Cultura
ll cervello nel cuore: la rivoluzione silenziosa della medicina integrata
Per secoli abbiamo pensato al cuore come a una pompa e al cervello come all’unico centro della mente. Ma cosa succede se questa distinzione fosse solo una semplificazione?
Se cuore e cervello fossero in realtà parti di un unico sistema intelligente? È da questa domanda che nasce Il cervello nel cuore, l’ultimo lavoro del cardiologo Massimo Fioranelli, un libro che attraversa neuroscienze, cardiologia e psicologia per proporre una nuova lettura dell’essere umano.
Ne abbiamo parlato con l’autore. Professore, il titolo del libro è provocatorio: davvero esiste un “cervello nel cuore”? «Non parlo di un cervello anatomico, naturalmente, ma di una rete di neuroni e di sistemi di comunicazione che fanno del cuore qualcosa di molto più complesso di una semplice pompa.
Il cuore dialoga continuamente con il cervello attraverso vie nervose, ormonali ed elettromagnetiche. Questo scambio influenza emozioni, percezioni e stati di coscienza.» La medicina moderna ha separato molto mente e corpo.
Il suo libro va nella direzione opposta. «Sì, perché oggi sappiamo che quella divisione è artificiale. Il corpo è un sistema integrato.
Emozioni, stress, percezione interna e attività cardiaca sono profondamente connessi. Ogni variazione del ritmo del cuore racconta qualcosa di ciò che viviamo.
Il cervello interpreta e modula questi segnali in un continuo scambio.» Che ruolo giocano le emozioni nella salute cardiaca? «Un ruolo enorme. Stress cronico, depressione, ansia e traumi influenzano direttamente il sistema cardiovascolare.
Ma vale anche il contrario: molte patologie cardiache incidono sul tono dell’umore e sulle funzioni cognitive. Non possiamo più considerare cuore e cervello come compartimenti separati.» Nel libro parla anche di resilienza e di fattori biologici come il BDNF.
Perché sono importanti? «Il BDNF è una sostanza fondamentale per la plasticità cerebrale, ma ha effetti anche sul cuore. Studiare questi meccanismi ci aiuta a capire perché alcune persone resistono meglio allo stress e altre sviluppano malattie.
La resilienza non è solo psicologica, è anche biologica.» Quali implicazioni pratiche ha questa visione per la medicina? «Significa ripensare la cura. Non solo farmaci e procedure, ma interventi su respirazione, attività fisica, gestione dello stress, biofeedback e neuromodulazione.
Dobbiamo lavorare sulla regolazione dell’intero sistema cuore-cervello.» È un libro per specialisti o anche per lettori curiosi? «È un testo scientifico, ma ho cercato di mantenerlo leggibile anche per chi vuole capire meglio come funzioniamo. È un invito a guardare la medicina in modo meno frammentato.» Qual è il messaggio finale che vuole lasciare? «Che comprendere il cuore significa comprendere l’uomo.
La medicina deve tornare a unire ciò che abbiamo separato: fisiologia ed esperienza, misura e significato.» Perché questo libro parla anche alla società Il lavoro di Fioranelli arriva in un momento storico in cui stress, solitudine e malattie croniche crescono insieme. Il cervello nel cuore suggerisce che la salute non è solo assenza di patologia, ma capacità di integrazione tra dimensione biologica, emotiva e relazionale.
Non una fuga dalla scienza, ma un suo ampliamento. In fondo, forse, la vera rivoluzione è ricordarci che non siamo la somma di organi, ma sistemi viventi in dialogo continuo.
Volume principale Fioranelli, M. Il cervello nel cuore. Cacucci Editore, 2025. https://www.youtube.com/@Prof.MassimoFioranelli Approfondimenti scientifici Brain and Heart Dynamics (Springer).
Stober, T., Central Nervous System Control of the Heart. (Springer). Articoli e risorse Saibene, M. et al., Translational perspectives on brain-heart interplay, Comp.
Biomed. 2026.
HeartMath Institute, Science of the Heart (ricerca istituzionale). The post ll cervello nel cuore: la rivoluzione silenziosa della medicina integrata appeared first on ReWriters.