Cultura
Storia di Persepoli, la città più iconica del mondo persiano
Considerata ancora oggi uno dei massimi simboli del mondo persiano antico, le rovine di Persepoli vivono ancora a tanti secoli di distanza dalla sua distruzione Alle origini di Persepoli Secondo André Godard, archeologo francese che si occupò degli scavi di Persepoli ad inizio ‘900, i primissimi resti di questa città risalgono al 515 a.C.; secondo lo studioso transalpino, il sito della città venne scelto da Ciro il Grande, ma fu Dario I colui che diede materialmente vita a tale luogo ed alle sue costruzioni. Va detto che Persepoli non fu mai una vera e propria capitale come Ecbatana, Susa o Babilonia (tanto che i greci ne scopriranno l’esistenza solo con Alessandro Magno), ma era probabilmente una sorta di complesso monumentale in cui venivano celebrate le feste più importanti e sacre del mondo persiano, come ad esempio il Nowruz; ciò si evince anche dal fatto che lo stesso Dario, mentre dava vita alla nuova città, fece anche costruire un nuovo complesso di palazzi a Susa.
Durante tutta la sua esistenza, la dinastia degli Achemenidi continuò a sviluppare Persepoli rendendola uno dei patrimonio più straordinari del mondo persiano; tuttavia la sua fine ha una data ben precisa: il 330 a.C.. La distruzione di Persepoli Proprio in quella data l’esercito di Alessandro Magno spodestò le forze persiane e si recò per la prima volta all’interno del grande Impero achemenide, raggiungendo l’antica Persepoli e dandole poi fuoco.
Va detto che non è chiaro quanto tutto ciò fu intenzionale, ma sono molte le fonti che dimostrano l’astio provato da Alessandro ed il suo seguito nei confronti del simbolo assoluto del mondo persiano ed è dunque molto plausibile che ciò venne fatto in modo consapevole. Con la sua distruzione, il ruolo di maggior città del Fars venne preso dalla città di Istakhr e poi, con l’arrivo in pianta stabile dei musulmani, da Shiraz, la città di Hafez.
La riscoperta di Persepoli Fu solo con l’affermarsi dell’archeologia che Persepoli cominciò a recuperare la fama che gli spettava, iniziando a suscitare sempre più curiosità tanto negli stranieri in visita quanto da parte dei persiani autoctoni La salita al trono dei Pahlavi, in particolare, segnò un vero e proprio risveglio dell’interesse verso Persepoli e ciò sia per il genuino desiderio di celebrare un patrimonio storico sia per segnare il suo legame con la Persia antica (a differenza della dinastia precedente, i Qajar, che invece si legavano molto di più alla componente religiosa sciita). Non è un caso che fu proprio Mohammed Reza Pahlavi ad organizzare la “Celebrazione dei 2500 anni dell’Impero Persiano”, il più grande e fastoso evento mai tenuto a Persepoli dal tempo dell’Impero Achemenide.
Per organizzare il tutto servì un anno di preparazione e svariati milioni, rendendolo uno degli eventi più scenici e costosi di tutta la storia iraniana e nello specifico di quella Pahlavi. Seguimi su facebook, Spotify, YouTube e Instagram, oppure iscriviti sul canale Telegram o alla newsletter (esce il 7 di ogni mese); trovi tutti i link in un unico posto: qui.
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