Water"
ReWriters

Andrea Vettoretti racconta storie attraverso la sua chitarra, dando voce a nuove visioni sonore che uniscono tradizione e innovazione. Con la sua musica, rende questo strumento un mezzo espressivo affascinante e attuale.

Nelle sue composizioni, elementi della musica classica si intrecciano con il minimalismo e il world music, dando vita a uno stile personale e distintivo, capace di catturare l’attenzione fin dalle prime note. Andrea Vettoretti La sua discografia comprende undici album, disponibili su tutte le principali piattaforme digitali.

Negli anni, ha saputo reinventare il linguaggio della chitarra attraverso progetti unici, come Rain, che unisce la profondità della musica classica a nuove suggestioni sonore, o Wonderland, ispirato all’immaginario di Alice nel Paese delle Meraviglie e pubblicato anche in vinile. Quantum One, invece, è un concept album dedicato all’universo, in cui suoni cosmici, ottenuti grazie alla collaborazione con l’astrofisico Paolo Giommi, si fondono con la chitarra, il violoncello e il clarinetto, creando un’esperienza immersiva e riflessiva.

Dalla musica di Andrea è nato inoltre lo spettacolo ispirato a questo progetto, realizzato con la partecipazione dell’attrice Violante Placido che trasporta il pubblico in un viaggio tra musica e scienza attraverso le parole dell’astrofisico Carl Sagan. Nocturnal Stars, rappresenta un’evoluzione in chiave minimalista di Quantum One, arricchito dalla presenza della violoncellista Riviera Lazeri.

L’album, pubblicato da CNI Music, esplora atmosfere intime e profonde, evocando la vastità dello spazio attraverso la fusione di chitarra e violoncello. È già disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Il 22 marzo esce il suo nuovo lavoro "Breath of Water" Come nasce Breath of Water? Per me l’acqua ha un’anima, è qualcosa che vive e respira.

Da questa immagine poetica è nata l’idea dell’album: immaginare l’acqua come un respiro del pianeta, una presenza silenziosa ma fondamentale che accompagna la vita sulla Terra. Breath of Water nasce come naturale evoluzione di un percorso iniziato con l’album Rain e proseguito con Quantum One.

In quei lavori ho esplorato il rapporto tra la mia musica, la natura e l’universo. Con questo progetto ho sentito il desiderio di tornare alla Terra e a uno degli elementi più essenziali per la vita: l’acqua.

L’album sarà pubblicato il 22 marzo, con l’uscita del primo singolo digitale, Eye of the Sea, insieme alla pubblicazione del vinile in edizione limitata e numerata. È possibile vedere anche il videoclip del brano Eye of the Sea, disponibile su YouTube.

Il progetto poi si svilupperà nel tempo: ogni mese uscirà un nuovo singolo sulle piattaforme digitali, fino alla pubblicazione completa dell’album prevista a dicembre. L’album è pubblicato da CNI – Compagnia Nuove Indie e realizzato in collaborazione con il produttore Paolo Dossena, che segue il mio lavoro da molti anni, fin dalla realizzazione dell’album Rain.

Con lui negli anni si è creato un rapporto di grande fiducia artistica che ha accompagnato lo sviluppo di questi progetti. È possibile acquistare il vinile qui Perché hai scelto l’acqua come elemento centrale?

In realtà il mio avvicinamento all’acqua è avvenuto gradualmente, attraverso i lavori precedenti della trilogia. Il primo progetto è stato Rain, un album dedicato alla pioggia e alla sua dimensione poetica.

In quel caso ho voluto coinvolgere quattordici scrittori, ai quali ho affidato un brano ciascuno. Ognuno di loro ha ascoltato la musica e si è lasciato ispirare dalle sensazioni evocate dalla pioggia, scrivendo racconti brevi e testi poetici che abbiamo chiamato Rain Stories.

Questi testi sono stati raccolti all’interno del libretto del CD e hanno creato un dialogo molto interessante tra musica e parola. Ne sono nati racconti davvero intensi e molto suggestivi.

