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I motivi per cui l’Antitrust ha comminato una sanzione da 11,5 milioni di euro a Revolut
Il 2 aprile 2026 l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm) ha sanzionato le società del gruppo Revolut per 11,5 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette. L’Antitrust ha individuato e multato tre differenti condotte applicate da diverse società della banca digitale lituana.
La prima riguarda Revolut securities Europe, la società del gruppo che offre servizi d’investimento in Europa, e Revolut group holdings Ltd, multate per cinque milioni di euro per non avere fornito, fin dalle comunicazioni pubblicitarie, informazioni complete sulla presenza di ulteriori costi e sulle limitazioni che caratterizzano gli investimenti “senza commissioni” offerti. In secondo luogo, l’Agcm ha sanzionato per ulteriori cinque milioni di euro Revolut group holdings Ltd e Revolut bank, società del gruppo che offrono servizi bancari in Europa, per aver gestito con modalità aggressive i conti dei clienti e per non aver dichiarato in modo chiaro informazioni rilevanti su condizioni e modalità di sospensione, limitazione e blocco degli stessi.
Infine le stesse società sono state raggiunte da una sanzione di 1,5 milioni di euro per non aver fornito informazioni "chiare ed esaustive" su requisiti e tempistiche per ottenere l’Iban italiano (con iniziali IT) al posto di uno lituano (con iniziali LT). Revolut è presente "fisicamente" in Italia dal novembre 2024, quando ha aperto la prima filiale, introducendo, come già accennato, la possibilità di ottenere un Iban italiano.
A settembre 2025 ha raggiunto i quattro milioni di clienti diventando la quinta banca nel Paese (il primo degli istituti di credito stranieri) e punta a diventare il terzo istituto entro la fine del 2026. Tuttavia, già a partire dal luglio 2024, l’Agcm ha iniziato a ricevere segnalazioni nei confronti di Revolut da parte di gruppi per la tutela dei consumatori che evidenziavano diversi presunti comportamenti scorretti messi in pratica dalla banca digitale.
Sulle basi di queste informazioni il 10 luglio 2025 l’Antitrust ha aperto un provvedimento istruttorio nei confronti di Revolut e la procedura si è appunto conclusa ad aprile 2026 con la sanzione. La prima parte (pari a cinque milioni di euro) è stata emessa come detto per le pratiche scorrette applicate da Revolut nel comunicare le condizioni dei propri servizi di investimento, in particolare per quanto riguarda le cosiddette azioni frazionate e i costi nascosti dietro lo slogan che prometteva “zero commissioni”.
La contestazione è che la banca digitale abbia omesso nel claim presente sul suo sito in cui offriva la possibilità di avere “migliaia di azioni a partire da solo un euro” di menzionare che questa offerta comprende l’acquisto di azioni frazionate. Questi prodotti finanziari replicano l’andamento dell’azione corrispondente e garantiscono al possessore una frazione (proporzionale) dei dividendi.
Rispetto alle azioni “tradizionali” quelle frazionate presentano notevoli differenze: non solo non forniscono ai loro possessori gli stessi diritti degli azionisti, come quello di voto, ma secondo le stesse memorie difensive presentate da Revolut “tali strumenti non possono essere trasferiti in quanto privi di valore commerciale al di fuori della propria piattaforma”. Ne consegue che, in caso di chiusura del conto o trasferimento del portafoglio, le azioni frazionate devono essere necessariamente liquidate.
Secondo le stime dell’Agcm al 30 giugno 2025 tra il 60% e l’80% dei clienti dei servizi di investimento di Revolut possedeva azioni frazionate. Nel giugno del 2025 Revolut ha apportato alcune modifiche alla propria pagina web e ai claim contenuti.
Tuttavia anche dopo questi cambiamenti la comunicazione principale continua a fare un generico riferimento alla possibilità di acquistare “azioni”, senza esplicita menzione del fatto che l’investimento possa riguardare azioni frazionate e non azioni intere. [caption id="attachment_243494" align="aligncenter" width="895"] Il claim pubblicitario presente sul sito di Revolut a luglio 2024. Il messaggio promette la possibilità di acquistare azioni "a partire da un euro" senza specificare che questo possa comprendere in parte o totalmente azioni frazionate[/caption] Inoltre Revolut non avrebbe indicato chiaramente i costi relativi ai propri servizi d’investimento, evidenziando in diversi slogan il fatto che tali operazioni sarebbero state a “zero commissioni”.
