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Cultura

Disunited Nations: il documentario che squarcia le tenebre del male

Domenica 21 dicembre 2025 ore 23:20 Fonte: ReWriters

Il testo che segue è un riassunto dell'articolo Disunited Nations: il documentario che squarcia le tenebre del male generato dall'AI. L'AI può commettere errori: ogni informazione va verificata attentamente.

Il documentario *Disunited Nations* esplora la fragilità della comunità internazionale di fronte al genocidio di Gaza offrendo un'analisi critica e impervia del ruolo dei paesi occidentali nel conflitto e nella mancanza di azioni concreti in difesa dei diritti umani, con tre proiezioni a Roma, Napoli e Bologna a gennaio.
Disunited Nations: il documentario che squarcia le tenebre del male
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Ci sono persone che mettono la propria integrità morale davanti a tutto il resto, e la usano come bussola per orientarsi nelle tenebre del male che attraversa il nostro tempo. Una di queste persone è il regista francese Christophe Cotteret, che ha sempre messo la sua creatività al servizio della verità, andando a cercare storie impossibili da raccontare, perché scomode, disturbanti, insidiose per i detentori del potere, e quindi pericolose da svelare.

E lo ha sempre fatto usando differenti codici espressivi, dal teatro al cinema, dalle nuove tecnologie digitali alle installazioni artistiche. Il suo primo lavoro importante è il documentario belga-franco-tunisino, cofirmato insieme all'attrice e danzatrice tunisina Amira Chebli, Démocratie Année Zéro che ripercorre il dietro le quinte della rivoluzione tunisina del 2011.

Nel 2013 realizza il suo secondo documentario Ennahdha: Une histoire tunisienne, sul movimento islamico tunisino Ennahdha, vincitore delle elezioni in Tunisia nell'ottobre 2011, un film che incarna le contraddizioni della Tunisia post-rivoluzionaria e le sfide dell'Islam politico nel mondo arabo.

In seguito altri quattro documentari indagheranno le complessità sociali dei territori più travagliati del Pianeta, dalla tragedia in Ruanda all'organizzazione politico-militare terrorista Daesh. Disunited Nations documenta una verità agghiacciante L'ultima sua opera, pubblicata nel 2025, Disunited Nations, distribuita in italia da Mescalito Film, e visibile anche sul canale culturale Arte, lacera la coltre di omertà e ipocrisia che copre le nefandezze del Governo di Israele su Gaza, e lega indissolubilmente il destino dell'Onu al destino di Gaza.

Infatti fondata nel 1945, l'ONU adottò una delle sue più importanti risoluzioni appena due anni dopo la sua istituzione, nel 1947, quando fu decisa la spartizione della Palestina. Fu un momento cruciale che pose le basi per la nascita dello Stato di Israele (1948) e per i successivi conflitti, segnando una delle prime grandi azioni dell'ONU nel risolvere una crisi territoriale.

Oggi a distanza di quasi 80 anni da quella risoluzione, l'Onu sembra morire insieme a Gaza, in un destino che le accomuna drammaticamente, l'una annientata dallo strapotere delle nuove emergenti autocrazie, l'altra dalla prepotenza scellerata del primo ministro dello Stato di Israele Benjamin Netanyahu. Il regista Christophe Cotteret dunque sceglie di usare come filo narrativo le denunce di Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, per portarci nel cuore della crisi delle Nazioni Unite.

E così attraverso interviste, incontri, testimonianze e immagini crude, traccia una verità agghiacciante: l'accidia dell'Occidente davanti ad un genocidio che diventa un crimine collettivo, di cui sia l'Occidente sia il mondo arabo si macchiano a causa della loro stessa ignavia. Fin dai primi minuti il documentario Disunited Nations rivela l'aberrazione di questo dramma, nelle parole pronunciate dallo stesso Netanyahu all'indomani dell'attentato terroristico compiuto da Hamas il 7 ottobre 2024.

"Imponiamo un assedio completo di Gaza. Niente più elettricità, né cibo, né acqua, stiamo combattendo contro animali umani e agiremo di conseguenza".

Dunque appare chiaro fin da subito che il premier israeliano non identifica il suo nemico nell'organizzazione terroristica di Hamas, ma nell'intera popolazione, nell'intero territorio di Gaza. Ciò che segue sfida l'immaginazione e la mera ritorsione, come spiega lo stesso documentario.