Il secondo capitolo è stato Quantum One, un lavoro completamente diverso, nato dalla collaborazione con alcuni astrofisici che mi hanno permesso di inserire nella musica anche suoni provenienti dallo spazio. In quel progetto la musica racconta un viaggio interstellare, una sorta di esplorazione dell’universo ma anche una ricerca interiore.

Alla fine di questo viaggio c’è un momento molto simbolico, raccontato nell’ultimo brano dell’album, Blue Down. È il momento del ritorno verso la Terra.

Quando si è ancora molto lontani dal nostro pianeta, si vede apparire quel piccolo punto blu nello spazio, quello che l’astrofisico Carl Sagan chiamava il pale blue dot. Quel blu è il colore dell’acqua dei nostri oceani e diventa il simbolo stesso della vita.

Attraverso questi due lavori – Rain e Quantum One – mi sono avvicinato sempre di più all’acqua, fino ad arrivare a Breath of Water. In questo album ho cercato di raccontarla non solo come elemento naturale, ma quasi come un essere vivente, qualcosa che respira insieme al pianeta.

Si possono ascoltare i vari album qui ll progetto nasce in collaborazione con il Global Network of Water Museums, una rete internazionale che riunisce musei dell’acqua, istituzioni e organizzazioni culturali di tutto il mondo: perchè questa scelta? In realtà questa collaborazione è arrivata in modo molto naturale, quasi come una conseguenza del percorso che avevo già iniziato nella mia musica.

Da molti anni mi occupo del tema dell’acqua attraverso diversi progetti musicali, a partire da Rain fino ad arrivare a Breath of Water. Nel tempo questo interesse è diventato sempre più centrale nel mio lavoro artistico.

Un momento particolarmente significativo è stato quando sono stato invitato a eseguire alcuni miei brani in occasione del G7 Agricoltura, dove ho avuto la possibilità di presentare in anteprima parte di questo percorso musicale legato all’acqua. Successivamente sono stato nominato Ambassador del Global Network of Water Museums, rete internazionale che fa parte di un’iniziativa Faro UNESCO dedicata alla valorizzazione della cultura dell’acqua nel mondo.

A quel punto è stato del tutto naturale far dialogare questo impegno con il mio lavoro musicale. Breath of Water nasce proprio in questo contesto: come un progetto artistico che cerca di raccontare l’acqua non solo come elemento naturale, ma anche come patrimonio culturale e simbolo di vita per il nostro pianeta.

Che rapporto troviamo tra tradizione e innovazione in questo lavoro? La mia formazione è quella della chitarra classica, quindi la tradizione rimane sempre una parte molto importante del mio modo di pensare e di scrivere la musica.

Allo stesso tempo ho sempre cercato di esplorare nuovi contesti sonori, mantenendo però un legame molto forte con lo strumento. In Quantum One, ad esempio, questa ricerca si è sviluppata attraverso la collaborazione con alcuni astrofisici che mi hanno permesso di inserire nella musica suoni cosmici provenienti dallo spazio, creando un dialogo tra la chitarra e una dimensione sonora completamente nuova.

In Breath of Water questo percorso continua in un’altra direzione. Ho coinvolto ventitré paesi da tutto il mondo, che hanno contribuito inviando registrazioni reali dei suoni dell’acqua provenienti da oceani, mari e fiumi.

L’idea è stata quella di creare una sorta di grande paesaggio sonoro collettivo, un unico respiro che rappresenta simbolicamente il suono della Terra, il suono del nostro pianeta e della sua straordinaria bellezza, qualcosa che oggi più che mai siamo chiamati a proteggere. Anche dal punto di vista tecnologico ho cercato di sviluppare una ricerca personale.

Pur suonando uno strumento profondamente legato alla tradizione come la chitarra classica, utilizzo sistemi di amplificazione e tecnologie che mi permettono di mantenere la fedeltà e la naturalezza del suono dello strumento, ma allo stesso tempo di renderlo più comunicativo e vicino alla sensibilità della musica contemporanea. Questo dialogo tra tradizione e innovazione è presente anche nella mia attività didattica.

