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Geografie del femminile: la Toscana oltre lo stereotipo turistico
Dalla Tanzania alla Toscana, il progetto The World of Women si pone un obiettivo ambizioso: riscrivere la narrazione del viaggio attraverso gli occhi di chi, troppo spesso, resta nell'ombra. In questa intervista Carin Salerno, autrice direttrice della collana, racconta come è nata l'esigenza di dare voce a una "Toscana invisibile", fatta di donne che custodiscono tradizioni secolari, sfidano i cambiamenti climatici e reinventano il legame con la terra.
Un dialogo che trasforma una guida turistica in un manifesto di consapevolezza e riconoscimento sociale. Il volume, arricchito dalle splendide foto e ritratti di Giuseppe Salerno, "Il mondo delle donne.
Toscana" è pubblicato da Altreconomia ed è disponibile anche in inglese. Salerno, cominciamo dalla scintilla che ha dato vita a questa collana di guide.
Dopo Tanzania, Myanmar e Svizzera, ora tocca alla Toscana. Qual è l’obiettivo della Ong Women in action Worldwide e che cosa volete trasmettere con "The World of Women"?
CS Tutto è nato da una storia. Un giorno una mia amica è tornata da un viaggio in Etiopia raccontandomi quanto fosse bello il Paese, i paesaggi, le persone.
Poi però mi ha confessato: "Ho visto solo la metà delle cose.
Ho visto il mondo degli uomini: tassisti, albergatori, guide. Raramente ho incontrato una donna e, quando chiedevo della loro realtà, mi veniva raccontata attraverso le parole degli uomini".
Ci siamo quindi chieste: che cosa si conosce davvero del mondo femminile quando si viaggia? Ben poco.
La letteratura di viaggio parla pochissimo di questo aspetto. Abbiamo deciso di colmare questo vuoto creando una collana di libri per scoprire i luoghi attraverso le esperienze e lo sguardo delle donne.
È un invito a viaggiare in modo più consapevole, cercando un dialogo autentico che vada oltre il semplice luogo fisico. L'obiettivo è celebrare il lavoro delle donne, dimostrare quanto sia fondamentale per la comunità locale e per l'economia e dare loro la visibilità che spesso manca. [caption id="attachment_238048" align="aligncenter" width="1233"] Un ritratto di Ilaria Brotini, alabastraia di Volterra (PI) © Giuseppe Salerno[/caption] Colpisce che "Il mondo delle donne - Toscana" non sia una guida turistica standard.
Spesso la Regione è raccontata attraverso la storia e i monumenti, mentre il suo taglio punta molto sulla dimensione rurale. Parla di una Toscana "ancora invisibile".
Quali sono questi aspetti che ancora oggi si vedono poco? CS Quando si visita la Toscana si va spesso nei luoghi emblematici, quelli messi in vetrina dalle guide.
Anche le campagne tradizionali, con i cipressi e gli ulivi, sono molto "visibili". Ma chi c'è dietro?
Ci sono persone che lavorano per rendere questo paesaggio così bello, rigoglioso e fertile. Volevo dare visibilità proprio a questo: al lavoro delle donne che contribuiscono alla bellezza di una Toscana rurale, spesso nascosta.
È questo il passaggio dal visibile all'invisibile. Un altro aspetto interessante è il bilanciamento tra passato e modernità.
C'è una tradizione secolare, ma anche molta innovazione. CS Esatto.
Si parla molto della storia della Toscana e ci sono attività che hanno radici profonde. L'obiettivo era dimostrare che, nel presente, esistono manualità antiche di centinaia di anni che sono state mantenute, ma che oggi vengono realizzate con approcci nuovi, più moderni e creativi.
È un modo di valorizzare la storia nel presente e proiettarla verso il futuro. [caption id="attachment_238047" align="alignnone" width="1644"] Vera Luciani è una paesaggista di Chiusdino (SI), esperta nella progettazione di biolaghi © Giuseppe Salerno[/caption] Molte di queste storie parlano di "ritorni alla terra" dopo carriere o studi altrove. È un filo conduttore?
CS Sì, molte donne hanno fatto questo passo. È stata una scoperta: donne che avevano attività completamente diverse e che, per motivi personali o magari per l'eredità di un pezzo di terra, hanno deciso di cambiare vita.
Questo passaggio da un lavoro cittadino a uno rurale -che non significa per forza solo agricoltura- è successo più volte. Dimostra un forte attaccamento verso la "terra madre".
È una scelta coraggiosa e credo possa essere di grande ispirazione. Come ha selezionato queste storie?
