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Politica

Trump attacca il Venezuela, calpestato il diritto internazionale: ora nessuno è più al sicuro

Sabato 3 gennaio 2026 ore 11:33 Fonte: Strisciarossa

Il testo che segue è un riassunto dell'articolo Trump attacca il Venezuela, calpestato il diritto internazionale: ora nessuno è più al sicuro generato dall'AI. L'AI può commettere errori: ogni informazione va verificata attentamente.

Trump sta attaccando il Venezuela violando il diritto internazionale e trasformando la pirateria in una politica, dimostrando che nessuno è più al sicuro dal suo approccio irrispettoso delle norme globali.
Trump attacca il Venezuela, calpestato il diritto internazionale: ora nessuno è più al sicuro
Strisciarossa

Mentre il mondo si trastulla con gli auguri per il nuovo anno, il leader del mondo libero, quello che secondo chi governa l’Italia esprime al meglio i valori occidentali, bombarda il Venzuela. Arrivano notizie drammatiche da Caracas.

Il Pentagono interpellato dai gionalisti non dice, e rinvia alla Casa Bianca. Sì, il presidente ha ordinato l’attacco.

In una breve intervista telefonica con il New York Times dopo l’annuncio, Trump ha celebrato il successo della missione per catturare Nicólas Maduro. “Ottima pianificazione, ottimi soldati e ottime persone”, ha detto.

“È stata un’operazione brillante, in realtà”, ha aggiunto. Ora si sa che Maduro e la sua famiglia sono stati catturati e portati fuori dal paese.

La pirateria diventa la politica del presidente Usa La tenaglia attorno al Venezuela era cominciata ad agosto. Proprio quando Trump ha cambiato nome al Dipartimento della Difesa che ora è Dipartimento della Guerra.

Ha in sostanza ha dichiarato che il suo paese è in guerra con il mondo, con tutti coloro (soprattutto Stati singoli piccolo-medi) che hanno cose che lui vorrebbe avere o non fanno politiche economiche che a lui non piacciono o non convengono. In tutto questo i cittadini americani non ci guardagnerano proprio nulla.

A guadagnarci sarà quella piccolissima fascia dei più ricchi e potenti che, nel caso venezuelano, sono i proprietari e i grandi azionisti delle aziende estrattive e di raffineria di petrolio. Il presidente fa della pirateria la sua politica.

E nonostante sieda nel Consiglio di sicurezza dell’Onu è il principe dell’insicurezza globale. Oggi gli Stati Uniti sono in guerra con il centro-America.

Il bombardamento di Caracas vuole essere anche un segno di intimidazione, con lo scopo di minacciare e assoggettare i paesi di quella regione. Cacciato Nicólas Maduro, molto probabilmente si insedierà un governo guidato da Maria Corina Machado, insignita poche settimane da del Premio Nobel per la Pace.

E Trump può rivendicare, e c’è da giurare che lo farà, che ha aiutato la pace! Come con il Cile nel 1973.

Certo, in Cile vi era un governo legittimo, frutto di libere elezioni. In Venezuela la situazione politica non è democratica.

Ma l’attacco degli States non è per questo meno radicale e più giustificato. Gli Stati Uniti hanno fatto saltare diversi governi e regimi, Trump non è il primo.

Ricordiamo il colpo di stato in Grecia o l’imposizione del regime dello Scia di Persia, o il bombardamento di Bagdad e l’uccisione di Sadam Hussein, o l’attacco alla Libia (con il sostegno francese) e l’assassinio di Muammar Gheddafi. Non è quindi la prima volta.

Né Trump è il primo presidente Usa a ordinare attacchi ai paesi da sottomettere o da domare. Nicolas Maduro (copyright Str/Xinhua/ABACAPRESS.COM) Le mani sui giacimenti petroliferi Ma questo attacco a Caracas è particolarmente subdolo.

Le violazioni americane delle acque territoriali venezuelane, gli attacchi alle imbarcazioni civili e commerciali erano iniziate da mesi, inducendo una corte a ricordare al Presidente che le azioni militari devono sottostare alla decisione del Congresso. E Trump ha tuonato che stava difendendo la salute degli americani dai narcotrafficanti, sapendo bene che questi provengono dalla Colombia, non dal Venezuela.

Come la favola di Esopo nella quale il lupo dice all’agnello che gli intorbidisce l’acqua. E siccome non è vero, come non è vero che il Venezuala produce e traffica oppiacei, il Presidente decide di bombardare per riportare la democrazia in Venezuela…. e per rendere i ricchi giacimenti petroliferi siti nelle acque venezuelane disponibili alle corporation americane senza sforzo.

Il 2026 è cominciato all’insegna della violenza non della guerra, della pirateria e della sepoltura del diritto internazionale. Le macerie che questa Amministrazione ha accumulato in questo primo anno di governo sono state tante, mandando al macero quella cornine di diritto che oggi resta al massimo il tema di film, non proprio belli ma che fanno cassa.

Norimberga vende. Chi volle quel processo, chi volle vincere non solo sul campo di battaglia ma con il diritto, oggi ha un governo che rinnega tutto questo.

Trump rinnega Norimberga e quell’impegno coraggioso di rendere il mondo un luogo più sicuro e civile. Fine della storia.

Caracas sotto le bombe sancisce (anche se non inaugura) un tempo nuovo e terribile. Nessuno è oggi sicuro: nessuno stato e, soprattutto, nessuna persona.

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