Martedì 17 febbraio 2026 ore 18:01

Cultura

Il rumore degli anni

Lunedì 9 febbraio 2026 ore 22:55 Fonte: Carmilla on line
Il rumore degli anni
Carmilla on line

di Edoardo Todaro Danilo Conte, Il rumore degli anni, Milieu Edizioni, pp. 128, € 17,00 Due anni fa abbiamo lasciato l’avvocato Danilo Conte che con “Per giusta causa” ci aveva condotto, attraverso la figura dell’avvocato Chiton, nei meandri della miriade della giungla di contratti che compone oggi il mondo del lavoro. Oggi Danilo Conte ci porta a fare un passaggio in avanti facendoci riavvolgere il filo del filo rosso che ha contraddistinto lo scontro di classe in Italia.

Scontro di classe, anzi scontro tra le classi, che si è caratterizzato sia per un vero proprio senso di appartenenza alla stessa classe ma, soprattutto, per un ciclo di lotte, lotte di conquista rispetto alle proprie condizioni di vita e contro uno sfruttamento sempre più violento ed opprimente. Riavvolgere il filo, abbiamo detto all’inizio, dalla Liberazione dal Fascismo abbiamo assistito ad un movimento di classe, all’attacco, alla conquista ed al loro consolidamento.

Gli operai venivano licenziati? Ecco che entrava in gioco la solidarietà di classe e gli operai rientravano in azienda sulle spalle dei propri compagni.

È con la sconfitta operaia avvenuta nel 1980 alla FIAT, che le cose cambiano, i rapporti di forza idem. Se vieni licenziato, non rientri più grazie alla solidarietà di classe, non resta che rivolgerti ad un buon avvocato.

Con Il rumore degli anni Danilo Conte ci mette davanti ad un fatto innegabile: un buon avvocato ed il conflitto, che si esprime in questi tempi, sono un binomio indispensabile, che si alimentano l’uno con l’altro. In questi tempi le lotte tornano ad essere protagoniste ed avere un buon avvocato, un riferimento legale, non è cosa da poco.

Chiton è l’avvocato che fa al caso descritto, un avvocato difensore, fuori dagli schemi ufficiali, di un’umanità perduta. Un social legal thriller tra ribellione e sconfitta, e quest’ultima che deve lasciare il passo alla prima.

Il rumore degli anni  attraverso dalle lettere di Elvira, caposettore in una boutique, che denuncia il proprio subire un vero e proprio mobbing; ai lavoratori pachistani, “tutto fare”, che subiscono il ricatto della concessione, o meno, del permesso di soggiorno, che hanno innescato una lotta che sta facendo da apripista a livello nazionale: 8×5 ( 8 ore per 5 giorni) , che vengono aggrediti nel momento in cui pongono in essere la propria determinazione nel lottare. A seguire: l’occupazione, a Firenze, di una torre medievale in fase di ristrutturazione portata dagli operai della ex GKN; i lavoratori dell’aeroporto di Brescia che mettono in campo la propria capacità di lotta bloccando carichi di armi diretti verso lo stato sionista che sta compiendo il genocidio in Palestina; i musicisti del teatro Comunale in sciopero; i precari delle poste, lavoratori che devono fare i conti in appalto, anzi di appalto in appalto;

Chiton che riprende quanto affrontato nel precedente “Per giusta causa” con la miriade di contratti con i quali la forza lavoro deve fare i conti: contratti a chiamata; cocococo ecc… . Lotte che si intrecciano e che Chiton segue non, comodamente da uno studio, ma dentro la lotta.

Lotte ch investono il mondo del lavoro ma che evidenziano l’importanza delle lotte sociali, come ad esempio quelle riguardanti il diritto all’abitare. Fare ciò che Chiton ci descrive pare difficile, ma leggendo queste pagine e vivendo giorno per giorno ciò che si sviluppa all’interno del conflitto capitale/lavoro, non può che risultare se non auspicabile, di sicuro possibile.

Chiton ci accompagna, certo, con il Calvados, stile Carlotto, ma di sicuro con la formula che consiglio a tutti/e: “si resiste” perché” non dobbiamo vergognarci di essere felici “.

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