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La proposta Uec per ridurre le disuguaglianze nel calcio europeo

Mercoledì 8 aprile 2026 ore 05:00 Fonte: Valori
La proposta Uec per ridurre le disuguaglianze nel calcio europeo
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Una modesta proposta per riformare il calcio e ridurre le disuguaglianze: redistribuire i soldi della Uefa in maniera più progressiva. Non sarà una rivoluzione ma di questi tempi ci si può accontentare.

La proposta arriva dall’Union of european club (Uec). Un’associazione nata fondata nel 2023 per dare voce ai club medio-piccoli.

In antitesi alla European club Association (Eac) che in pratica rappresenta solo i grandi club, quelli che fanno le coppe. Della Uec fanno parte 140 squadre di 25 diversi Paesi affiliati alla Uefa.

Si tratta di squadre di Paesi minori a cui si aggiungono diverse squadre di seconda, terza e quarta serie di Spagna e Inghilterra. Mancano del tutto le italiane.

Ma si sa, qui anche quando si è deboli si preferisce sempre allearsi con quelli che pensiamo essere forti. Ogni riferimento a qualsiasi cosa è puramente casuale.

La proposta dell’Uec chiede che parte dei soldi vada alle federazioni e non ai club La proposta dell’Uec è puro buon senso. E invero molto semplice.

Una più equa distribuzione delle risorse Uefa ridurrebbe le disuguaglianze, favorirebbe la competitività e migliorerebbe la qualità delle partite. Ogni anno la Uefa distribuisce 4,4 miliardi di euro alle squadre che ne fanno parte.

Solo che la distribuzione favorisce i club che sono già ricchi. I due terzi di questi soldi vanno infatti alle grandi squadre che fanno la Champions League.

Buona parte di ciò che resta a chi fa Europe League e Conference League. E meno del 10% (circa 308 milioni) a tutte le altre squadre, che sono migliaia.

Così chi è già più ricco riceve più soldi per comprare i migliori giocatori, qualificarsi di nuovo alle coppe e diventare ancora più ricco. Lo stesso procedimento iniquo e classista che serve solo a aumentare le disuguaglianze e favorire gli oligopoli e che, come abbiamo scritto su Valori, è da sempre alla base del pessimo Fair play finanziario Uefa.

In tutte le sue evoluzioni. La proposta dell’Uec non si propone nemmeno di sconvolgere questo sistema.

Chiede solo che i soldi delle coppe europee (ora sono al 74% per chi fa la Champions, 17% all’Europa League e 9% alla Conference) siano ridistribuiti in maniera leggermente più equa: 50%, 30% e 20%. Newsletter Iscriviti a Valori Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile.

Dichiaro di aver letto e accettato l’informativa in materia di privacy Settimanale Anteprima E poi – e qui sta la novità più sensata – che questi soldi non vadano direttamente ai singoli club che partecipano alle competizioni continentali, ma vengano invece dati alle federazioni dei Paesi in cui giocano queste squadre. Le quali federazioni devono poi distribuirli equamente, sempre di più ai più ricchi ci mancherebbe, agli altri club della piramide calcistica.

Addirittura l’85% a quelli della prima serie. E il restante 15% agli altri.

Briciole, che però permetterebbero di sopravvivere alle squadre nelle serie inferiori. E che sono il minimo necessario per reggere il sistema.

Tocca ai grandi club ridurre le disuguaglianze nel calcio «Giocare le coppe europee è un sogno per migliaia di squadre di calcio. Ma la concentrazione di denaro ai vertici del calcio mondiale comporta il serio rischio che le competizioni per club della Uefa diventino monotone e prevedibili.

Con le stesse squadre che si ritrovano nelle fasi finali, anno dopo anno», ha dichiarato un portavoce dell’Uec al Guardian. In questo modo, dicono infatti gli autori del progetto, a perdere qualche soldo non sarebbero nemmeno le squadre medio-piccole che ogni tanto si affacciano alle competizioni europee minori, come Europa e Conference League.

A prendere qualche soldo in meno, per ridurre le disuguaglianze nel calcio, sarebbero le solite grandi squadre che fanno ogni anno la Champions League. Quelle che ogni anno si sfidano tra loro nelle fasi a eliminazione diretta.

Rendendo tra l’altro quelle che una volta erano epiche sfide sempre più delle stanche repliche della stessa partita. Ma la proposta dell’Uec è talmente modesta e di buon senso che ovviamente non vedrà mai la luce.

Anche perché, come ricorda Forbes, lo scorso novembre proprio la Uec aveva accusato la Fifa di non avere ancora redistribuito i soldi promessi dal Mondiale per Club 2025. Dopo una serie di peripezie, la Fifa era riuscita a proporre un montepremi di 1 miliardo di dollari.

Di questi 250 milioni dovevano essere distribuiti tra tutte le squadre del mondo che non avevano preso parte alla competizione. Ma non è ancora successo.

L’equità non è tra le priorità di Fifa e Uefa, che preferiscono puntare tutto sulle diseguaglianze per favorire i soliti noti. L'articolo La proposta Uec per ridurre le disuguaglianze nel calcio europeo proviene da Valori.it.

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