Politica
Sette morti sullo yacht e l’odore di mandorle: un nuovo caso per la poliziotta Guarrasi
Eolie e Catania. Luglio 2017.
L’enorme yacht Almond di Edoardo Lavinato (ricco imprenditore delle mandorle) sarebbe allegramente diretto al porto di Salina; proprio il bel comandante Giacomo Villari sta per sposare la 29enne Vanessa Furci che là gestisce due b&b e una specie di ludoteca, fra l’altro è incinta; sono a bordo sette persone apparentemente amiche. Però dall’imbarcazione arriva in Capitaneria una chiamata d’emergenza nelle acque antistanti il litorale di Marina di Cottone, subito diramata in Vhf (canale 16) e ascoltata a bordo del motor yacht cabinato Cranchi di quarantanove piedi (quattordici metri), poco prima partito verso nord dal porticciolo di Ognina, gestito dall’avvocata Maria Giulia Giuli De Rosa che sta scarrozzando tre cari, il medico legale gay Adriano Calì, l’amica dalla prima elementare Luce con il marito Gaetano, molto competente di nautica.
Avevano oltrepassato (beati loro) La Timpa, Santa Maria La Scala, Santa Tecla, Strazzo ed erano verso Pozzillo. Col binocolo vedono la grossa barca ferma al largo, si avvicinano insieme a un altro gommone con famigliola, salgono a poppa, trovano sette morti, avvelenati, col cianuro probabilmente.
Cristina Cassar Scalia La 40enne palermitana Giovanna Vanina Guarrasi, poliziotta vicequestore aggiunto a Catania, era a risistemare la casa di Castelnuovo sulle Madonie, nel paese dei propri nonni paterni. Riceve la telefonata del carissimo amico Adriano, anche a nome della carissima Giuli, non può che allarmarsi, la Capitaneria sta già affrontando la scena del crimine, gli dice di far avvisare la sua squadra alla Mobile di Catania, sezione Reati contro la persona.
E parte in auto: non vede l’ora di buttarsi “con tutte le scarpe” nel caso davvero complicato che si profila. Ritorsione mafiosa?
Incidente? Uno o più omicidi con vittime collaterali?
Un suicidio con conseguenti omicidi? Vi sono sette morti in contemporanea in mezzo a quello splendido mare: che relazioni avevano fra loro e con chi altro?
“Mandorle amare”: il nuovo giallo di Cristina Cassar Scalia La brava medica oftalmologa Cristina Cassar Scalia (Noto, 1977) continua a scrivere bei gialli, la notevole serie di Vanina va a gonfie vele. Iniziò solo nel 2019; questo di fine 2025 è il decimo, ambientato in piena estate, sequel delle precedenti avventure, che si svolgono tutte a pochi mesi di distanza l’una dall’altra, fra il 2016 e il 2017 (molto prima della pandemia); nel 2023 erano usciti due romanzi, un prequel (ambientato nel 2015) e l’ottavo (aprile 2017), uno poi nel 2024 (giugno 2017).
Questa volta è trascorso circa un altro mese, il luogo principale scelto per l’ambientazione non è più solo l’Etna, bensì soprattutto il tratto di mare che collega Catania a Messina alle Eolie (in copertina l’ormeggio con il vulcano sullo sfondo). Costanza Cocò Calderaro, la 23enne sorella di Vanina (differente padre e stessa madre, Marianna risposatasi dopo essere restata tragicamente vedova) è tornata a Palermo, lei non ha capito perché l’amato magistrato palermitano Paolo Malfitano si è preso una settimana di riflessione (dopo che avevano ricominciato a consolidare un intenso rapporto).
La vicequestora si scuote, deve prendere di petto i nuovi efferati delitti, scavando con profondità nelle relazioni e nei tradimenti, insieme a tutta l’affiatata squadra, vari i personaggi coprotagonisti: l’83enne commissario in pensione Biagio Patanè (che assiste la moglie malata ricoverata nel capoluogo regionale); l’esperto l’ispettore 57enne Carmelo Spanò (entusiasmato dalla relazione con la carusa 30enne Valentina); l’avvocata Giuli, ancora dispiaciuta per le fugace (fertile) avventura con il giornalista compagno del dolce sensibile medico legale, tutti grandi amici. In alcune specie vegetali, tipo la mandorla amara (da cui il titolo) o i noccioli di alcuni frutti tra cui per esempio ciliegie, pesche, albicocche, il cianuro è presente sotto forma di amigdalina, ce ne vorrebbe tantissimo per avvelenare litri di bevanda (vasta letteratura gialla lo ha comunque usato).
La narrazione come di consueto è in terza al passato, fissa (quasi) su Vanina, oppure su Patanè: loro due maturano sempre assieme la soluzione, ognuno per proprio conto, e partendo da presupposti diversi. Vanina gira immancabilmente con la pistola sotto il sole cocente, preserva fondente (al settanta) nei cassetti, fuma Gauloises come una turca, ama vecchi film, ingozza dolci e altre specialità.
Si è ormai pure ben sistemata nella casetta alle pendici dell’Etna, a Santo Stefano, un’oasi di pace all’interno di una proprietà più grande, circondata da giardino e agrumeto, con l’edificio principale abitato dalla padrona di casa, la materna amabilissima 76enne vedova Bettina, originaria di Ragusa e brava solidale cuoca. Quelli che amiamo, colleghi parenti magistrati amici amiche, ci sono tutti: come ben sanno gli editori (almeno dai tempi di Holmes e Conan Doyle), ogni nuova avventura di personaggi seriali è per il lettore una sorta di ritorno in famiglia.
Scopriamo molto di interessante su ristoranti, alberghi, strade, negozi dei comuni delle Eolie. Citati spesso i continui lavori ostruenti sulle varie poche autostrade siciliane (verificati personalmente).
Mandorla amara Cristina Cassar Scalia Giallo Einaudi Torino 2025 Pag. 263 euro 18,50 L'articolo Sette morti sullo yacht e l’odore di mandorle: un nuovo caso per la poliziotta Guarrasi proviene da Strisciarossa.