In tre giorni tremila tonnellate di bombe piovono su Gaza, l'equivalente del bombardamento alleato di Dresda alla fine della seconda guerra mondiale. In un mese l'equivalente di due Hiroshima.

In un anno, sei Hiroshima. Il documentario, sostenuto dal Centro del Cinema e Audiovisivo della Comunità Belga, punta un faro sul naufragio politico e umanitario delle nazioni disunite, che avevano fondato l'istituzione dell'Onu proprio sul "mai più".

E dal documentario si evince che, paradossalmente, uno dei soggetti più colpiti è l'UNRWA, l'agenzia delle Nazioni Unite istituita nel 1949 per fornire assistenza e protezione proprio ai profughi palestinesi di cinque aree: Striscia di Gaza, Cisgiordania (inclusa Gerusalemme Est), Giordania, Libano e Siria.

A partire dal 7 ottobre 2023 ben 300 edifici dell'UNRWA sono stati colpiti dai bombardamenti, di cui la maggioranza sono scuole e case di accoglienza, circa 290 dipendenti e operatori dell'UNRWA sono stati uccisi, il numero più alto nella storia dell'ONU, e molti altri arrestati. E tutto ciò viene compiuto senza conseguenze, in un clima di totale impunità, in cui si accusa l'agenzia di avere contatti con Hamas, e i suoi dipendenti di avere rapporti con gruppi jihadisti, come dichiara nel documentario lo stesso direttore dell'UNRWA Philippe Lazzarini.

Ma quali sono le ragioni di tale accanimento? Secondo Lazzarini, finché l'agenzia esisterà, anche lo status di rifugiato palestinese continuerà a persistere, perché l'agenzia era stata istituita su base provvisoria proprio per assistere i profughi in attesa di una soluzione politica che non è mai arrivata.

Quindi eliminare l'agenzia equivarrebbe a cancellare lo status di rifugiato palestinese, e quindi eliminare il problema alla radice, perchè la persistenza dello status di rifugiato palestinese diventa un ostacolo a qualsiasi soluzione politica voluta da Israele. Un piano che ha in sé qualcosa di aberrante.

Uno degli edifici distrutti dell'UNRWA - photo by UNRWA Tra i momenti più significativi del documentario Disunited Nations, c'è poi il dietro le quinte del lavoro diplomatico, che svela il difficile equilibrio tra diritto internazionale, grandi poteri economici e media. Emerge l'infingardaggine dell'intero mondo arabo, che finora si è limitato a qualche indignazione di principio.

Uno dei passaggi più toccanti del documentario mostra infatti l'incontro di Francesca Albanese con i rappresentanti dell'Arab Bankers' Association (ABA), un'organizzazione professionale con sede a Londra i cui membri lavorano in banche e settori correlati nel mondo arabo e nel Regno Unito. Ebbene si resta basiti a vedere l'indifferenza con cui la accolgono, accompagnando con vuote parole di rito la loro indisponibilità.

"Tutti riconoscono l'importanza del suo lavoro. Come possiamo aiutarla?", lasciando sottintendere, in questa apparente offerta di aiuto, che ad avere un problema è lei come persona, è Francesca Albanese, e non un intero popolo, né tantomeno la stessa comunità internazionale.

E Francesca Albanese, per niente intimidita da questo subdolo approccio, risponde senza mezze misure: "Non serve che aiutiate me, bisogna fermare questo massacro".

Un documentario capace di aprirci punti di vista diversi e significativi su una realtà ormai costantemente manipolata ed alterata da logiche di potere e interessi economici. Le proiezioni-evento di Disunited Nations A gennaio Disunited Nations sarà proiettato in Italia in tre importanti date evento con la partecipazione di Francesca Albanese e del regista Christophe Cotteret.

Ecco le date imperdibili per un confronto diretto con la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite ed il regista francese. Sabato 3 gennaio Roma, Cinema Adriano ore 21, la serata sarà moderata dalla vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano Maddalena Oliva.

Domenica 4 gennaio Napoli, Cinema American Hall ore 18.30 Lunedì 5 gennaio Bologna, Pop Up Cinema Arlecchino ore 19.00. The post Disunited Nations: il documentario che squarcia le tenebre del male appeared first on ReWriters.

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