Sono docente al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, dove cerco di trasmettere agli studenti non solo la tradizione dello strumento, ma anche un’apertura verso nuovi linguaggi e nuove tematiche, come la sostenibilità e il rapporto tra musica e ambiente. Attraverso i progetti che sviluppiamo insieme, cerco di mostrare come la musica possa essere allo stesso tempo radicata nella tradizione e capace di parlare al presente.

Infine, anche il primo brano che apre il progetto, Eye of the Sea, riflette questo dialogo tra mondi diversi. È ispirato a un racconto di Edgar Allan Poe dedicato al grande maelstrom, un vortice marino in cui alcuni marinai rimangono intrappolati senza via di fuga.

Solo uno di loro riesce a salvarsi osservando il movimento dell’acqua e accettando di lasciarsi trasportare dal flusso. È una storia che mi ha sempre colpito molto, perché racconta in modo poetico il rapporto tra l’uomo e le forze della natura.

Quanto l’ecologia ha segnato il tuo lavoro di artista? Negli ultimi anni il rapporto tra uomo e natura è diventato sempre più presente nel mio lavoro artistico.

Non come un messaggio diretto, ma come una sensibilità. Progetti come Rain, Quantum One e ora Breath of Water nascono proprio da questa attenzione verso gli elementi naturali e verso il nostro rapporto con il pianeta.

La musica può essere anche un modo per fermarsi un momento e ascoltare ciò che ci circonda. Viviamo un momento storico complesso, in cui a volte il lavoro di un artista potrebbe sembrare marginale rispetto alle grandi questioni che il mondo sta affrontando.

Io invece credo che proprio nei momenti difficili l’arte possa avere un ruolo importante: quello di ricordarci la bellezza, ciò che ci unisce e ciò che dà senso alla nostra esistenza. In questo progetto l’acqua diventa anche un simbolo molto forte.

È l’elemento che rende possibile la vita sul nostro pianeta e, allo stesso tempo, qualcosa che ci riguarda molto da vicino: anche noi esseri umani siamo in gran parte fatti d’acqua. Per questo mi sembrava un elemento perfetto per cercare, attraverso la musica, un messaggio di unità e di armonia tra la natura e l’uomo.

A questo tema ho dedicato anche un videoclip animato intitolato Back to Our Future. Nel video appare una mia raffigurazione in blu: un personaggio che parte dalla Terra per un viaggio nello spazio alla ricerca dell’acqua, elemento fondamentale per la vita.

Durante questo viaggio il tempo sembra scorrere in modo diverso: il personaggio invecchia mentre si allontana dalla Terra, come se perdesse gradualmente il contatto con la propria origine. Quando invece ritorna verso il nostro pianeta accade il contrario: torna progressivamente giovane, fino a trasformarsi in un neonato che infine si dissolve diventando polvere di stelle.

Questo personaggio blu rappresenta allo stesso tempo l’essere umano e l’acqua, ma è anche una mia presenza simbolica all’interno del racconto. Attraverso questo viaggio ho voluto raccontare la nostra ricerca di senso nell’universo e il legame profondo che esiste tra la vita, l’acqua e il nostro pianeta.

Il video è anche un omaggio alla pace e alla riscoperta di ciò che ci unisce come esseri umani. Back to our future È possibile vedere il videoclip qui Dove è possibile ascoltare e sostenere il progetto?

Ho scelto di far uscire per primo, il 22 marzo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il vinile in edizione limitata e numerata di Breath of Water. È stata una scelta simbolica ma anche molto personale.

Il vinile rappresenta un modo diverso di ascoltare la musica: richiede tempo, attenzione, presenza. In un certo senso invita a fermarsi, ad ascoltare non solo la musica ma anche se stessi.

Ho pensato al vinile Breath of Water come un oggetto da collezione. E’ già disponibile e può essere acquistato qui.

Il progetto si svilupperà poi nel corso dell’anno con l’uscita di un nuovo singolo ogni mese sulle piattaforme digitali, fino alla pubblicazione completa dell’album prevista a dicembre. È possibile seguire l’evoluzione del progetto, ascoltare la musica e conoscere i miei prossimi concerti sul mio sito.

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