Politica
Quando si andava a letto dopo Carosello: viaggio in un’Italia (forse) spensierata
È un libro che allieterà i più anziani, questo di Marco Melegaro Aspettando Carosello specchio e sogno di un’Italia spensierata (Edizione Zolfo con una prefazione di Carlo Conti). Chi ha una certa età ricorderà infatti la sua infanzia, e per i giovani sarà una narrazione gradevole, anche se forse condita da una certa invidia per quell’Italia ‘spensierata’, che nel sottotitolo ben riassume uno dei nostri caratteri nazionali.
Il termine stesso ’carosello’ non ricorre più tanto spesso nella lingua quotidiana, ha nel marchio un sapore antico. Invece questo Carosello, trasmesso dalla tv di stato, dopo il tg, per pubblicizzare vari prodotti, è un anticipatore di modernità.
L’esordio è il 3 febbraio 1957 sul programma nazionale che da inizio anno si vede nell’intero Paese. Carosello veniva girato in pellicola e per 20 anni ha rappresentato il 57% della produzione cinematografica, è stato un prodotto di grande successo.
Secondo il regista Luciano Emmer: “Carosello è stato l’appuntamento più importante della televisione e di tutti i tempi… ha rappresentato l’incontro quotidiano con milioni di italiani, condizionando e anticipando anche il linguaggio del cinema”.
Inizialmente le pubblicità duravano, ciascuna, due minuti e 15 secondi e costavano 1 milione e mezzo di lire. Solamente nel codino, che durava 30 secondi, si potevano descrivere le caratteristiche dei prodotti e mostrarli.
I bambini e gli adolescenti potevano guardare la tv fino a Carosello e poi a letto. E Amendola tuonò contro “la civiltà dei frigoriferi” Ma Carosello fu un successo internazionale, ce lo invidiavano anche gli States.
I principali caroselli analizzati in questo gustoso libro, sono accompagnati da fatti del costume e della società civile dell’epoca. Gli italiani scoprono l’idrolitina e il rito di usarla, insieme a frigoriferi, amari digestivi, lavatrici e supermercati che hanno cambiato la vita specialmente alle donne.
Con l’apertura di Esselunga i “nostri soci americani scoprono che il nostro paese è più povero di quanto credessero. Aspettando il boom, gli italiani fanno la spesa prevalentemente nei piccoli esercizi commerciali.
L’apertura dei supermercati incontra da una parte la resistenza dei negozianti, dall’altro la diffidenza dei clienti che vedono venire meno quel rapporto fiduciario costruito negli anni con il negoziante”. Naturalmente ci si divide tra apocalittici e integrati, favorevoli e contrari.
“Passa la linea che vede di buon occhio il cambiamento epocale ma non sempre gli amministratori rilasciano le licenze a cuore leggero”. Un autorevole membro del PCI, Giorgio Amendola, disse ‘non ci faremo ingannare dalla civiltà dei frigoriferi e dei televisori’.
È il tempo di autostrade e autogrill. “La ristorazione negli autogrill Pavesi richiama i gusti americani pur studiando e offrendo la possibilità di optare per cibi genuini…”.
Motta grill, invece, sono i primi a strizzare l’occhio alla cucina tradizionale regionale italiana. Marco Melegaro ci ricorda che l’espressione miracolo economico “non è nata in Italia ma a coniarla è stato il quotidiano britannico Daily Mail in una corrispondenza del 25 maggio 1959.
Il termine viene indicato per definire lo sviluppo in atto nel nostro paese che sintetizza con un “valido livello di efficienza e di prosperità”; secondo il giornale inglese, tuttavia, è un’Italia “recalcitrante e urlante” ad essere trascinata in pieno 20º secolo, passando “da un assetto contadino a un assetto industriale”. I formidabili anni 60 vedono il 5 febbraio del 60 a Milano la prima proiezione della “Dolce vita”; è l’Italia dei giochi olimpici, dell’aperura di autostrade, in un mondo che trattiene il fiato per missili contro Cuba, e altre calamità.
Tutti fatti puntualmente da Melogaro richiamati fino al 1977, anno di chiusura di Carosello e inizio dello spezzatino di inserti pubblicitari . Un passaggio obbligato per tanti grandi attori Tutti i principali attori italiani drammatici e comici (eccetto Alberto Sordi), tutti i più famosi cantanti hanno prestato voce e volto alle storie di Carosello, raccontini fulminanti che finivano sempre con una battuta. poi entrata nel lessico familiare, quand’anche dialettale, come ad es. dura minga, non può durare della China Martini.
Per la ‘gomma del ponte’ si girava a New York, con riprese magnifiche, con una Carla Gravina che masticava e illustrava. Frank Sinatra per i baci Perugina cantò di fila 13 canzoni del suo repertorio, un cachet concordato per 80 milioni di lire.
In un’Italia dove imperava la censura, sia per la pubblicità che per altro, e la Rai allontanava Tognazzi e Vianello, impegnati nella trasmissione Uno, due e tre, colpevoli di una satira sul Presidente della Repubblica, un’istituzione “che oggi Crozza tratta in modo alquanto disinvolto”. Tra le tante storie e storielle c’è, nel 1966, la mitica colonna sonora dei materassi che non cigolano: gli Ondaflex.
Nel filmato dei genitori rientrano da una serata e sentendo che tutto è tranquillo, pensano che i bambini stiano dormendo. Invece no, saltano come indemoniati ma su dei materassi che non fanno rumore, mentre la musica ripeteva bidibodibu…bidibodiiè.
Nel 1976, invece, il maestro Godi firma la colonna sonora di un capolavoro, che tanti albanesi illuse: il Mulino Bianco di Barilla. I capitoli del libro sono tutti molto brevi e ricchi di aneddoti, testimoniano la scoperta insieme delle smanie per la villeggiatura, le mutazioni delle tecniche dell’industria e del linguaggio cinematografico, per non parlare degli sviluppi della canzone italiana, delle arti e dello sport.
Un libro da bere, si sarebbe detto, o si potrebbe dire. L'articolo Quando si andava a letto dopo Carosello: viaggio in un’Italia (forse) spensierata proviene da Strisciarossa.