Ci sono profili molto specifici: dalla viticoltura all'archeologia, fino alla liuteria. CS Il periodo di ricerca funziona sempre allo stesso modo: c'è un filo conduttore geografico e professionale.
Inizi incontrando un paio di donne e poi, piano piano, la rete si estende. Una ti dice:
"Devi assolutamente incontrare lei", e così via. Inizi con cinque contatti e rapidamente ti trovi con una rete intera.
Si crea quasi un filo invisibile tra loro. Sarebbe bello un giorno organizzare un incontro con tutte le donne intervistate, non solo in Toscana ma nel mondo.
Un altro tema ricorrente è quello delle professioni in ambienti percepiti come maschili, come la lavorazione dell'alabastro o il settore del vino. CS Spesso è solo una percezione.
Anche io pensavo che il mondo del vino fosse molto maschile, invece non lo è più: ci sono sempre più donne che lavorano nelle vigne e lo producono. Nella collana abbiamo voluto mostrare mestieri, come la soffiatrice di vetro, che si pensano maschili ma non lo sono.
Le donne stanno entrando sempre più in questi campi, dalla scultura del marmo all’ingegneria forestale. [caption id="attachment_238041" align="aligncenter" width="1233"] Paola Bidin è un'apicoltrice sull'isola di Giannutri (GR) ma, prima di dedicarsi alle arnie, è stata educatrice © Giuseppe Salerno[/caption] Dalle interviste emergono spesso le difficoltà, legate soprattutto alla burocrazia. CS È un filo conduttore purtroppo presente in tutte le storie, senza nemmeno bisogno di chiederlo.
La burocrazia aumenta sempre di più e sottrae tempo prezioso all'attività primaria, che sia artistica o agricola. È una sfida quotidiana, non prettamente femminile, ma un trend generale che pesa molto.
Si parla spesso di imprenditoria femminile e della capacità di gestire più cose insieme. È emerso anche questo?
CS Sembra essere nel nostro Dna essere capaci di fare tante cose simultaneamente. La conciliazione tra famiglia e lavoro resta una sfida, ma devo dire che c'è una nota positiva: sempre più compagni, mariti e papà si occupano dei figli e appoggiano le attività delle donne.
Si sta andando verso una maggiore condivisione, che è un fattore di successo. [caption id="attachment_238044" align="alignnone" width="1849"] Un ritratto in mare di Alessandra Malfatti, presidente di Cittadella della pesca, una cooperativa di Viareggio (LU) © Giuseppe Salerno[/caption] Essendo una guida a carattere rurale il tema del cambiamento climatico è molto presente. Come viene vissuto?
CS Nel mondo rurale è un'osservazione costante: la natura cambia in modo meno lineare rispetto a prima, è tutto più imprevedibile. Le stagioni non sono più precise.
Le donne intervistate hanno sviluppato strategie di risposta basate sulla contemplazione attenta dell'evoluzione della natura, per poter anticipare i problemi. È una realtà che tocca profondamente chi lavora con la terra.
Quali sono le storie che l'hanno colpita di più? CS È difficile scegliere, ma ce ne sono alcune speciali.
Penso a Paola Giuntini: arrivata a Luanda (la capitale dell'Angola, ndr) in piena guerra civile, allontanandosi per la prima volta dal suo paesino toscano; una storia di vita incredibile. Oppure Marzia Vannucci, la pescatrice che esce in mare con qualsiasi tempo, non solo quando c'è il sole.
O Sara Passerini che ha lasciato la sua vita da etnografa per introdurre tecniche agronomiche innovative che rispondono al cambiamento climatico in modo sostenibile. O ancora Ilaria Gozzini, la "fatina del bosco" che pratica l'immersione forestale.
Ogni donna mi ha colpito in modo diverso; sono storie di successo e di creatività, di resilienza e di capacità di superare le difficoltà e rimettersi in piedi. [caption id="attachment_238046" align="alignnone" width="1850"] Nel libro si raccontano professioni diverse, dall'agricoltura all'allevamento, come quello di mucche praticato da Barbara Conti a Zeri (MS) © Giuseppe Salerno[/caption] Il prossimo passo? CS Stiamo lavorando alla Sicilia.
Sarà un volume dedicato al mondo delle donne artiste. Ho un legame personale perché la madre del mio compagno era siciliana e, negli anni Cinquanta, era una donna all'avanguardia: imprenditrice, lavorava fuori casa, era dinamica.
Questo libro sarà un modo per onorare lei e tutte le donne siciliane che vivono e lavorano in contesti ancora assai maschilisti. © riproduzione riservata L'articolo Geografie del femminile: la Toscana oltre lo stereotipo turistico proviene da Altreconomia.