In particolare non venivano fornite indicazioni chiare circa il numero di operazioni eseguibili "gratuitamente", che in realtà varia in base al piano sottoscritto e che può essere anche significativamente limitato. Il piano definito “standard” permette una sola operazione al mese senza commissioni.
Ulteriori costi nascosti sono stati identificati negli investimenti in valuta estera, specialmente per quanto riguarda i dollari statunitensi. Anche in questo caso gli utenti con un piano “standard” vanno incontro a severe restrizioni; se desiderano acquistare azioni in dollari sono esenti da commissioni solo se l’investimento mensile non supera i mille euro, altrimenti Revolut applica una commissione dell’1%.
Si stima che al 30 giugno 2025 almeno l’80% dei clienti di Revolut aderiva a un conto "standard" andando quindi incontro a serie limitazioni sia sul numero di operazioni senza commissioni sia sugli acquisti in valuta estera. [caption id="attachment_243496" align="aligncenter" width="875"] Il sito di Revolut ad agosto 2025, dopo aver apportato alcune modifiche[/caption] La seconda multa, sempre di cinque milioni di euro, riguarda la mancata comunicazione di Revolut sulla gestione dei conti corrente, in particolare per quanto riguarda blocchi e sospensioni dei pagamenti o del conto stesso. La banca ha ampiamente pubblicizzato il proprio conto corrente come “innovativo, tecnologico e user friendly”.
Tuttavia, molti clienti hanno lamentato di aver subito un blocco ingiustificato del proprio conto corrente per tempi anche lunghi senza un'adeguata comunicazione. Una condotta di cui gli stessi operatori della banca erano consapevoli, come emerge dalle conversazioni interne esaminate dall’Antitrust.
Sulla base dei dati forniti dalla stessa Revolut, l’Agcm stima che i blocchi dei conti di clienti italiani hanno riguardato, nel periodo fra 2023 e 2025, in media, dalle mille alle cinquemila sterline a conto, per un totale che oscilla tra i 50 e i 100 milioni di sterline. Nel medesimo arco temporale la banca ha riferito di aver direttamente ricevuto dai 500 ai mille reclami relativi al blocco dei conti.
Queste restrizioni hanno avuto una durata media tra i 50 e i 100 giorni e almeno il 35% risulta essere durata più di un mese. Infine, l’ultima parte della sanzione (per 1,5 milioni di euro) riguarda il non aver fornito informazioni chiare ed esaustive su requisiti e tempistiche per ottenere l’Iban italiano.
Prima dell’apertura della filiale in Italia, avvenuta a novembre 2024, i clienti italiani di Revolut erano costretti ad aprire un conto con un Iban lituano. Questo causava difficoltà, specialmente nella ricezione di bonifici esteri.
Per superarle la fintech ha permesso ai propri clienti di richiedere un conto con Iban italiano in sostituzione a quello lituano. Tuttavia, nonostante i messaggi pubblicitari promuovano il passaggio come facile e immediato (“Passa al tuo conto italiano oggi stesso”), ancora ad agosto 2025 il sito di Revolut non forniva informazioni adeguate in merito ai criteri che il cliente dovrebbe soddisfare per ottenerlo.
Inoltre, su ammissione degli stessi operatori, questi criteri si sono dimostrati molto restrittivi escludendo, in modo momentaneo o permanente, fino a 800mila clienti. “A fronte di una campagna massiva di promozione della possibilità di ottenere con Revolut un Iban italiano, il Professionista (Revolut, ndr) ha inviato l’invito a cambiare Iban non a tutti ma solo ad alcuni clienti ritenuti idonei alla migrazione, mentre i restanti ricevevano informazioni omissive e confuse -si legge nel testo del provvedimento-.
Il Professionista pertanto non ha adottato standard di diligenza adeguati avendo lasciato intendere, diversamente dal vero, che la platea di clienti ammissibili fosse più estesa di quanto non fosse in realtà”. Una mancanza che secondo l’Antitrust sarebbe in grado di orientare il comportamento dei clienti, ad esempio spingendoli ad aprire un conto con la prospettiva (non sempre corretta) di ricevere un Iban italiano o di poter migrare senza problemi.
Una circostanza presente in diverse segnalazioni. © riproduzione riservata L'articolo I motivi per cui l’Antitrust ha comminato una sanzione da 11,5 milioni di euro a Revolut proviene da Altreconomia.